come fare dei quasi “Trompe L’oeil” facilmente

tanto per rendere meno noioso un pomeriggio grigio e piovoso e umido si potrebbe fare  un simpatico giochetto come realizzare una foto che abbia un semplice “trompe l’eoil”, ecco in pochi passi come fare: serve un qualsiasi programma di grafica o fotoritocco anche quelli semplicissimi che si trovano free, oppure anche il programma “paint” che trovate fra  il gruppo di “accessori” come dotazione di Windows , l’unica cosa importante è che abbia lo strumento per selezionare a mano libera,ma ormai lo hanno tutti i programmi anche quelli che si scaricano liberamente da internet, poi scegliamo una foto (i quadri sono legegrmente più complessi per la selezione), io ho scelto questa;

e per ottenere l’effetto ho deciso di far uscire una parte del gambo dalla foto stessa, quindi con lo strumento seleziona amano libera seleziono la parte del gambo che voglio far uscire così

dopo aver selezionato. clikkiamo su copia poi apriamo un nuovo foglio di lavoro e clikkiamo incolla, avremo a così a disposizione la nostra parte di gambo da utilizzare dopo, a questo punto tagliamo la nostra foto fino alla parte di gambo che abbiamo già selezionato e copiato nel nuovo foglio così

adesso siamo quasi alla fine, dobbiamo assemblare i pezzi in un foglio nuovo (ancora) il cui sfondo lo decidiamo noi, io consiglio sfondi chiari se la foto è scura e sfondi scuri se la foto è chiara poi sul nuovo foglio incolliamo la foto tagliata e il gambo che avevamo già scontornato cercando di far combaciare bene i due pezzi, a questo punto “uniamo gli oggetti allo sfondo” e per dare piu’ evidenza al tutto passiamo la foto in un filtro “plastica” o “rilievo” o altro filtro che aggiunga spessore alla foto e che si trovano in tutti i programmi e il risultato è davvero simpatico ed è questo

come vedete una parte del gambo esce dalla foto, e questo rende l’effetto trompe l’oeil! la stessa tecnica si usa coi quadri io anni fa ne avevo fatti diversi adesso vedo se li trovo, sono un po’ più noiosi da selezionare a mano ma vengono davvero bene!

Ivan Aivazovsky o delle marine

Ivan Aivazovsky
armeno 1817 – 1900

Ivan Konstantinovich Aivazovsky è nato nella famiglia di un commerciante di origine armena, nella città di Feodosia, Crimea, i suoi genitori erano in una situazione molto precaria e la sua infanzia la trascorse nella povertà assoluta
con l’aiuto di persone che avevano notato il suo talento ha potuto iscriversi al Simpheropol gymnasium e successivamente alla St. Petersburg Academy of Arts, dove ha frequentato il corso di pittura del paesaggio ed era particolarmente interessato nei paesaggi marini..
il successo di Aivazovsky è stato tutto guadagnato, dato che pochi artisti come lui sono stati riusciti a narrare la luminosità profonda dei colori del mare, gli “aspetti” e i cambianti del mare il tutto con apparente semplicità e facilità..
Aivazovsky non era un pittore “marino professionista”, ha conosciuto il mare e lo amava profondamente, anche se occasionalmente dipingeva altre forme, paesaggi o ritratti, questi erano soltanto brevi momenti in cui si allontanava dal suo genere scelto e preferito e a cui è rimasto fedele tutta la sua vita: il mare
è sorprendente scoprire gli elementi romantici “in anticipo” nelle” tele di Aivazovsky, basti pensare alla scelta dei soggetti e come lui descrive i naufragi, le battaglie di mare e le tempeste. gli artisti principali del suo tempo hanno riconosciuto la padronanza ed il talento del Aivazovsky, durante un viaggio in Italia nel 1842 il pittore inglese Joseph Mallord William Turner fu molto impressionato da un suo dipinto della baia di Napoli in una notte di luna piena e gli dedicò un eleogio in rima
si può dire che Aivazovsky ha continuato la tradizione dei grandi pittori russi di paesaggi del diciannovesimo secolo “in anticipo” senza far ricorso all’imitazione ma generando una nuova tradizione, una nuova scuola della pittura, così facendo ha lasciato la sua impronta nella pittura “marina” per la sua generazione e quelle successive…
pittore principalmente romantico, Aivazovsky ha utilizzato alcuni elementi realistici, Leek sostenne che Aivazovsky rimase fedele al romanticismo per tutta la vita, “anche se orientò il suo lavoro verso il genere realista”
I suoi primi lavori sono influenzati dai suoi insegnanti dell’Accademia delle Arti Maxim Vorobiev e Sylvester Shchedrin, pittori classici come Salvator Rosa , Jacob Isaacksz van Ruisdael e Claude Lorrain hanno contribuito al processo e allo stile individuale di Aivazovsky. I migliori dipinti di Aivazovsky negli anni 1840-1850 usavano una varietà di colori ed erano sia epici che romantici nel tema.
La netta transizione nell’arte russa dal romanticismo al realismo a metà del diciannovesimo secolo lasciò Aivazovsky, che avrebbe sempre mantenuto uno stile romantico, aperto alle critiche. Le ragioni proposte per la sua riluttanza o incapacità a cambiare cominciavano con la sua posizione; Feodosia era una città remota nell’enorme impero russo, lontana da Mosca e San Pietroburgo. La sua mentalità e la sua visione del mondo erano analogamente considerate antiquate e non corrispondevano agli sviluppi nell’arte e nella cultura russa.
Il lavoro successivo di Aivazovsky conteneva scene drammatiche e di solito veniva eseguito su scala più ampia. Ha rappresentato “la lotta romantica tra l’uomo e gli elementi nella forma del mare ( L’arcobaleno , 1873), e dei cosiddetti” marines blu “( Il Golfo di Napoli al mattino presto , 1897, Disastro , 1898) e paesaggi urbani ( Notte di luna sul Bosforo , 1894). ” ecc
oggi è considerato uno dei maggiori pittori di “marine”

