Ferdinand Loyen du Puigaudeau, un impressionista fuori dagli schemi

Ferdinand Loyen Du Puigaudeau
(1864 – 1930)

Ferdinand Loyen del Puigaudeau, nel corso della sua vita, si è dedicato a molti stili di pittura
benché lo si consideri generalmente un impressionista, ad esempio ha dipinto scene di genere, scene di donne al lavoro o che discutono fra loro alla maniera naturalista

Spesso si allontana da quello che è il suo modello perchè preso dalla disposizione dei personaggi e spesso non utilizza degli schemi caratteristici di una particolare corrente pittorica…
alcune delle sue tele ricordano senza dubbio il “synthétisme”, c’è ingenuità nella rappresentazione delle feste popolari, che le rende magiche
Puigaudeau si avvicina ai “symbolistes” a Bruxelles ed in Italia, ma la parte più importante della sua opera sono i paesaggi
la scuola di ponte-Aven su di lui ha svolto un ruolo liberatorio, al contatto di questi vari movimenti
Ferdinand du Puigaudeau ha saputo togliersi il marchio di impressionista puro, la sua pittura diventa più descrittiva e sembra poco influenzato dalle idee rivoluzionarie di ponte-Aven
egli li cerca di osservare “il fogliame che freme„, “i riflessi delle onde„, “le trasparenze di seta del cielo„
suo cugino Alphonse de Châteaubriant ha detto di lui: “C’è molto certamente in te, della natura, dell’essenza dei conteplativi….„

i suoi temi favoriti sono i fiori, gli effetti atmosferici, i giochi d’acqua e di luce
Si può quindi dire che Ferdinand Loyen du Puigaudeau è ciò che si potrebbe chiamare un piccolo maestro della pittura
possiede cioè un un talento innegabile ma che non è stato riconosciuto per il suo giusto valore, almeno così io la penso
nel 1890, realizza la sua prima esposizione al Beaux-Arts e l’accademia gli proporrà una borsa di studio che rifiuterà, cosa apprezzabilissima, perchè vuole conservare l’indipendenza relativa al suo stile
l’appellativo “L’ermite de Kervaudu” gli è stato dato a ragion veduta

benché non sia riconosciuto come un maestro, il lavoro di Puigaudeau sui giochi di luci è impressionante e la sua polivalenza in materia di stile dà alla sua pittura una ricchezza ed una varietà straordinarie
io incontrai per la prima volta questo pittore, che a me personalmente piace molto, molti, molti anni fa, erano soltanto 70 tele, ma me le sono ricordate per molto tempo

piccola biografia

Il 4 aprile 1864 nasce a Nantes Ferdinand Loyen du Puigaudeau. Molto presto il bambino è affidato a suo zio Henri de Chateaubriant, che lo incoraggia a seguire i suoi doni artistici.
La sua scolarità, molto classica lo conduce in diversi collegi da Parigi a Nizza ma l’anno 1882 segna l’inizio della sua vita d’artista, il giovane decide di formarsi solo, viaggiando in Italia, quindi in Tunisia.
La prima delle sue opere che ci sia pervenuta è datata del 1886, anno in cui decide di recarsi a ponte-Aven, meta ben nota di tutti i pittori dell’Europa. Puigaudeau stringe amicizia con Charles Laval e con Gauguin.
La loro relazione è particolarmente forte e nel 1887 pensano di partire tutti e tre alla volta Panama e della Martinica.
Ahimè Ferdinand, chiamato piccolo da Gauguin non potrà aggiungersi ai suoi amici perchè l’esercito che lo convoca per effettuare il suo servizio militare.

Nel 1889, si reca in Belgio dove “lega” con vari membri del gruppo dei XX. Conosce James Ensor, Toorop, Vogels.
Lo scultore Constantin Meunier lo onora della sua amicizia. Il 1890 è l’anno della prima presentazione al pubblico di una delle sue opere al salone della società nazionale delle belle arti. Grazie a suo padre incontra per la prima
volta Paul Durand-Ruel che espone le sue tele con quelle di Henry Delavallée.
Si sposa il 7 agosto 1893 a Saint-Nazaire con Blanche Van Den Brousse, da cui avrà una figlia di nome Odette l’anno successivo.
Nella primavera del 1895 si ferma per tre anni a ponte-Aven. Frequenta Armand Seguin, il poeta Ernest Dowson, i pittori americani Harrisson e Childe Hassam. La sua produzione dell’epoca: maneggi, fiere e feste di campagna gli ispirano qualc’una delle sue più belle tele. Nel 1897 Degas gli compra “un fuoco d’artificio„ da Durand-Ruel, così comincia con lui una lunga amicizia. Questo stesso anno decide di partire per il mezzogiorno.
La famiglia si installa in un hotel a Cagnes.Nonostante l’aiuto di Durand-Ruel deve però separarsi della sua famiglia che invia a Parigi, e resta solo per lavorare.

