Maxime Mufra o della Bretagna

Maxime Maufra
francese 1861 – 1918

Maxime Maufra, iniziò a dipingere stimolato da artisti locali della sua città: Nantes e nel 1883, dopo essere ritornato dalla Gran Bretagna dove lui aveva scoperto i Grandi Maestri della pittura inglese: Thomas Gainsborough, Constable e Turner , rinunciò ad una carriera di uomo d’affari e cominciò a dedicarsi completamente alla pittura
tre anni più tardi lui esibì due “panorami” al Salone di Parigi col favore della critica, viaggiò poi in tutta la Normandia e la Bretagna dipingendo panorami e vedute di quei paesi, nel 1892 si stabilìsce a Parigi, ma ritornava ogni anno in Bretagna
durante una visita a Pont-Aven nel 1890 incontrò Gauguin e Paul Sérusier e il lavoro di questi artisti oscurò l’influenza che lui aveva subito da pittori come Pissarro e Sisley.
fu molto colpito dal sintetismo, lo stile inventato da Émile Bernard (1868-1941) e sviluppato da Gauguin, questo stile è molto visibile nelle stampe e nei suoi disegni..
benchè originario di Nantes, Maxime Maufra è restato profondamente attaccato alla Bretagna di cui ha dipinto le coste, le isole, i fiumi ed i porti, ciò che gli valse il titolo di pittore “marino e rustico”
sebbene fedele nei suoi numerosi paesaggi ad un impressionismo generato da Monet, la sua arte, fondata su una sensazione luminosa e colorata, si evolverà verso una pittura sintetica che si dibatte tra i problemi di composizione e di linee
riesce spesso nei suoi dipinti a “trattenere” l’essenziale di un paesaggio come possono essere una collina chiara, azzurrognola che si stacca su un paesaggio piatto, arroventato per i fuochi rosseggianti del sole calante
per la capacità straordinaria di “scrivere” i paesaggi, per l’audacia delle semplificazioni, la libertà dei segni, l’audacia dei colori, Maufra si presenta come un vero precursore, un innovatore e non a caso i suoi paesaggi vengono percepiti spesso come un puro gioco di luci, come una visione fuggitiva che confina con l’astrazione e liberano nello stesso tempo un forte sentimento poetico
il motivo del paesaggio che divide la terra ed il mare attraverso una grande linea obliqua, cioè questa simbiosi di due elementi, si trova quasi sempre nei suoi dipinti
è un pittore che a me personalmente regala emozioni forti, vuoi perchè narra di una terra che amo e che è stata per me molto importante come la Bretagna, vuoi per questo suo amore per il colore, mai simile a se stesso, vuoi per questa sua ricerca che l’ha portato ad essere sempre diverso dai suoi compagni di viaggio

Ferdinand du Puigaudeau o dei sognanti paesaggi bretoni e non

Ferdinand du Puigaudeau
(1864 – 1930)

nasce a Nantes nel 1864 e in seguito alla separazione dei suoi genitori, soggiorna da suo zio Henri de Châteaubriant artista egli stesso che scopre ed incoraggia i doni del bambino per il disegno
convittore dai Gesuiti non sopporta l’internato e va a raggiungere sua madre a Nizza; determinato ad essere pittore, ma non volendo seguire la via ufficiale parte solo per l’Italia nel 1882 e nel 1883 si imbarca a Napoli per l’Africa, ma decide di ritornare in Francia perché è deluso dal “contatto” con la Tunisia.
ed è a Pont-Aven nel 1886 alla pensione Gloanec che fa la conoscenza di Gauguin con cui scambierà una fitta corrispondenza
nel 1887 fa il suo servizio militare a Hyères, in seguio beneficiario di una borsa di viaggio col pittore Allan Osterlind visita la Svezia ed il Belgio nel 1889-1890.
nel 1890, espone al “Salon des Indépendants” dove Degas lo nota ed acquista una delle sue tele, “Fuoco di artificio” e la loro amicizia e la loro stima reciproca dureranno fino alla morte di Degas
nel 1893, sposa una ritrattista di talento, Blanche Van Den Broucke, il pittore Dezaunay è il suo testimone, e abita a Saint-Nazairedove nasce sua figlia Odette nel 1894
la famiglia du Puigaudeau è ospite nel castello di Rochefort-en-Terre (Morbihan) durante l’autunno e l’inverno del 1894 e si stabilisce poi all’inizio del 1895 a Pont-Aven nella pensione Gloanec per un soggiorno di tre anni
affascinato dagli effetti della luce realizzò in questo periodo dei quadri che si distinguono per il loro ambiente notturno
dopo un soggiorno a Cagnes, si stabilisce a Sannois nel 1899 e dal 1897 al 1904, le sue tele sono depositate da Durand-Ruel che ne assicura la vendita e nel 1903 la sua esposizione alla galleria degli Artisti Moderni ottiene un vivo successo.
un viaggio di studio Venezia si conclude con dei problemi nel 1905 e decide di ritirarsi definitivamente in Bretagna e cessa i suoi rapporti con Parigi
affitta il maniero di Kervaudu a Croisic (Loire-Atlantique) nel 1907.
I paesaggi della penisola “guérandaise” diventeranno allora i suoi temi favoriti
isolato, dimenticato, continua il suo lavoro e muore al Croisic nel 1930
Ferdinand Loyen du Puigaudeau è un pittore con un’identità e un carattere tutto suo
sebbene il suo lavoro abbia somiglianze con i movimenti realista, impressionista, simbolista e romantico, è rimasto al di fuori del “mainstream” di questi stili
la sua pittura appare piena di contraddizioni; audace e sobrio, con un mix di “know how” tecnico e ingenuità, rappresentante di un approccio stilistico quasi sconosciuto in Francia, il suo lavoro è persino paragonabile a quello dei pittori che facevano parte dell'”american luminism” dello stesso periodo come Fitz Hugh Lane , Martin Johnson Heade , Sanford Gifford e John F. Kensett
lo stile impressionista è evidente nelle sue variazioni di colore e nelle rappresentazioni della luce, durante la sua carriera, Puigaudeau ha continuato a cercare sistematicamente colori vividi e luminosi
in ogni caso, gli effetti fugaci della luce e del colore sono il suo vero soggetto: tramonti, lume di candela e gli effetti del sole tremolante o della luce della luna sull’acqua
se è stato influenzato dalla ricerca colorista del gruppo di Pont-Aven , non ne ha adottato il sintetismo e rimarrà sempre nel movimento dell’impressionismo, anche se a modo suo, gli piacciono le armonie della notte, la luce della fiamma, la luce della luna, i raggi del crepuscolo o i bagliori della notte che cade quando le scene familiari assumono un carattere di estraneità
nella seconda parte della sua vita, Ferdinand du Puigaudeau è tornato ai paesaggi diurni con una predilezione per i giardini soleggiati.

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