TURNER o degli acquerelli

Venice, Moonrise 1840 Joseph Mallord William Turner

negli acqurelli di Turner credo ci sia qualcosa di magico nel modo in cui l’orizzonte si fonde con il cielo in un’impercettibile susseguirsi di sfumature delicate, frammentate da vigorose pennellate. ci dimostra che negli acquerelli si può essere liberi, si può lasciare che il pennello corra sul foglio interpretando le macchie di colore senza pretendere di controllare tutto.
se paragonati con gli oli impeccabili che produce negli stessi anni (e che vedremo dopo), ci rendiamo conto che esiste un abisso tra l’artista di corte, membro della prestigiosa Royal Academy of Arts, e il viaggiatore instancabile, l’uomo che non si accontenta mai di ciò che vede e insegue il mito romantico di solitario titano che si scontra contro i segreti della natura, riuscendo in molti casi ad uscirne vincitore.
quello che impressiona infatti è la grande semplicità e spontaneità di questi schizzi, caratteristica a cui noi siamo abituati ma che nel XIX secolo era davvero poco usuale, utilizzata in questi casi in viaggio, per produrre schizzi rapidi che hanno lo scopo di cogliere un’impressione, di fissare un’immagine e ancora di più un’atmosfera da tradurre in un quadro una volta di ritorno a Londra.
l’umidità impalpabile della nebbia, i bagliori di un incendio, i primi raggi dell’alba, gli ultimi del tramonto. Joseph Mallord William Turner, geniale artista londinese di primo Ottocento, è stato uno dei paesaggisti più originali e talentuosi di tutti tempi.
si aggirava con la sua scatola di colori, con i taccuini, nelle brughiere nebbiose, fra le rovine delle abbazie romaniche e attorno alle ville di mecenati immensamente ricchi.
talvolta quegli acquerelli sono davvero non finiti, gli servivano come bozzetti, per studio. ma è difficile, nel caso di Turner, fare distinzione con le opere compiute perfettamente, che oltretutto ritoccava fino all’ultimo, perfino quando erano già appese in mostra.
anche non finiti, i suoi schizzi lasciano senza parole, ogni sua opera vibra dall’interno, sprigiona una forza centrifuga, come dal centro della terra verso la nostra mente.
pittura visionaria? Forse. Astratta? Anche. Idealizzata? Pure. Indefinibile,

senza dubbio, ma immensamente amabile.Fu capace di percepire le infinite nuance dei fenomeni naturali, gli effetti sfumati della luce sul mare, sui fiumi, nella vastità della campagna e nelle vedute di città in lontananza, gli acquerelli che mostro sotto sono ruferiti all’Itlia , Venezia, Firenze, Roma

qui Turner o delle magiche visioni

Marie Laurencin o della “Section d’Or” (“Groupe de Puteaux”)

