le “MUSE” o l’altra metà del cielo degli artisti?

Marthe Bonnard

l’idea di questo post mi è venuta per colpa di ENDORSUM , che nel suo splendido blog ci racconta tante cosette delle muse, quindi perchè non vedere chi sono state alcune delle muse più famose di alcuni artisti? Certamente a loro sarebbe servito un manuale di sopravvivenza per uscire indenni da amicizie/amori a volte deleteri!

“Una musa – dice la Greer – è tutto meno che una semplice modella: è la parte femminile dell’artista maschio, con la quale egli deve avere rapporti, se desidera concepire un nuovo lavoro. E’ l’anima del suo animus, lo yin del suo yang, tranne che per il fatto che è lei, la musa, a penetrare il suo artista, in una completa inversione dei ruoli di genere, ed è lui, l’artista, a portare avanti la gestazione, a partorire il suo lavoro, dall’utero della mente”.

la musa, sul piano storico dell’arte, non è un oggetto passivo; moglie, amante, compagna dell’artista è colei che, grazie all’unicità del proprio essere, è in grado di condurre, di portare, chi agisce all’interno di un mondo di creazione di segni, sulla vetta in cui carne e spirito si congiungono e il Senso si dischiude in una dimensione alta, la musa non è pertanto colei che si mette in posa. Quella è una semplice modella. La musa è invece una guida spirituale e carnale. E’ colei che plasma l’artista mentre l’artista la plasma e agisce in direzione della creazione di segni e chiaroveggenze possibili solo attraverso la mediazione della sua forma.
Esistono muse eterne e, in altri casi, muse temporanee, come in Picasso, che viveva in una dimensione di costante ricerca e consumo della potenziale musa. O muse eterne, come nell’opera di tanti suoi colleghi, come in Bonnard.

Pierre Bonnard e Marthe Bonnard Diventata la sua modella preferita (è particolarmente rappresentata nuda, nella stanza da bagno), ha imparato a dipingere con Louise Hervieu e ha esposto il suo lavoro con il nome di Marthe Solange tra il 1921 e il 1929, in particolare alla Galleria Eugène Druet nel 1924. La coppia viveva isolata, presumibilmente a causa della natura difficile di Marthe, molte volte rappresentata, chiusa in stessa. Negli anni ’30, i Bonnard si stabilirono a Le Cannet , nella splendida Villa Le Bosquet. Marthe muore nel 1942 e Pierre nel 1947.

Alberto Giacometti e Caroline , la prostiruta
Lei usava uno pseudonimo, mentre lui, quando la incontrò, era già un artista affermato. Era il 1958 e l’incontro fatidico avvenne in un bar di Montparnasse, a Parigi. Poco importava se lui aveva 57 anni e lei solo venti. Fu l’inizio di una storia d’amore lunga sette anni, malgrado Giacometti fosse già sposato e lei, del resto, gli fosse infedele – lui la fece chiamare al posto della moglie per tenergli la mano nell’ultimo istante. Giacometti fece di Caroline più di trenta ritratti, oltre a un busto.

Man Ray e Kiki de Montparnasse
E’ proprio lei, Alice Prin, in arte Kiki de Montparnasse, la donna raffigurata ne Violon d’Ingres, la foto scandalo in cui Man Ray sovrappone al fotogramma del suo corpo nudo i segni a effe del violoncello. Quella tra loro – lui pittore, fotografo e grafico statunitense esponente del Dadaismo; lei modella e cantante dal carattere impulsivo e impetuoso – fu una storia che durò sei anni. Si incontrarono nel 1921, quando lui realizzava servizi per Vogue: la convinse a posare per lui e da quel momento diventò il suo soggetto preferito. Per dieci anni Kiki fu la “Reine de Montparnasse”, figura centrale della ruggente Parigi degli anni ‘20, fatto che non contribuì a ridurre la gelosia di lui, che spesso la malmenava in pubblico per via dei suoi atteggiamenti disinibiti.

