un giorno la bellezza

un giorno la bellezza
si stancò di me
e corse fuori
come un’emoragia ad evaporare

non mi somiglio
ma sono nel ricordo
che ho dei miei ricordi

mi fermo a guardare gli anziani
ed è tenerezza
e vedo, la mia bellezza vede

non penso più a chi sono
ora che sono diventata un’altra.
prima di tornare a me
partirò dal nulla
e nulla mi tratterrà dall’essere

e scese la notte sotto il marmo e la neve

soffi feroci d’azzurro
riavvolgono costanti le nubi
la montagna configge il picco
propaggine del suolo nel firmamento
di verso in verso il do, re, mi , mi fa sostare

ed il sorriso?

fioccano squame lucenti di ossa di stelle
negli occhi altrui venati di scaglie lucenti
l’oscurità sta sotto l’esuberanza celeste
foglia antica di tenebrosa densità

è questo il nulla?

il caos di una effimera eternità
soffia nell’assoluto di libertà
dove si annulla l’indecenza del giudizio
che eliminato dalla scena della coscienza
ritorna nell’angosciante rivelazione dell’essere
e scese la notte sotto il marmo e la neve

sgusciati dalla notte

è l’alba
che tanto ho aspettato
inizio pieno del giorno

sgusciati dalla notte
liberi, occupiamo
la realtà del tempo

dal buio dell’inesistenza
provo a immaginare
la gioia dentro le
parole dette
quando distendi
i versi ancora chiusi
in bocconi di vento
vestiti di seta e candore

di un tedioso tramonto

il silicio eccedente la soglia
inerte della battigia
a dorsale poggiata sul
limine del rosso arancio
di un tedioso tramonto

rovina in fragore nell’apogeo
incipriato di visi folti
di rughe arcaiche e cremisi
a pioggia d’estate allineate
in archetipi ondulati e migranti
in nebbie cineree, scomposte
allungate in strade di sudore

partire è arrivare insieme

il singhiozzo ha imparato il gioco delle parole

Est-ce l’oiseau qui est bavard
ou celui qui l’écoute ?
Patrick Dubost

È l’uccello a essere loquace
o colui che lo ascolta?

il singhiozzo ha imparato il gioco delle parole
a scendere verso il declivio risucchiato
nei venti asprigni del meriggio

la lingua del mondo sconfina
in simultaneo ritagliare di labbra
a bocca chiusa in fuga da bach

“je suis prêt
Les voici, le quadrille!”**

**da CARMEN atto IV
di Georges Bizet