Marie Laurencin
francese 1883 – 1956

devo premettere che mi piace molto Marie per come ha trattato il colore, i suoi quadri sono nuvole e hanno un chè di magico che incanta, e sopratutto pur facendo parte di un gruppo di avanguardia ha sempre continuato la sua ricerca personale senza perdere mai di vista il suo obiettivo
divenne una figura importante dell’avanguardia parigina come membro dei Cubisti associati alla “Section d’Or” o “Groupe de Puteaux”*****
Laurencin è nata a Parigi, dove è stata cresciuta da sua madre e dove ha vissuto gran parte della sua vita. A 18 anni studia pittura su porcellana a Sèvres. Poi è tornata a Parigi e ha continuato la sua formazione artistica all’Académie Humbert, dove ha cambiato la sua attenzione verso la pittura ad olio.
durante i primi anni del XX secolo, Laurencin è stata una figura importante nel mondo parigino d’avanguardia. Un membro sia del circolo di Pablo Picasso e sia dei cubisti associati alla Section d’Or, come Jean Metzinger, Albert Gleizes, Robert Delaunay, Henri le Fauconnier e Francis Picabia, ed espone con loro al Salon des Indépendants (1910-1911) e al Salon d’Automne (1911-1912).
È stata sentimentalmente coinvolta con il poeta Guillaume Apollinaire ed è stata spesso identificata come la sua musa ispiratrice. Inoltre, Laurencin aveva legami importanti con il salone dell’ americana e famosa scrittrice Natalie Clifford Barney, con la quale ebbe una relazione
durante la prima guerra mondiale, Laurencin lasciò la Francia per l’esilio in Spagna con il marito di origine tedesca, il barone Otto von Waëtjen, poiché a causa del suo matrimonio aveva automaticamente perso la cittadinanza francese. La coppia ha successivamente vissuto insieme brevemente a Düsseldorf. Dopo aver divorziato nel 1920, è tornata a Parigi, dove ha raggiunto il successo finanziario come artista fino alla depressione economica degli anni ’30. Negli anni ’30 ha lavorato come insegnante d’arte in una scuola privata. Ha vissuto a Parigi fino alla sua morte.
le opere di Laurencin includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe. È conosciuta come una delle poche donne pittrici Cubiste , con Sonia Delaunay, Marie Vorobieffe Franciska Clausen. Mentre il suo lavoro mostra l’influenza di Pablo Picasso e Georges Braque, che era il suo caro amico, ha sviluppato un approccio unico all’astrazione spesso incentrato sulla rappresentazione di gruppi di donne e ritratti femminili.
Il suo lavoro è al di fuori dei confini delle norme del Cubismo, la sua è una ricerca di un’estetica specificamente femminile attraverso il suo uso di colori pastello e forme curvilinee.
Originariamente influenzata dal fauvismo, ha semplificato le sue forme attraverso l’influenza dei pittori cubisti. Dal 1910, la sua tavolozza consisteva principalmente nei toni di grigio, rosa e pastello.
Il suo stile distintivo si è sviluppato al suo ritorno a Parigi negli anni ’20 dopo l’esilio. I colori tenui e i motivi geometrici ereditati dal cubismo sono stati sostituiti da toni chiari e composizioni ondulate. Il suo motivo distintivo è caratterizzato da figure femminili flessuose ed eteree e una tavolozza di tenui colori pastello, che evocano un mondo incantato.
Laurencin ha continuato a esplorare i temi della femminilità e di ciò che considerava modi di rappresentazione femminili fino alla sua morte. Le sue opere includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe.

*****La Section d’Or nota anche come Groupe de Puteaux , fu un’associazione di pittori e critici d’arte associati ad un ramo del cubismo noto come orfismo (un termine coniato dal poeta francese Guillaume Apollinaire). Con sede nel sobborgo parigino di Puteaux, fu attiva dal 1912 a circa il 1914, arrivando alla ribalta sulla scia della loro partecipazione al controverso Salon des Indépendants nella primavera del 1911.

Franklin Carmichael o degli acquerelli

Franklin Carmichael
canadese 1890 – 1945

“Abbiamo tutto ciò con cui costruire idee e tradizioni, non farne uso significherebbe semplicemente buttare via un inestimabile patrimonio di spirito e materiale”.
(Franklin Carmichael)

