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l’inaspettato…serendipity…e..e…e..

rileggevo giorni fa il testo di E.H. Gombrich “The Story of Art”, nella parte in cui parla del Parmigianino e dice:

“Parmigianino and all the artists of his time who deliberately sought to create something new and unexpected, even at the expense of the ‘natural’ beauty established by the great masters, were perhaps the first ‘modern’ artists”

che suona piu’ o meno così…

“il Parmigianino e quegli artisti del suo tempo che “intenzionalmente” hanno voluto creare qualcosa di nuovo e “unexpected” anche a discapito dei canoni della bellezza, stabiliti dai grandi maestri, sono forse i primi artisti dell’ “arte moderna”

e mi ritrovavo a pensare che questa piccola parola “inaspettato” ha assunto nel tempo e nello spazio un significato sempre maggiore.

i pittori come il Parmigianino o il Pontorno che per anni sono stati considerati “manieristi” in modo dispregiativo, proprio per aver incontrato sul loro cammino l’inaspettato sono stati riabiliatti e promossi all’onore di grandi maestri

nell’era del web 2.0 e oltre (3.0) la parola inaspettato si usa meno, adesso si usa serendipity, che a me personalmente non piace tantissimo, faccio persin fatica a pronunciarla, ma ha un signifcato molto vicino ad insaspettato

signifa cioè, durante una ricerca, scoprire in maniera causale o (dico io, meno causale) qualcosa di inatteso che non ha nulla a che fare con quanto si stava cercando

la parola in sè è stata introdotta dallo scrittore inglese Horace Walpole (1717-1797) in un suo libro per indicare la scoperta di qualcosa di inatteso che nulla aveva a che fare con quanto si cercava
ecco sul fatto che l’inatteso non abbia nulla a che fare con ciò che si cerca, io ho sempre nutrito dubbi, nel senso che,se io ricerco e mi apro a tutti i posssibli svipuppi della mia ricerca mi do molte possibilità in piu’ che se io rimasessi nel mio cercare legato ai parametri stretti della mia disciplina

Robert K. Merton, elabora una teoria sulla accidentalità delle scoperte scientifiche, io credo che se non avessi gli occhi aperti e il cuore rivolto al mutamento non saprei cogliere “quell’accidentale” che accade e che mi fa superare gli ostacoli

sicuramente il web 2.0 (3.0), e i blog e tutto quanto ruota attono al social network offrono la possibilità di trovare cose che non erano cercate, non solo notizie come il primo web, ma comunicazione, scambi spesso io intercetto altri blog e altri nick in maniera fortuita, come altri intercettano me, vuoi per similanza di interesse, vuoi per differenze , vuoi per curiosità, vuoi per l’abbondanza nell’uso del link

io ho scoperto l’inaspettato molto spesso in rete ,ma devo dire anche nella vita, è una delle cose che piu’ mi danno la carica, e accorgersene non è poi così difficile, basta non vestire “troppe maglie di lana”!!!!, non mettersi cioè una corazza nei confronti dell'”altro” da me…..

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Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

22 pensieri riguardo “l’inaspettato…serendipity…e..e…e..”

  1. Nell’etimologia speso trovo reticoli di senso. Oggi mi fai pensare a “caso”, “accidente” (o “accidentale”), “accadere”. Beh, mi pare che nulla sia casuale nella misura in cui tutto potenzialmente può esserlo. Ciò che è inaspettato non è detto che non sia pertinente. Ricordo mio padre che, quando giocava a care, a volte diceva: “Fai un gioco e poi te ne salta fuori un altro”. Metafora della vita, questa. Chissà, forse una variabile del pensiero laterale. Del resto, la rete è fatta di tanti piccoli nodi: prima o poi ci si inciampa. Si chiama ricerca e la ricerca porta alle scoperte. Ben vengano, allora, i casi e gli acidenti.

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      1. gli antefatti renderebbero la cosa ancora più intrigante ma debbo giocoforza tralasciarli. Comunque sia con un amica visitammo una chiesa vicino Spoleto. Nella cripta, poiché sono sensibile, ho avvertito fisicamente una certa “energia” molto piacevole. Dopodiché ci andammo a fare un giro a piedi nel paese vicino, dissertando di simbologia e, argomento mai toccato prima, di Massoneria. Tornati a riprendere la macchina, ho proposto di fare un’altra puntatina nella cripta. Ebbene, sull’altare, abbandonato, c’era un libro. Una pubblicazione MASSONICA, che comincia così:

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  2. credo molto nella casualità delle scoperte. Molto di quello che sappiamo nel campo delle scienze è proprio dovuto al caso..bel post su cui riflettere e discutere a lungo,..ma non stasera 🙂 Buona serata amica mia 🙂

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