per le vie di Bagdad

BAGDAD febbraio 1991

quello che di te restava, era lì
sul selciato grigio e sfatto
di un vicolo sporco,
polveroso e riarso.
una mano pietosa abbassò
le tue palpebre immobili.
non c’era più respiro
nella tua bocca
soltanto sangue nel tuo torace.
la vita se n’era andata
e tu ancora sorridevi,
le tue labbra conservavano
ancora l’impronta del gioco felice
appena iniziato.
sgomento, terrore, dolore
correva sui visi
degli astanti.
toccai la tua fronte,
baciai le tue guance
accarezzai i tuoi capelli,
per conservare nelle mie mani
la tua giovinezza,
la tua voglia di vivere
il tuo voler giocare a pallone
per le vie di Bagdad.
porto nel cuore il tuo ricordo
come un sorriso, una speranza
in un avvenire di bambini
che giocano felici a pallone
per le vie di Bagdad

Mary Cassat o delle donne

Mary Cassat
1844 – 1926

diciamo subito che Mary Cassat assieme a Berthe Morrisot hanno un posto speciale nei miei pensieri e nel mio cuore.e non solo perchè sono donne, ma perchè hanno cercato di interpretare con un tocco in piu’ quella che consideravano “importante”, infischiandosene spesso dei giudizi degli “uomini”
Mary, famosissima negli S.U.. in Europa e particolarmente in italia non è amatissima, è stata spesso liquidata come “quella che dipinge mamme e bambini” se non addirittura si parla di lei solo come l’amante di Degas
trovo invece che Mary, ( concordo pienamente con quanto dice Katia Ricci nel libro molto bello “Mary Cassatt – Da Pittsburgh a Parigi”) “…attraverso i suoi ritratti di bambini, sviluppi una sua particolare riflessione sull’infanzia che ne mette in evidenza la modernità. I “suoi” bambini reclamano una loro autonoma soggettività, espressa attraverso sguardi consapevoli e indagatori, mai leziosi…”
sì., ne sono ampiamene convinta. si legge in quei bimbi qualcosa che va oltre l’essere piacevoli. .arriva cioè fin dentro, il suo famoso quadro “Bambina in una poltrona blu” del 1878

Bambina in una poltrona blu

che Katia Ricci cita come esempio. è emblematio. ci mostra una bimba scomposta che cerca un suo spazio e che sembra non riuscire a trovarlo. forse una rappresentazione troppo avanti per quel tempo. il dipinto infatti fu rifiutato a diverse mostre e non ebbbe molta fortuna
.il tema della madre è legato a quello dei figli, dove gnuno ha una sua personalità, non c’è confusione di ruoli o di percezione, è il primo momento della relazione che poi ci porteremo dietro con gli anni
Mary dipinse spesso sua madre e la dipinse ntenta a lavori “non femmnili”, tipo leggere il giornale

la madre di Mary legge il giornale

quasi a volere dare alle donne anche una dimensione che superasse quella familiare, .in questo si differenzia da Berthe Morrisot, perchè cerca di andare oltre e di rappresentare donne come protagoniste della vita