Franklin Carmichael lavorò come apprendista presso la ditta d’arte commerciale Grip Limited a Toronto nel 1911, mentre studiava di sera all’Ontario College of Art e alla Toronto Technical School. Dal 1913 al 1914 ha studiato ad Anversa, in Belgio, presso l’Academie Royale des Beaux-Arts.
Al suo ritorno, ha iniziato a dipingere nei fine settimana con i colleghi Tom Thomson, JEH MacDonald e Arthur Lismer. Sebbene abbia anche usato colori ad olio, è noto tra i membri del GRUPPO DEI SETTE per il suo uso dell’acquerello nel rappresentare il paesaggio canadese. Durante l’autunno del 1914, si trasferì nello Studio Building dove condivise uno spazio con Thomson durante l’inverno. Ha fatto parte del Gruppo sin dall’inizio e ha esposto con loro in modo coerente dal 1920 al 1932.
Nel 1925, fece il suo primo viaggio con i membri del gruppo quando andò sulla sponda settentrionale del Lago Superiore con Lawren Harris e AY Jackson. Era la prima esperienza di Carmichael nel nord e sarebbe tornato al Lago Superiore nel 1926 e nel 1928. In questo viaggio disegnò con gli acquerelli, piuttosto che con i colori ad olio. Le formazioni nuvolose nell’acquerello Snow Flurries: North Shore of Lake Superior(1930)

contrastano con forme di collina lisce e semplificate blu-verde scuro. Questi assomigliano alle forme arrotondate dei dipinti del Lago Superiore di Harris. Negli anni ’30 Carmichael esplorò i temi dell’industria nell’Ontario settentrionale, in particolare le regioni minerarie e nel 1933 fu membro fondatore del Canadian Group of Painters. Nel 1932 lasciò l’arte commerciale per diventare capo del dipartimento di grafica e arte commerciale presso l’Ontario College of Art.
Carmichael ha prodotto numerose incisioni, incisioni su linoleum e, soprattutto, incisioni su legno nel corso della sua vita. Ha anche lavorato alle illustrazioni di libri per editori canadesi dal 1942 fino alla fine della sua vita.

Scuola di Barbizon o del realismo nel paesaggio

Théodore Rousseau

La Scuola di Barbizon , era una scuola di pittura francese della metà del XIX secolo , e parte di un più ampio movimento europeo verso il naturalismo nell’arte, che ha dato un contributo significativo alla creazione del realismo nella pittura di paesaggio francese . Ispirati dalla ricerca del movimento romantico nel rapporto con la natura, i pittori di Barbizon si sono tuttavia allontanati dal “pittoresco melodrammatico” del romanticismo stabilito dai pittori paesaggisti della tradizione accademica classica, che utilizzava il paesaggio solo come sfondo per l’ allegoria e la narrazione storica. Gli artisti di Barbizon hanno dipinto il paesaggio in termini realistici e per se stessi. Hanno basato la loro arte sulle opere di pittori paesaggisti francesi e olandesi del XVII secolo e inglesi contemporanei, i quali si sono avvicinati al loro soggetto con un’osservazione sensibile e un profondo amore per la natura.
Il nome della scuola è stato preso dal villaggio di Barbizon, ai margini della grande foresta di Fontainebleau vicino a Parigi, dove i dirigenti della scuola, Théodore Rousseau

Jean-François Millet

spinti a lasciare Parigi dalla povertà e dalla mancanza di successo, si stabilirono rispettivamente nel 1846 e nel 1849. Attirarono un vasto seguito di pittori di paesaggi , alcuni andarono a vivere a Barbizon, altri la visitarono solo di rado; quelli del gruppo che diventeranno più importanti erano Charles-François Daubigny

Narcisse-Virgile Diaz de La Peña

Jules Dupré

Charles Jacque

Constant Troyon

Ogni pittore di Barbizon aveva il suo stile e interessi specifici. La visione di Rousseau era malinconica, concentrandosi su vaste distese di paesaggio e alberi incombenti. Le scene dettagliate e ravvicinate di Dupré sono soffuse di presentimenti. Daubigny prediligeva scene di campi rigogliosi e verdeggianti e Diaz dipingeva gli interni della foresta screziati dal sole. Troyon e Jacque dipinsero placide scene che rappresentavano il bestiame. Millet, l’unico grande pittore del gruppo per il quale il paesaggio puro non era importante, realizzò dipinti monumentali di contadini che celebrano la nobiltà della vita umana in sintonia con la natura. Tutti questi artisti, nonostante la loro ispirazione romantica, enfatizzavano gli aspetti semplici e ordinari piuttosto che quelli terrificanti e monumentali della natura. A differenza dei loro contemporanei inglesi, avevano poco interesse per gli effetti superficiali della luce e del colore o per le variazioni atmosferiche. Invece, hanno sottolineato le caratteristiche permanenti, dipingendo in modo solido, forme dettagliate in una gamma limitata di colori. Si preoccupavano anche dell’umore e alteravano le apparenze fisiche per esprimere quello che vedevano come il “carattere” oggettivo del paesaggio.
Dopo aver sofferto per qualche tempo di una totale mancanza di riconoscimento, i pittori di Barbizon iniziarono a guadagnare popolarità verso la metà del secolo. La maggior parte ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dall’Académie des Beaux-Arts e ha iniziato a ricevere prezzi elevati per i loro dipinti; il loro lavoro è stato particolarmente apprezzato alla fine del secolo. Alcuni pittori di Barbizon erano maestri della composizione e della descrizione; altri erano meno competenti. Ma la loro importanza storica è innegabile, poiché come gruppo furono fondamentali per stabilire la pittura di paesaggio pura e oggettiva come un genere legittimo in Francia . Nella primavera del 1829,

