A mia Figlia

accarezza Oriente lentamente
sfioralo con dita colorate a primavera
amalo teneramente
nel soffio del refolo a dune migranti
in nenie lontane inzuppate di zagare e miele

legate da nastri di seta a code di uccelli

occhi d’ignoto colmano il limite del giorno
a oltrepassare essiccati mari
di ocra rosso ed amaranto
garze di velo vagano oltre il tempo
in pupille verdi di smeraldo fino
in fragole acerbe di rosso corallo