manierismo alla mia maniera

Mi corre l’obbligo di dire prima di tutto che non mi ritengo un critico d’arte, nè tantomeno un “conoscitore” profondo di questa splendida attività degli uomini. Ho soltanto sviluppato nel tempo un amore grandissimo in particolare per la pittura e l’architettura. Ma poichè il mio approccio è stato per la maggior parte “amoroso”, non posseggo quella severità e estraneità di giudizio che appartiene agli studiosi seri. Molto spesso mi muovo “a pelle”, scoprendo o riscoprendo conoscenze o “nozioni” apprese sui libri”.

In particolare mi hanno sempre attratto (oltre il magico Piero e quelli che possiamo abbastanza genericamente definire “maestri” per eccellenza) i periodi di transizione, perchè forse in essi c’è in nuce quello che avverrà domani.
Non mi sono mai preoccupata piu’ di tanto se avessero nel loro indicali un “ismo”, come suffisso negativo, mi ha sempre preso molto il cercare di capire cosa di “autentico” in questi periodi vi fosse.
Il manierismo è uno di questi periodi di transizione, non di “degenerazione” tout court, ma di passaggio e di rimescolamento delle carte, quindi a volte possiamo trovare cose interessanti a volte soltanto opere dipinte alla “maniera” di.
Dobbiamo al buon Vasari il termine, che sicuramente ha assunto un intento dispregiativo, come mancanza di isprirazione e quindi il privilegiare la linea il colore e rifarsi alla “maniera”..di qualche predecessore.
Vorrei ricordare soltanto alcuni avvenimenti storici, che credo sia importante tenere a mente quando si parla di “manierismo”.
verso 1520, tutta l’Europa stava vivendo una crisi non facile, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista inetelletuale.
in Italia si ebbero le invasioni francese e spagnola, e la situazione economica non era delle piu’ semplici, c’erano alcune “corti” ricche che ancora commissinavano lavori, ma erano soprattutto al nord e al centro, l sud rimarrà per un certo periodo alla finestra.
A partire dal seicento si darà quindi al manierismo un carattere prevalentemente negativo, ma col passar del tempo e in particolare nel nostro secolo si è attuata una rivalutazione del periodo, in particolare riferendolo ad alcuni pittori.
Sicuramente il manierismo è l’arte di una classe colta, piu’ raffinato ed aristocratico del Barocco che lo seguirà.
Si diffonderà molto presto e con grande velocità, raggiungendo anche la corte di Francia e poi tutta l’Europa , diventado un movimento “internazionale” cosa non del tutto riuscita alla pittura del Rinascimento.
Vi ppongo un quadro e di seguito l’interpretazione che ne dà E.H. Gombrich nel suo libro divulgativo:
“The Story of Art”

Parmigianino, la Vergine dal collo lungo

“”””There can be no doubt, then, that if this be madness there is method in it. The painter wanted to be unorthodox. He wanted to show that the classical solution of perfect harmony is not the only solution conceivable; that natural simplicity is one way of achieving beauty, but that there are less direct ways of getting interesting effects for sophisticated lovers of art. Whether we like or dislike the road he took, we must admit that he was consistent. Indeed, Parmigianino and all the artists of his time who deliberately sought to create something new and unexpected, even at the expense of the ‘natural’ beauty established by the great masters, were perhaps the first ‘modern’ artists. We shall see, indeed, that what is now called ‘modern’ art may have had its roots in a similar urge to avoid the obvious and achieve effects which differ from conventional natural beauty.””””

Ci dice in parole semplici che il Parmigianino nel suo modo di interpretare la figura voleva essere “unorthox”, cioè non ha voluto seguire i canoni che erano consueti prima di lui e si spinge anche oltre dicendo che voleva anche mostrare che la soluzione classica dell’armonia perfetta non era l’unica soluzione concepibile.
Dice anche che questo modo di “procedere” può non piacerci, ma che sicuramente Lui era coerente con la strada intrapresa.
Aggiunge poi una cosa sulla quale concordo pienamente (anche se pochissime volte sono in accordo con lui!!!), cioè che il Parmigianino e quegli artisti del suo tempo che
“intenzionalmente” hanno voluto creare qualcosa di nuovo e “unexpected”. sono forse i primi artisti dell’ “arte moderna”.
noi vedremo poi che quella che viene considerata l”arte noderna”, ha forse avuto le sue radici in questa spinta a evitare l’ovvio e a realizzare “effects” che sono diversi dalla bellezza naturale e convenzionale..
Quindi il manierismo come momento di transizione dove tutto può cambiare, o può essere esasperato, si tratta di vedere chi ha “intenzinalmente” lavorato a questi mutamenti.

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

10 pensieri riguardo “manierismo alla mia maniera”

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