Jean-Baptiste-Camille CorotForesta di Fontainebleau

venne a Barbizon per dipingere nella foresta di Fontainebleau , aveva dipinto per la prima volta nella foresta di Chailly nel 1822. Ritornò a Barbizon nell’autunno del 1830 e nell’estate del 1831 , dove realizzò disegni e studi ad olio, da cui trasse un dipinto destinato al Salon del 1830; “Veduta della foresta di Fontainebleau” (ora alla National Gallery di Washington) e, per il salone del 1831, un’altra “Veduta della foresta di Fontainebleau” “. Mentre era lì conobbe i membri della scuola Barbizon

il Guercino o della ‘macchia guercinesca’

Guercino (Giovanni Francesco Barbieri)
italiano (1591 – 1666)

J. W. Goethe dal ” Viaggio in Italia” dice di lui: “””Il Guercino è un pittore intimamente probo, virilmente sano, senza rozzezze; le sue opere si distinguono anzi per gentile grazia morale, per tranquilla e libera grandiosità, e per un che di particolare che consente, all’occhio appena esercitato, di riconoscerle al primo sguardo. La levità, la purezza e la perfezione del suo pennello sono stupefacenti. Per i panneggi usa colori particolarmente belli, con mezze tinte bruno-rossicce, assai ben armonizzanti con l’azzurro che pure predilige. “””

anche se non rispecchia a pieno il modo di far pittura che prediligo, lo amo molto di modesta famiglia, Giovanni Francesco prese il nome di Guercino a causa di uno strabismo congenito. Avendo mostrato sin da bambino una particolare talento per il disegno, fu mandato dal padre a imparare il mestiere a Bastia e poi a Bologna, dove poté studiare le opere dei Carracci. La sua prima maniera tradisce un naturalismo libero da accademismi e caratterizzato da una forte impronta luministica (quella che diverrà poi la famosa ‘macchia guercinesca’) , infatti la sua più importante invenzione, la “macchia guercinesca”, è una tecnica pittorica in base alla quale si giustappongono “macchie” molto uniformi di colori in modo armonico ed equilibrato, ce ne dà un saggio nel “Paesaggio al chiaro di luna”,

e ce ne accorgiamo se osserviamo il modo in cui vengono stesi i colori della campagna, è una pittura nuova, fatta di atmosfere incantevoli e suggestivi chiaroscuri, e il “Paesaggio al chiaro di luna” è anche uno dei primi esempi della pittura di paesaggio, che diventerà una delle principali forme d’arte del Seicento, con moltissimi autori, anche di elevato livello, che si cimenteranno nel rappresentare idilliache campagne, boschi frondosi attraversati da fiumi e ruscelli, borghi marinari, scorci di paesi e città Lo stile pittorico del Guercino, già all’inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall’alto ed espletando la sua sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscuri.
le premesse, lo sviluppo e gli esiti della ricerca figurativa del Guercino, sono affascinanti, nel corso dei primi decenni del Seicento, la sua formazione segue un itinerario oserei dire bizzaro…
sostanzialmente da autodidatta, attraverso le novità della pittura bolognese orecchiate dalla provincia, i resti scintillanti delle collezioni estensi sbirciati a Ferrara, e i ricordi dorati del Correggio “parmense”, i successi conseguiti dai primi,personalissimi saggi di un’autonoma libertà di espressione sono il preludio per un decisivo soggiorno a Roma, compiuto intorno ai trent’anni (1621-23), e poi per una carriera di alto livello passata nello studio paziente e personalissimo di un’espressione formale compiutamente classica e assolutamente cristallina..

