per le vie di Bagdad

BAGDAD febbraio 1991

quello che di te restava, era lì
sul selciato grigio e sfatto
di un vicolo sporco,
polveroso e riarso.
una mano pietosa abbassò
le tue palpebre immobili.
non c’era più respiro
nella tua bocca
soltanto sangue nel tuo torace.
la vita se n’era andata
e tu ancora sorridevi,
le tue labbra conservavano
ancora l’impronta del gioco felice
appena iniziato.
sgomento, terrore, dolore
correva sui visi
degli astanti.
toccai la tua fronte,
baciai le tue guance
accarezzai i tuoi capelli,
per conservare nelle mie mani
la tua giovinezza,
la tua voglia di vivere
il tuo voler giocare a pallone
per le vie di Bagdad.
porto nel cuore il tuo ricordo
come un sorriso, una speranza
in un avvenire di bambini
che giocano felici a pallone
per le vie di Bagdad

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