Mary Cassat
di Francesca Santucci

Mary Cassatt, donna caparbia ed ostinata, intellettualmente curiosa, grande viaggiatrice, amica di Degas e di Mallarmè, fu una delle poche pittrici del movimento impressionista. Americana, figlia di un banchiere di Pittsburgh, nacque a Philadelphia nel 1844 e morì a Mesnil-Theribus nel 1926. Appassionata di pittura, arrivò a Parigi quando aveva trent’anni per studiare Arte e qui si unì agli Impressionisti, che fino ad allora tra le loro fila avevano annoverato una sola pittrice: Berthe Morisot. I suoi primi ritratti furono esposti al Salone ufficiale nel 1872 e nel 1874 conobbe Degas (che così commentò l’incontro: C’è qualcuno che la pensa come me) che le chiese di esporre il suo lavoro alla quarta mostra dell’Impressionismo, proposta che Mary accettò entusiasta. La Cassatt e Degas, di dieci anni più anziano di lei, legati da reciproca ammirazione, divennero subito amici intimi e, secondo i contemporanei, intrecciarono pure una relazione amorosa, anche se nessun cenno è arrivato del loro legame, tranne l’affermazione del pittore: Avrei potuto sposarla, ma non avrei mai potuto fare l’amore con lei.
In tutta la sua carriera la Cassatt dipinse esclusivamente l’universo femminile, eseguendo quadri familiari, con madri e nonni con figli e nipotini e, in linea con l’interesse dei pittori ottocenteschi, e soprattutto degli Impressionisti, che amarono ritrarre i bambini in modo spontaneo e naturale, fu anche una sensibile ritrattista di bambini. Nel quadro sono lievemente china sul ricamo, completamente assorbita dal lavoro. La pezza di seta si vede soltanto da sotto e le mie mani si scompongono in una serie di pennellate rapide-rosa carico, bianco, blu, grigiastro-Ora capisco che la pittura di Mary crea una sorta di memoria. Che mi abbiano conosciuto o meno, lei proporrà al mondo un mio ricorda. E mi raffigura come una donna che ha realizzato i suoi desideri. Chi così si esprimeva era il centro dell’ universo femminile pittorico di Mary, la sua modella preferita, la sorella e confidente Lydia, detta Liddy, maggiore di sette anni, nubile, segnata dal rimpianto di un amore perduto, morta a soli 45 anni per una malattia ai reni, ritratta anche sofferente. La vita delle due sorelle procedette insieme, fino alla fine Lydia posò per Mary, anche quando riusciva a malapena a camminare, e fu proprio con il ritratto di Lydia che beve il tè che Mary partecipò alla quarta esposizione degli impressionisti. Fisso le ombre intorno agli occhi della donna (i miei occhi) il colore pallido della sua bocca (la mia bocca), le labbra imbronciate. Capisco come Mary vede lei (me)…forse non quello che riconosce, ma quello che sa. Ha scoperto la mia malattia. E’ sempre Lydia che scrive, commentando il quadro che la ritrae fragile mentre lavora ad uncinetto, con la testa seminascosta da una cuffietta di pizzo bianco, espressione mirabile delle capacità artistiche della sorella che fino alla fine, anche nel quadro Lydia seduta al telaio, del 1881, cinque mesi prima della morte, seppe cogliere così intensamente i suoi diversi stati d’animo.
Mary Cassatt fu, naturalmente, influenzata dall’Impressionismo, eppure conservò sempre un suo stile personale, tanto che i quadri che la resero famosa all’epoca ancora oggi sono conosciuti in tutto il mondo

Zinaida Serebriakova o della sua amata terra

autoritratto

Zinaida Serebriakova
ucraina 1884 – 1967

è una pittrice russo/ucraina/francese a cui io sono molto affezionata per la sua costanza nel dipingere nonostante tutte le traversie della vita e la sofferenza, non ha avuto una vita facile, ma non ha mai smesso di dipingere mai e sempre “a modo suo” nel ricordare la sua terra e i suoi abitanti!

è nata nella tenuta di Neskuchnoye vicino a Kharkov (ora Kharkiv, Ucraina) in una delle famiglie più raffinate e artistiche dell’Impero russo,
apparteneva alla famiglia artistica Benois. Suo nonno, Nicholas Benois, era un famoso architetto, presidente della Society of Architects e membro dell’Accademia russa delle scienze. Suo zio,Alexandre Benois, era un famoso pittore, fondatore del gruppo artistico Mir iskusstva. Suo padre, Yevgeny Nikolayevich Lanceray (Wikidata), era un noto scultore e sua madre, la sorella di Alexandre Benois, aveva un talento per il disegno. Uno dei fratelli di Zinaida, Nikolay Lanceray, era un architetto di talento, e l’altro suo fratello,Yevgeny Yevgenyevich Lanceray, ha avuto un posto importante nell’arte russa e sovietica come maestro della pittura monumentale e dell’arte grafica. Anche l’attore e scrittore russo-inglese Peter Ustinov era imparentato con lei.
Nel 1900 si diplomò in un ginnasio femminile (equivalente al liceo classico) ed entrò nella scuola d’arte fondata dalla principessa Maria Tenisheva. Ha studiato sotto Repin nel 1901, e sotto l’artista Osip Braz tra il 1903 e il 1905. Nel 1902-1903 trascorse del tempo in Italia e dal 1905 al 1906 studiò presso la Académie de la Grande Chaumièrea Parigi.
nel 1905, sposò il suo primo cugino, Boris Serebriakov, figlio della sorella di Evgenyi, e prese il suo cognome. Serebriakova ha continuato a studiare per diventare un ingegnere ferroviario.
dalla sua giovinezza in poi, Zinaida Serebriakova si è sforzata di esprimere il suo amore per il mondo e di mostrarne la bellezza. Le sue prime opere, parlano in modo eloquente di questa ricerca e della sua acuta consapevolezza della bellezza della terra russa e della sua gente. Questi lavori sono studi realizzati nella natura e, sebbene fosse giovane all’epoca, il suo straordinario talento, sicurezza e audacia erano evidenti.
un ampio riconoscimento pubblico arrivò con l’autoritratto di Serebriakova At the Dressing-Table (1909, Galleria Tretyakov), mostrato per la prima volta in una grande mostra organizzata dall’Unione degli artisti russi nel 1910.
Si unì al movimento Mir iskusstva nel 1911, ma si distinse dagli altri membri del gruppo per la sua preferenza per i temi popolari e per l’armonia, la plasticità e la natura generalizzata dei suoi dipinti.
Nel 1914-1917, Zinaida Serebriakova era nel fiore degli anni. In questi anni ha prodotto una serie di immagini sul tema della vita rurale russa, il lavoro dei contadini e la campagna russa che le era tanto cara:
La più importante di queste opere fu Bleaching Cloth (1917)