Guercino diventa uno dei pittori più celebri del suo tempo: eppure, o per “vezzo” o forse per un’effettiva modestia nel suo modo di essere continua a risiedere nella piccola città natale di Cento dove crea una minuscola ma attiva scuola che si propaga anche in altri centri emiliano-romagnoli….
solo nel 1642, dopo la morte del presunto “rivale” Guido Reni, superati i cinquant’anni,decide di trasferirsi a Bologna per l’ultima fase della sua attività….

la sua è una posizione defilato ma presente, è forse il più giovane della sua generazione ed è anche consapevole della propria indipendenza, .ma nello stesso tempo sa di appartenere a una tradizione artistica ben precisa
segue tutte le fasi fondamentali dell’arte barocca: il recupero della tradizione cinquecentesca dei veneti e di Correggio, l’esplosione di Caravaggio, gli sviluppi in chiave accademica
dell’eclettismo dei bolognesi, il richiamo di un classicismo idealizzato, insomma tutto quello che si racchiude nel barocco
un continuo gioco di slanci e di frenate, di avanguardie e di reazioni che sembrano opporsi in modo incomprensibile, così come a una prima occhiata può apparire insanabile la frattura fra le opere giovanili del Guercino anteriori al viaggio a Roma, e la sua produzione successiva

i biografi antichi e gli studiosi della prima metà del nostro secolo hanno ripetutamente insistito sulle diverse “maniere” del pittore di Cento, dividendo la sua attività in tre periodi.
nel 1920 Matteo Marangoni al quale va comunque attribuito il merito della profonda riscoperta del Guercino ha intitolato un lungo articolo II “vero” Guercino,
per rimarcare lo stacco netto tra il naturalismo spontaneo e vivace delle prime tele e la raffreddata, idealistica eleganza classica dei dipinti posteriori al viaggio a Roma.

tuttavia e non solo a mio giudizio,ma alla luce degli studi successivi, e soprattutto del rapporto fra Guercino e la cultura artistica del Settecento, queste contraddizioni risultano però solo apparenti: tutta l’arte del Guercino è “vera”, vissuta con intensità e partecipazione….
certo, la libera foga chiaroscurale e dinamica della giovinezza si trasforma in un’espressione più calibrata, forse letteraria scandita sul metro di nobili riferimenti classici, fino all’assimilazione del linguaggio colto e rarefatto di Guido Reni
.l’emozione, in Guercino, diventa così stile, ma non perde mai l’energia di un’esperienza umana e artistica vissuta con passione, nel cuore e nell’anima del barocco….
( per una biografia “storica” vi rimando al Web)


I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (quarta parte)

Krohg, Christian; “Albertine”, Kopenhagen, Statens Museum for Kunst.

QUI la prima parte, QUI la seconda parte, QUI la terza parte

Christian Krohg
norvegese 1852 – 1925

è un pittore norvegese molto famoso che si collegò con i pittori di Skagen che su incoraggiamento dell’artista Frits Thaulow visitò spesso
Ritornò a Skagen nel 1882-84 e nel 1888 ed influenzò altri artisti tra cui Anna e Michael Ancher
a me personalmente è molto simpatico, perchè fu anche scrittore, giornalista e naturalista, ebbe svariati interessi e nella sua pittura spesso affiorano
Christian Krohg è nato a Vestre Aker (ora Oslo), Norvegia, era uno dei cinque figli nati da Georg Anton Krohg e Sophie Amalia Holst e nipote di Christian Krohg (1777–1828) che aveva servito come ministro del governo. Suo padre era un impiegato statale, giornalista e scrittore. Sua madre morì quando lui aveva solo 8 anni e la sorella di suo padre si assunse la responsabilità della famiglia e dell’educazione dei bambini. Dal 1861 frequentò la Hartvig Nissen School
Suo padre gli aveva chiesto di intraprendere una carriera legale. Krohg ha studiato legge all’Università di Oslo (allora Christiania ) laureandosi. nel 1873, lo stesso anno in cui morì suo padre. Tra il 1869 e il 1870 aveva studiato anche alla scuola d’arte di Johan Fredrik Eckersberg a Lille Grensen a Christiania. Studiò anche in Germania, prima alla Baden School of Art di Karlsruhe sotto Hans Gude nel 1874. Si formò anche sotto Karl Gussow dal 1875. Ha seguito gli studi alla Königliche Akademie di Berlino dal 1875 al 1878.
Krohg lavorò a Parigi dal 1881 al 1882. Ispirato dalle idee dei realisti , scelse i motivi principalmente dalla vita di tutti i giorni, spesso i suoi lati più oscuri o socialmente inferiori. La prostituzione è il soggetto del suo dipinto Albertine , e

“Albertine”

Krohg ha anche scritto un romanzo sulla scena raffigurata. Il romanzo, Albertine , ha causato uno scandalo quando è stato pubblicato per la prima volta, ed è stato confiscato dalla polizia.
Lo stile di Krohg lo ha reso una figura di spicco nella transizione dal romanticismo al naturalismo .
Ci sono notevoli collezioni d’arte di Christian Krohg nel Museo Nazionale di Arte, Architettura e Design di Oslo e al Museo Skagens in Danimarca.