Negli anni 1899-1900 tutta la famiglia Puigaudeau si stabilisce in una casa a Sannois nei pressi di Parigi.
Comincia allora uno dei periodi più prosperosi per il nostro artista, il successo sembra essere arrivato.
Il 1903 è l’anno della sua prima esposizione personale alla galleria degli artisti moderni, un piccolo catalogo è pubblicato per l’occasione. Ma qualcosa va storto e rompe con Durand-Ruel.
Puigaudeau decide allora di partire per Venezia.
Al suo ritorno il progetto d’esposizione, si ferma. Puigaudeau si trova in una situazione finanziaria critica.
Alcuni suoi beni mobili sono presi e venduti all’asta, il nostro pittore rovinato deve lasciare Parigi.
La famiglia si ritira a du Bourg de Batz en Loire Atlantique dove degli amici prestano loro una villa austera
“Le Fort Hikerik”. Si riprende e trova un nuovo commerciante a Nantes (Préaubert), espone in diversi saloni regionali.
Alla fine del 1907, affitta il “manoir de Kervaudu” a condizioni molto vantaggiose: un po’di denaro ed una tela all’anno.
Così comincia una nuova esistenza, Puigaudeau si ferma a Kervaudu definitivamente dove vivrà fino alla sua morte.
Kervaudu diventa il luogo di riunione di tutti gli amici dell’artista: i pittori Emile Dezaunay, Alexis de Broca, Jean-Emile Laboureur, l’autore Alphonse de Chateaubriant. A partire dal 1909 partecipa alla fondazione del gruppo
artistico di Saint-Nazaire . La grande guerra del 1914 lo isola dal resto del mondo.
La sua esistenza ritirata dal mondo e solitaria gli varranno di essere chiamato da Degas “l’eremita di Kervaudu”.
Tuttavia nel 1919 un grande progetto d’esposizione agita il nostro pittore, un industriale, Nantais gli propone di organizzare una grande presentazione delle sue opere a New York.
Infine si presenta l’occasione di una notorietà internazionale.
Durante quattro anni Puigaudeau fornisce più di 60 tele, tuttavia il progetto non avanza ed è annullato.
Questo fallimento ha ripercussioni terribili sul morale del nostro pittore che affonda in uno stato semi-depressivo
e nell’alcolismo. L’esistenza è particolarmente precaria. Nel 1924 le illustrazioni dei romanzi di Alphonse de Chateaubriant hanno molto successo: La Brière lo occupa alcuni mesi, ma ahimè queste non vedranno mai la
luce . Gli ultimi cinque anni della vita di Ferdinand du Puigaudeau sembrano essere stati particolarmente tristi,
solo la sua pittura gli donò brevi momenti di gioia.
Muore il 19 settembre 1930 circondato dall’affetto di sua moglie e di sua figlia.

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

18 pensieri riguardo “Ferdinand Loyen du Puigaudeau, un impressionista fuori dagli schemi”

  1. Ammetto di non essere una grande esperta dell’arte, mi diletto maggiormente nelle materie umanistiche, ma questo pittore è molto originale, l’utilizzo sapiente dei colori, la personale interpretazione dell’universo impressionista, lo rende davvero affascinante ai miei occhi, destando la mia curiosità. Grazie Matilde, come sempre, per le tue condivisioni!😊

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  2. Tanto fascino, seduzione e magnifici colori in questo pittore postimpressionista che faceva parte della scuola di Pont-Aven, accanto a Gauguin. Non ha mai voluto essere considerato un pointillist, molto preferito mantenere la propria visione della pittura, essere ai margini di altri movimenti. Grazie mille per questo bellissimo articolo Matilde 🙂

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