Bleaching Cloth

che rivelò il sorprendente talento di Zinaida Serebriakova come artista monumentale. Le figure delle contadine, ritratte sullo sfondo del cielo, acquistano maestà e potenza in virtù dell’orizzonte basso.
Allo scoppio della Rivoluzione d’ Ottobre nel 1917, Serebriakova si trovava nella tenuta di famiglia di Neskuchnoye e improvvisamente tutta la sua vita cambiò. Nel 1919 suo marito Boris morì di tifo contratto nelle carceri bolsceviche . È rimasta senza reddito, responsabile dei suoi quattro figli e della madre malata. Tutte le riserve di Neskuchnoye erano state saccheggiate, quindi la famiglia soffriva la fame. Ha dovuto rinunciare alla pittura a olio a favore delle tecniche meno costose del carboncino e della matita. Questo è stato il periodo del suo dipinto più tragico, House of Cards , che raffigura i loro quattro figli orfani

House of Cards

Nell’autunno del 1924, Serebriakova andò a Parigi, dopo aver ricevuto una commissione per un grande murale decorativo. Al termine di questo lavoro, intendeva tornare in Unione Sovietica , dove rimasero sua madre ei quattro figli. Tuttavia, non fu in grado di tornare, e sebbene fosse in grado di portare i suoi figli più piccoli, Alexandre e Catherine, a Parigi rispettivamente nel 1926 e nel 1928, non poteva fare lo stesso per i suoi due figli più grandi, Evgenyi e Tatiana, e lo fece Non li rivedrò più da molti anni.

Dopo questo, Zinaida Serebriakova ha viaggiato molto. Nel 1928 e nel 1930 si recò in Africa, visitando il Marocco . Era affascinata dai paesaggi dell’Africa settentrionale e dipingeva le montagne dell’Atlante , così come le donne arabe e gli africani in abiti etnici. Ha anche dipinto un ciclo dedicato ai pescatori bretoni . La caratteristica saliente dei suoi successivi paesaggi e ritratti è la personalità stessa dell’artista: il suo amore per la bellezza, sia nella natura che nelle persone.
Nel 1947, Serebriakova finalmente ha preso la cittadinanza francese, Zinaida Serebriakova muore a Parigi il 19 settembre 1967, all’età di 82 anni. È sepolta a Parigi, nel cimitero russo di Sainte-Geneviève-des-Boi

memories: Rifugio Lagoni (Laghi Gemini), Lago Scuro, Lago Bicchiere

noi siamo 4 fratelli, tre sorelle e un fratello e quando eravamo piccoli mio padre, un grande camminatore, ci portava spesso a fare un giro abbastana lungo, ma sempre pieno di sorprese! Si partiva in macchina (una vecchia 1100 nera) da Parma e si arrivava al Rifugio Lagoni che sorge sulla riva dei Laghi Gemini dove si lasciava la macchina e poi a piedi zaini in spalla fino al lago Bicchiere dove di solito si mangiava al sacco

vi si arriva in auto da Corniglio, continuando per Lagdei e seguendo, con molta calma, una lunga strada sterrata, non molto diversa dalle antiche vie che si percorrevano a cavallo o in carrozza, provenendo da Est, da Monchio delle Corti, la strada si fa addirittura avventurosa, perdendosi in chilometri di tornanti sterrati e serpeggianti tra immense foreste dove la fanno da padroni una infinità di faggi ed in autunno le spettalo è fiabesco coi colori delle foglie dei faggi stessi dove brillano i rossi più strani
il paesaggio che si apre presso il rifugio è così insolito da far credere di essere in qualche vallata della Scozia o della Scandinavia piuttosto che non lontano da Parma: di fronte al rifugio un grande lago di origine glaciale si insinua ai piedi delle montagne che svettano più sopra, a volte con morbidi crinali e a volte impennandosi in creste rocciose, questo è il primo e il più grande dei due laghi Gemini ma anche conosciuti come Lagoni, che danno il nome al rifugio.