Salvador Dalì e Gala Éluard
Non si può dire che fosse bella, ma di certo era molto ambita, una “musa inquietante” per tutti i surrealisti. Gala Éluard, nata Elena Dmitrievna D’jakonova, modella russa che avrebbe sconvolto il mondo culturale francese, fu fonte d’ispirazione sia per Paul Éluard, suo primo marito, che per Max Ernst, di cui divenne l’amante. Non passò inosservata nemmeno al genio eccentrico Dalì, che la incontrò nel 1929. Lui era di undici anni più giovane, lei lo tradiva di continuo con artisti più giovani, ma lui le era totalmente devoto. Rimasero insieme fino alla morte di lei, nel 1982, e pare che da quel momento anche lui perse la voglia di vivere. La Madonna di Port Lligat (1949) è uno dei quadri più famosi che la vedono protagonista.

Andy Warhol e Edie Sedgwick
“Un pezzo d’arte pop camminante”: così Warhol aveva definito Edie, modella californiana con lui l’artista girò ben undici film, tra cui Ciao, Manhattan. Sedgwick era la settima di otto figli provenienti da una famiglia illustre; bellissima e straordinariamente ricca, poco avrebbe avuto a che fare con Warhol, figlio di immigrati polacchi e cresciuto nell’operaia Pittsburgh, se non fosse che l’alchimia scattò all’istante. Tanto che lei arrivò a tagliarsi i capelli e a tingerli di biondo per assomigliare di più all’artista. Migliore amica e musa, Warhol però la perse presto: ad appena 28 anni morì per un’overdose di barbiturici, dopo essere entrata e uscita a più riprese da un ospedale psichiatrico.

Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne
Jeanne Hébuterne rimarrà forse per sempre un personaggio misterioso e triste almeno quanto il suo compagno di vita, Modigliani, fu tormentato. Era il 1917 quando si incontrarono all’Académie Colarossi di Parigi: lei studentessa timida, ma anche sveglia e determinata; lui di dieci anni più grande, già squattrinato, alcolizzato e malato di tubercolosi. Soprannominata “noix de coco” dagli amici per via dei lunghi capelli castani che contrastavano con il pallore del viso, fu il soggetto femminile più frequente tra i quadri di Modigliani. Insieme ebbero una figlia, Jeanne (stesso nome della madre), ma quando, nel 1920, lui morì, lei, di nuovo incinta al nono mese, si gettò dalla finestra della casa dei genitori. I funerali di Modigliani furono maestosi, quelli di lei sbrigativi e fatti in gran segreto. La famiglia non aveva mai approvato la loro relazione e ci vollero due anni prima che il fratello di Modigliani, Giuseppe Emanuele, riuscisse a riunirli al cimitero Père Lachaise.

Le molte muse di Picasso
Le donne caratterizzarono l’opera di Pablo Picasso fin dagli esordi: tutte entrano a far parte delle sue opere, la madre, le sorelle, le sue grandi passioni amorose così piene di caos, quegli amori segnati da innamoramenti fulminei, sostituzioni celate, compresenze dolorose, abbandoni plateali, vissuti con una dinamica così simile al suo processo creativo, fatto di indigestioni e restituzioni, sono tutti nelle sue opere. Picasso, dotato d’intensa ed eclettica personalità, ebbe una complessa serie di mogli e amanti durante tutta la sua vita. Continuò a produrre opere d’arte ritraendo le sue donne e l’amore con forza immutata fino alla sua morte nel 1973, all’età di 91 anni.

Jackson Pollock e Lee Krasner
Entrambi pittori dotati di grande talento, Krasner e Pollock si conobbero nel 1941 ad una festa a New York. Insieme crearono alcune delle più importanti opere dell’espressionismo astratto, malgrado lui fosse destinato a superarla in termini di fama. Ma l’alcolismo di Pollock non rese vita facile alla coppia: lei spesso non riusciva a concentrarsi sul lavoro per via dei problemi con lui, e quando dovette allontanarsi per “dargli spazio”, lui, ubriaco, si schiantò con la sua auto contro un albero, perdendo la vita sul colpo. Così Lee inaugurò la Pollock-Krasner Foundation, fondazione volta al sostegno di artisti emergenti in difficoltà economiche.