Thorvald Niss
danese 1842 – 1905

era un paesaggista danese che si interessò all’arte marina dopo essere diventato un membro dei pittori di Skagen
Nato ad Assens , era figlio di Niels Frederik Niss, un imbianchino, e di sua moglie Barbara Kirstine. Quando aveva 18 anni, divenne apprendista pittore a Copenaghen, dove cercò di sviluppare il suo talento artistico la sera. Dal 1861 frequentò la scuola serale presso la Royal Danish Academy e dal 1863 lavorò come decoratore presso la fabbrica di porcellane Royal Copenhagen . Alla fine degli anni ’70 del XIX secolo entrò in contatto con Otto Bache che lo invitò a lavorare nel suo studio dove conobbe le ultime tendenze della pittura francese. All’inizio degli anni ottanta dell’Ottocento era diventato un moderno paesaggista,paragonabile a Christian Zacho e Godfred Christensen
I tratti ampi e i colori forti che ha applicato ai suoi paesaggi autunnali e invernali gli hanno portato un ampio riconoscimento. Nel 1882, il suo Septemberdag i Jægersborg dyrehave gli valse una medaglia d’oro a Vienna e l’anno successivo un paesaggio invernale dei boschi di Folehaven fu acquistato dallo Statens Museum for Kunst , la galleria nazionale danese che gli conferì un più ampio riconoscimento. Grazie ad una borsa di viaggio, nel 1885 si recò in Italia e in Grecia, e nel 1889 a Parigi. Nel 1887, visitò Skagen dove divenne membro della colonia di artisti Lì dipinse il mare, adottando un nuovo approccio all’arte marina con il suo Morgengry (Daybreak) nel 1888 eStrandparti. Grenen nel 1889. Ha continuato a dipingere scene marine altrove,
in particolare del Mediterraneo. Negli anni ’90 dell’Ottocento usò sempre più l’acquaforte per le sue scene marine, alcune con sfumature simboliche.
Dopo aver sofferto per diversi anni di esaurimento nervoso, morì a Frederiksberg

Oscar Gustaf Björck
svedese 1860 – 1929

Nato a Stoccolma, dal 1877 al 1882, Björck fu uno studente di Edvard Perséus all’Accademia, nel 1883, Björck ottenne una borsa di studio di viaggio. Trascorse l’inverno 1883-84 a Parigi. L’inverno successivo, si recò a Monaco di Baviera dove dipinse alcuni ritratti, tra cui un dipinto a figura intera di sua moglie. Nella primavera del 1885 si trasferì a Venezia e, in autunno, a Roma dove dipinse il grande ritratto di Susanna ( Gothenburg Museum of Art )

e Romerska smeder (fabbri romani) ( Washington National Gallery of Art , Washington). Nel 1887, ha completato una serie di dipinti tra cui il Veneziansk saluhall (sala veneziana) ( Nationalmuseum of Sweden) e Lördagsmässa i Markuskyrkan (Messa del sabato nella chiesa di San Marco).
Björck fu incoraggiato ad andare a Skagen nel 1882 da PS Krøyer che aveva incontrato a Parigi e per il quale mostrò grande ammirazione. Si è subito affezionato alla comunità degli artisti lì, in particolare Michael Ancher , sua moglie Anna e Holger Drachmann . Non era solo il paesaggio di Skagen ad attrarlo, ma anche il calore e l’ospitalità degli artisti stessi. Björck trascorse lì diverse estati, completando alcuni dei suoi migliori dipinti sotto l’influenza di Krøyer e del movimento naturalista francese
Dopo soggiorni estivi a Skagen in Danimarca nel 1882, 1883 e 1884, si stabilì finalmente a Stoccolma nel 1888, dove si concentrò sui ritratti. Questi includono molti del re Oscar (tra cui uno al castello di Skokloster , un intero al castello di Drottningholm , uno con corona e mantello nel palazzo di Stoccolma e uno che è stato acquistato dall’imperatore tedesco.