essi infatti sono due laghi gemelli di origine glaciale posti sul fondo del selvaggio vallone del rio omonimo, tra il Monte Scala e la Rocca Pumacioletto. Il lago inferiore (1340 m) è sbarrato a valle da un piccolo muretto in pietre, costruito per farci passare la strada sterrata. Ha forma quasi rettangolare, lungo e stretto. La profondità al centro è di 7,4 m, mentre l’estensione è di 32500 mq. Il lago superiore (1357 m), raggiungibile dall’inferiore in pochi minuti, ha una forma più tozza e circolare, ed è leggermente più ampio, raggiungendo 35700 mq di estensione. È meno profondo (5 m) e presenta nei pressi dell’immissario una piccola zona popolata da piante palustri
dal Rifugio Lagoni (situato a quota 1329 metri), a piedi per raggiungere il lago Scuro si deve imboccare il sentiero 711 che parte dalla riva destra del Lago Gemio Inferiore, il sentiero sale nella faggeta sino ad un bivio, svoltando a destra ci si immette nel sentiero 715 percorrendo il quale si giunge in pochi minuti al Lago Scuro


il lago, situato a 1.527 metri d’altitudine, si trova nella parte occidentale del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e fa parte anche del Parco regionale dei Cento Laghi, per dirla come gli esperti è collocato in un circolo glaciale dominato poco più a sud dal monte Scala (1717 m s.l.m), che divide la vallata dei Lagoni da quella di Badignana, entrambe comprese all’interno del parmense
di origine mista in parte morenica e in parte di esarazione, si estende su di una lunghezza massima di 130 m con una larghezza che raggiunge i 100 m, il lago non possiede immissari ed è quindi alimentato soltanto dall’apporto di acque sotterranee; ciò causa una variazione consistente delle dimensioni del lago stesso per cui capita non di rado che il livello delle acque sia inferiore a quello dell’inizio dell’emissario, denominato rio lago Scuro, che risulta dunque essere in secca per lunghi periodi
vi abitano dei piccoli crostacei e non vi erano pesci quando io ero bambina, mentre recentemente sono state rinvenute nelle acque del lago delle trote fario molto probabilmente immesse dall’uomo
da qui, oltrepassando i i segnavia a destra per il Monte Scala si gira bruscamente a sinistra superando alcune radure ed entrando nella faggeta. Il sentiero sale con alcuni tornanti tra faggi e piccole radure panoramiche fino a sbucare in una piccola conca dove si trova un cartello indicatore. Si prosegue tra le praterie di quota cosparse di rocce affioranti, salendo a destra con due ampi tornanti fino al Passo di Fugicchia (1667 m), aerea sella che divide il Monte Scala dal Monte Matto; qui giunge da destra il sentiero proveniente dalle Capanne di Badignana. Si piega a sinistra lungo la cresta erbosa percorsa dal sentiero 717, che poco dopo si sposta sul versante sinistro e sale in diagonale tra erba e brughiere a mirtillo fino al piccolo Lago Bicchiere (1725 m).


è un minuscolo specchio d’acqua di origine glaciale posto nella valletta del Torrente Parma dei Lagoni, circa 100 metri sotto il crinale spartiacque dell’Appennino Tosco-Emiliano.
giace in una piccola conca sospesa, dalla forma di ovale allungato, posta sul versante nord-ovest del Monte Matto (1837 m) tra ampie distese ad erba e mirtillo. Il fondale del lago è fangoso cosparso di massi affioranti di arenaria macigno, la roccia che forma le montagne più alte di questo tratto di Appennino.
essendo assenti immissari ed emissario, e avendo il lago un bacino imbrifero molto piccolo, il livello dell’acqua dipende molto dalle precipitazioni atmosferiche. Quindi lo specchio d’acqua presenta variazioni di livello tra le varie stagioni, e nelle estati più secche si può trasformare in una pozzanghera. Per lo stesso motivo, però, il Lago Bicchiere è preservato da fenomeni di interramento.
sono assenti insediamenti di vegetazione palustre, mentre la fauna è costituita soprattutto da anfibi (rane e tritoni).
ed è qui che si mangiava, e confesso che io mi toglievo le scarpe! non sopportavo mai quelle grosse scarpe da montagna! la colazione erano dei pannini che preparava la nonna Colomba con tonno e pomodori o uova sode e cetrioli , ne sento ancora il sapore il bocca, il pane era quello fatto in casa con le fette grosse e spesse e poi la torta quella delle tagliatelle che era la torta della domenica! a me piaceva in particolare andarci in aututto, non ho mai più visto colori simili nelle foglie i faggi in questo sono pittori straordinari!
il paesaggio era piuttosto brullo rispetto al lago Scuro o ai Lagoni, ma per noi bimbi era come essere arrivati in capo al mondo, e di faceva il gioco del gerlo e chi vinceva poteva avere doppia razione di gelato appena tornati a casa! erano tempi magnifici perchè c’eravamo tutti e 4 e siamo sempre stati legati i nostri figli si considerano fratelli e non cugini e sono davvero una Banda! mio fratello ci ha lasciato troppo presto e il suo posto l’hanno preso i suoi
figli!