Gustav Klimt e Adele Bloch Bauer
C’è da dire che Bloch Bauer non fu l’unica modella di Klimt, ma sicuramente quella con cui l’artista trovò un’intesa particolare, espressa alla perfezione nel celebre Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, ma anche in Judith e ne Il bacio. Nella Vienna del secondo dopoguerra la sua immagine diventò persino un simbolo della cultura nazionale, tanto da ricevere l’appellativo di “Monna Lisa austriaca”. Molti hanno ipotizzato che Adele e Klimt avessero una relazione; quel che è certo è che dopo la morte della donna, la sua camera divenne per Klimt una specie di santuario. La modella era discendente di una famiglia ebrea di industriali dell’alta società viennese, ma, con l’avvento del nazismo, sia il prestigio che i quadri andarono persi. Lunga fu la lotta della famiglia per tentare di recuperare le opere di Klimt dopo la guerra: in particolare, il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I fu oggetto di peripezie legali che si risolsero nella sua vendita al miliardario Ronald Lauder, del gruppo Estée Lauder, per una somma record di 135 milioni di dollari, con la condizione che fosse sempre esposto al pubblico. Sulla vicenda è stato girato un bellissimo film, Woman in Gold.

Egon Schiele e Wally Neuzil
Dal 1912 e per i tre anni successivi, Wally Neuzil fu la partner e musa di Egon Schiele. Fu una fase importante del lavoro dell’artista, durante il quale creò diversi capolavori e numerosi disegni erotici. Tuttavia, Schiele sposò un’altra donna nel 1915. La sua proposta di stabilire una sorta di “relazione a tre” non fu accolta positivamente né da sua moglie né da Wally.
La musa di Schiele morì di scarlattina nel 1917, l’artista invece scomparve l’anno successivo per influenza spagnola.

Paul Cézanne e Marie-Hortense Fiquet
Quattordici anni dopo la nascita del figlio, Paul Cézanne sposò la sua compagna Marie-Hortense Fiquet, nel 1886. Il matrimonio non fu felice e vissero separati per la maggior parte del tempo. Tuttavia, Hortense rimase costantemente la sua modella preferita e posava per lui per ore.

Toulouse-Lautrec e Louise Weber
La regina delle ballerine di can-can del Moulin Rouge era Louise Weber, chiamata “La Goulue” (La golosa). Toulouse-Lautrec realizzò uno dei suoi poster più famosi per uno dei suoi spettacoli. Dopo aver lasciato il Moulin Rouge nel 1895, La Goulue ballò nel suo locale alla Foire du Trône a Parigi, prima di sposare un artista nel 1900 e viaggiare con lui da una fiera all’altra come domatrice di leoni.

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

21 pensieri riguardo “le “MUSE” o l’altra metà del cielo degli artisti?”

  1. Un articolo molto approfondito e interessante sul concetto di Musa. Mi fa piacere vedere come tu abbia sottolineato che la Musa per un artista è un concetto molto forte e importante e che non è passivo e immobile. Anche gli esempi che hai fatto sono ottimi e descritti bene.

    Piace a 1 persona

  2. Non saprei.
    Non sono un critico d’arte, e nemmeno ho le competenze per poter esprimere concetti definiti e definitivi, ma a me l’idea di “Musa ispiratrice” non piace.
    Come se un cantante, o un regista, o uno scrittore, avesse per forza bisogno di una forza “esterna” alla propria mente per dar forma alla propria arte. E’ l’idea di “musa” che faccio fatica a capire.
    Ma questi Artisti, senza “musa”, sarebbero riusciti comunque ad esprimersi?

    Piace a 1 persona

  3. Bellissimo questo post, tante non le conoscevo. L’impressione che ho avuto leggendolo è che molto dipenda anche dal carattere dell’artista: ad esempio Picasso aveva una personalità talmente strabordante che una sola musa non sarebbe stata sufficiente, mentre mi ha commosso la storia di Giacometti e Dalì.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...