il “MAGICO” PIERO o della luce, del colore, della matematica (1)

La Madonna di Senigallia

mi corre l’obbligo di dire che non sono un critico d’arte, ma racconto a mio modo quello che i pittori e i quadri mi “dicono”, anche in questo caso le mie sono considerazioni personali che possono essere confutate e smentite sempre! non metto biografie , perchè volendo potete trovarle sul Web, ma scriverò di quello che io penso! non ho messo alcuna biografia di Piero della Francesca , perchè se volete la trovate su Internet digitando il suo nome. ho preferito fare un discorso con quello che io vivo nei suoi quadri. poi ognuno si farà la sua opinione!

Piero della Francesca (Piero di Benedetto de’ Franceschi)
italiani 1416/1417 – 1492

io amo molto Piero della Francesca, perchè è così diverso e lontano dal mio modo di essere. La sua impassibilità di fronte ai sentimenti, la sua assenza di emozioni, gli hanno permesso di regalarci immagini forti che esercitano (per quel che mi riguarda) un forte fascino
Il suo senso dello spazio, l’osservazione dei particolari, la complessità cromatica in relazione alla luce, mi fanno spesso pensare ad una pittura astratta e sacra. Io credo che sia uno di quei pittori che hanno con piu’ chiarezza formulato la loro “poetica”, raccoglie e riformula sicuramente alcune “istanze” emerse con il XV secolo, ma con grande fermezza ne scarta diverse probabilmente perchè “spurie” rispetto ai suoi ideali artistici.
La sue immagini si fondano su una cristallina essenzialità, su un accorto calcolo di rapporti metrici e accordi di colore, per Piero l’immagine dipinta doveva essere il luogo del dominio razionale degli elementi figurativi, non uno studio della psicologia umana, al suo spettatore non chiedeva un coinvolgimento emotivo, bensì intellettuale, ma proprio questo coinvolgimento intellettuale..che ho sempre avvertito profondamente, mi ha “coinvolto spesso emotivamente”. (certo Piero non se lo sarebbe aspettato!!!)
Certamente fu affascinato dai colori del Beato Angelico, armoniosi, brillanti, i cieli tersi, le carnagioni d’avorio, le vesti di smeraldo, ma anche fu preso dalla maestosa plasticità delle figure del Masaccio, rifiutandone però la drammaticità, come sicuramente fu attratto dall’opera di Paolo Uccello, dal formalismo geometrico ad esempio del “Monumento a Giovanni Acuto”, così astratto es essenziale, ma sicuramente di Paolo Uccello rifiutò il dinamismo e anche le fantasie
la maestosità del Masaccio e i colori dell’Angelico, il formalismo geometrico di Paolo Uccello, vennero unite insieme attraverso quello che è l’elemento unificante anche in Architettura “L’ACCORDO METRICO, IL RITMO” che lega le parti tra di loro e all’insieme, “L’IMPAGINAZIONE COMPOSITIVA” (Non dimentichiamoci di cosa diceva l’Alberti nei suoi trattati e che manifestava poi nei suoi progetti architettonici…)
Un’opera che risente dell’ influenza del Masaccio è sicuramente “San Sebastiano e San Giovanni”:

San Giovanni e San Sebastiano

per contrasto la Pala centrale del polittico “La Madonna della Misericordia” presenta le caratteristiche delle opere mature di Piero, il plasticismo di Masaccio non è completamente sparito, ma è altra cosa essendo sottoposto ad una severa regolarizzazione geomerica

La Madonna della Misericordia

studiò matematica fin da piccolo e nei suoi quadri si nota la sua straordinaria capacità di “coniugare” la matematica e la pittura. La prospettiva nei suoi dipinti diviene ampia e riposata, retta da magiche corrispondenze geometriche e da “musicali” intervalli di spazio, mentre i colori si distendono in una luce mattinale. E’ appunto questa sintesi tra la luce aperta e una straordinaria misura di spazi uno dei tanti segreti (a mio avviso) dell’arte di Piero. “Misteriosa congiunzione di matematica e pittura, che diviene spettacolo continuo di squadernata natura..” (LONGHI ***)
Uno degli esempi più significatici è il dipinto “La Flagellazione”

La Flagellazione

misterioso per alcuni versi (i significati e i personaggi dipinti), limpido nel suo tratto pittorico, sicuramente questa opera è un lucido enunciato della sua sapienza prospettica e poco ci interessano i dibattiti intorno a chi fossero i tre personaggi dipinti e che cosa li lega alla fragellazione (almeno per quel che mi riguarda…)
Nei suoi tre libri “De pospectiva pingendi”, Piero sostiene..da un punto di vista teorico la necessità del mezzo prospettico, impostato su fondamenti euclidei…esso deve procedere con metodo e precisione matematici.
“La concettualizzazione matematica delle molteplici attività grafiche legate alla rappresentazione e alla costruzione degli oggetti fisici inizia assai presto e proprio per opera di artisti (Piero della Francesca è uno di questi), alimentata dal contatto con la vivacità dell’ambiente culturale in cui prende avvio…..La matematica e l’arte in quel periodo avevano profondi rapporti, il Longhi .afferma che la congiunzione tra matematica e pittura in Piero diventa misteriosa e aggiunge l’elemento “natura” ” …, nel ‘500 e nel ‘600, gli studi matematici hanno una energica e diffusa ripresa (anche per opera degli umanisti, che scoprono e diffondono i trattati scientifici antichi, e soprattutto riaccendono l’interesse per la matematica attraverso il recupero di Platone e le interpretazioni date alla sua opera) ……”” (LONGHI)
Proprio il recupero di Platone…(Piero fu considerato fautore di Platone) e ” Un’altra importante novità è legata alle tecniche di rappresentazione “in piano” dello spazio tridimensionale (prospettiva, procedure grafiche per il taglio delle pietre)……”” (LONGHI), fanno di Piero un pittore del tutto “speciale”… la congiunzione tra matematica, prospettiva, luce, natura , assume degli aspetti che rendono magici i suoi quadri

*** Roberto LONGHI è uno dei critici d’arte più discussi a partire degli anni ’20 e autore di una delle più interessanti monografie su Piero della Francesca, fra l’altro la sua tesi di laurea fu sul Caravaggio, e collaborò per un certo periodo con la rivista “L’Italia Letteraria”.

CONTINUA….

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

25 pensieri riguardo “il “MAGICO” PIERO o della luce, del colore, della matematica (1)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...