Thomas Moran o dei paesaggi della “luna”

Thomas Moran
1837-1926

pittore di discendenza irlandese, nato nel Lancashire è poi a arrivato a Filadelfia
diversamente dagli  altri pittori della “American Hudson River School”, questo figlio di poveri emigranti era completamente autodidatta, cominciò come incisore ed aprì “una bottega” di incisione coi suoi due fratelli
ma il suo cuore era nella pittura, in particolare nella pittura romantica, una delle sue più prime tele prese il suo titolo dall’Alastor o The Spirit of Solitude (1815) di Shelley dove si racconta del giovane poeta puro che insegue i passi più segreti della Natura
il panorama immaginario di Shelley predice la realtà dell’Yellowstone che Moran dipingerà in seguito e Moran cerca nei suoi paesaggi il sublime, l’insolito, ed il pittoresco, i panorami propri del prototipo Romantico
solamente un grande scenario, egli pensava, potrebbe produrre un grande quadro, Lui trovò tali scenari nell’Ovest
Moran razionalizzò la sua mancanza di tecnica e di scuola con la credenza che l’arte non era “insegnabile” , “Non si può insegnare ad un artista come dipingere” diceva “Io pensavo che fosse insegnabile, ma poi sono arrivato a sentire che c’è un’abilità del vedere la natura che è all’interno dell’uomo, ed è inutile provare ad insegnare questa abilità..”
tuttavia l’esempio di due pittori l’ossessionò: Claude Lorrain e Turner, passò un anno in Inghilterra nel 1861 per studiare e copiare i dipinti ad olio e gli aquarelli di Turner in particolare “Ulysses Deriding Polyphemus” 1829 che Moran tenne da allora in copia nel suo studio,

“Ulysses Deriding Polyphemus” 1829


e non è difficile capire perché il dipinto aveva tale effetto profondo su lui, certamente i colori insolitamente resi saturi, i gialli, gli ocra, i cremisi, impastati a tratti di nubi bianche , è quello che Moran arriverà a fare nei suoi panorami del Green River e dello Yellowstone
La visione di Turner dell’isola di Polyphemus, le guglie sulle quali reclina nebbiosamente il gigante è resa in Moran nelle sue visioni o come lui insisterà nel dire nelle “trascrizioni accurate” degli scenari dell’Ovest
la svolta nella carriera di Moran arrivò nel1871, quando il Dr. Ferdinand Hayden, direttore di” the United States Geological Survey” l’invitò a far parte di una spedizione nell’area di Yellowstone ( Wyoming)
a quel tempo l’area dello Yellowstone era terra sconosciuta all’uomo bianco, si narrava che in quella zona vi fossero laghi di fango caldi, geyser, e veniva descritta cpme “il luogo dove l’Inferno bolle”, ma tranne alcuni uomini di montagna e cacciatori di pelli, l’unico uomo bianco a descriverla era stato John Coulter, un membro della Lewis and Clark’s expedition nel 1807
la spedizione  a cui fu invitato Moran era appoggiata dal governo Americano e lui aveva il compito di “narrare” quei luoghi attraverso le imamgini che poi sarebbero state fatte circolare..
in quella spedizione veneno fatte anche molte fotografie, ma le immagini di Moran restarono nell’immaginrio collettivo della gente, i suoi aquarelli davano il colore, le fotografie confermarono la realtà degli schizzi strani di Moran di fumi, zolfo e atmosfere dantesche a chi vide gli acquarelli di Moran dello Yellowstone sembrarono come dipinti alieni come le prime fotografie dalla luna un secolo più

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

28 pensieri riguardo “Thomas Moran o dei paesaggi della “luna””

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