al miraggio del tuo sguardo (desert poetry)

disteso senza riposo
secco come lavanda
rugoso come pergamena
scolpito da venti implacabili
congiunge il principio alla fine

caldo come tenero amante
giallo dal colore di sole
rosso dal colore di sabbia,
drappeggiato fluisce in scialli

la luna piena si apre come occhio
opaco in orizzonte stellato
a riempire il centro con stupore.

metafora antica
del divenire del tempo
dove nella roccia del silenzio
ho sentito i tuoi passi

ho visto la tua presenza
nel fluato del vento che soffia secco
lasciandomi nuda
al miraggio del tuo sguardo

rosso scarlatto del desiderio

rosso sangue rimescolato
a rosa violetto, giallo
ocra intinto in bianco vivo

sublime arte di un viaggio
armonico a scena aperta
iniziato sugli avanposti

di un destino rutilante
ad imbrattare tele di vita

volami incontro,
prendimi ora

rosso scarlatto del desiderio
lontano enigma struggente
a consumare le incerte
meraviglie di un vago mattino

divertissment un peu fous (Ne sento l’aroma che non c’è)

Ne sento l’aroma che non c’è,
ad occhi chiusi
nel tentativo vano
di spegnere la sveglia
con mano vagante alla sua ricerca.
Ne sento l’aroma che non c’è,
lavando faccia e i denti
senza sbirciare lo specchio
ogni mattina piu’ veritiero.

Ne sento l’aroma che non c’è,
chiamando la prima volta mia figlia,
sorda ad ogni voce.
Mi assale prepotente
il desiderio di lui
mentre avvito la moka
e accendo il gas.

Il desiderio diventa urgenza
chiamando la seconda volta mia figlia,
sempre piu’ sorda ad ogni voce.

Il fischio !
il fischio !!!!…

Sta salendo
sta venendo in superficie,
nero bollente amaro.

Il suo aroma si sparge
per l’aria qual
essenza preziosa.

Con cura lo verso
nella calda bianca tazzina
che avvicino alla bocca
aperta ad un voluttuoso sorriso.

Un sorso
e poi un altro
e un altro ancora,
scalda il corpo, il cuore, l’anima.

Il sapore amaro, forte
resta per lungo tempo
fino al prossimo amplesso
tra un liquido chiamato caffè
e la mia bocca.

tenerezza di pelle (memorie dei miei sedici anni)

sedidi anni

ho tenuto un quaderno di quelli con la copertina nera, chissà se li ricordate, dove scrivevo i miei pensieri e li ho tutti, mi hanno accompagnato per gli anni del mio vivere e ogni tanto li rileggo e ho trovato questo , un primo amore serio, assolutamente non corrisposto, ma che ricordo ancora, non lui l’oggetto delle mie pene, ma la sensazione piacevole e dolorosa di quel periodo, quando percepisci che sei donna e ti vedi diversa, ti senti felice e strana e turbata, quando immagini momenti di passione che ancora ben poco conosci, insomma un periodo splendido che si dovrebbe sempre tener con sè

corrono a grappolo le luci
infuocate della sera

lasciano scie di ombre vellutate
e dolci come i frutti maturi
di amori appena colti
e non ancora finiti

/intesa d’amante
è la tua mano
che sfiora tenerezza di pelle/

e se oggi parlassimo d’amore?

mini silloge da tempi diversi, spazi diversi, amori quasi diversi

Signora con ventaglio , Gustav Klimt

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La tua voce
Dentro la mia mente
Dentro il mio cuore

Accarezza il mio collo
Dondola sui miei fianchi

Sei maledettamente caro con me,
ho solo bisogno di te,
c’è qualcosa in te
alla quale non resisto

stringimi, stringimi ancora
e baciami un poco ancora.

Stringimi, stringimi ancora

Non smettere ancora

Su prendimi sulle ginocchia
Stringimi, stringimi ancora

Ho voglia di te

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fuoco che arde
scintilla che brucia
brace rossa sotto la cenere

srotolami come
gomitolo di lana
per diventarti coperta

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del tuo sorriso non privarmi

percorre
del viso i contorni
sugli occhi si posa
e chiede conferme

sfiora
del corpo i confini
sul collo riposa
sulle spalle
sui seni
e diventa tenero sguardo

scende
lungo i fianchi
desiderio
prepotente
languido
atteso
come fiume possente
che sta straripando

cerca argini
cerca un luogo
dove fermarsi

non privarmi
del tuo sorridente desiderio,
delle tue labbra dischiuse,
ammiccanti generose

non privarmi delle tue mani
del loro sorriso di fuoco