Ha anche dipinto Prins Eugen vid staffliet ( Prince Eugen al cavalletto) (Nationamuseum, 1895); Il principe ereditario Gustaf (Palazzo di Stoccolma, 1900), La moglie dell’artista (a figura intera, 1891, Museo di Göteborg) e il barone Johan Nordenfalk den yngre [sv ] (Royal Academy, 1892). Inoltre, ha completato alcuni paesaggi, un paio di generi e vari dipinti decorativi.
I primi ritratti di Björck furono influenzati da Georg von Rosen e le sue immagini di Skagen riflettevano l’influenza degli artisti danesi, in particolare Peder Severin Krøyer . In molte delle sue opere caratteristiche, ha raffigurato la classe media svedese del suo tempo.

un brano msucale di Paul von Klenau  che ho rubato QUI da Claudio Capriolo

I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (terza parte)

Peder Severin Krøyer 

QUI la prima parte QUI la seconda parte

Peder Severin Krøyer
norvegese/danese1851 – 1909

Krøyer nacque a Stavanger, in Norvegia da Ellen Cecilie Gjesdal. Fu allevato dalla sorella di Gjesdal, Bertha Cecilie e dal cognato, lo zoologo danese Henrik Nikolai Krøyer, dopo che sua madre fu giudicata inadatta a prendersi cura di lui. Poco dopo Krøyer si trasferì a Copenaghen per vivere con i suoi genitori adottivi. Dopo aver iniziato la sua educazione artistica all’età di nove anni sotto tutela privata, si è iscritto all’Istituto Tecnico di Copenaghen l’anno successivo.
Il suo debutto ufficiale come pittore avvenne nel 1871 a Charlottenborg con il ritratto di un amico, il pittore Frans Schwartz. Ha esposto regolarmente a Charlottenborg per tutta la vita.
Nel 1874 Heinrich Hirschsprung acquistò il suo primo dipinto da Krøyer, stabilendo un mecenatismo di lunga data. La collezione d’arte di Hirschsprung costituisce la base del Museo Hirschsprung di Copenaghen.
Tra il 1877 e il 1881, Krøyer viaggiò molto in Europa, incontrando artisti, studiando arte e sviluppando le sue capacità e prospettive. Rimase a Parigi e studiò sottoLéon Bonnat, e senza dubbio subì l’influenza del contemporaneo impressionisti – Claude Monet, Alfred Sisley, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir e Édouard Manet
Nel 1882 tornò in Danimarca. Ha trascorso giugno-ottobre a Skagen, dipingendo temi della vita locale e rappresentazioni della comunità artistica locale. Continuerà a essere associato allo sviluppo della scena artistica e letteraria di Skagen. Altri artisti a Skagen includevano gli scrittori Holger Drachmann, Georg Brandes e Henrik Pontoppidan
Krøyer divideva il suo tempo tra case in affitto a Skagen durante l’estate, un appartamento invernale a Copenaghen dove lavorava ai suoi grandi ritratti commissionati, e viaggi fuori dal paese.
Durante un viaggio a Parigi nel 1888 incontrò Marie Martha Mathilde Triepcke, che aveva conosciuto a Copenaghen. Si innamorarono e, dopo una vorticosa storia d’amore, si sposarono il 23 luglio 1889 a casa dei suoi genitori in Germania. Marie Krøyer, che era anche una pittrice, fu associata alla comunità di Skagen e dopo il loro matrimonio fu spesso descritta nei dipinti di Krøyer. La coppia ebbe una figlia, una figlia di nome Vibeke, nata nel gennaio 1895. Divorziarono nel 1905 a seguito di una prolungata separazione.
La vista di Krøyer gli è venuta meno gradualmente negli ultimi dieci anni della sua vita fino a diventare completamente cieco. Sempre ottimista, ha dipinto quasi fino alla fine, nonostante gli ostacoli alla salute. In effetti, ha dipinto alcuni dei suoi ultimi capolavori mentre era mezzo cieco, scherzando sul fatto che la vista in un occhio funzionante era migliorata con la perdita dell’altro occhio.

Carl Locher
1851 – 1915

è stato sempre un po’ dimenticato sia dai critici, sia dalle mostre, soltanto negli ultimi anni ne è stta rivalutata l’arte e la bravura
nato a Flensburg nel Schleswig che era allora parte della Danimarca, fin da piccolo ha avuto un interesse per le navi e ha ricevuto la sua prima formazione da suo padre che ha dipinto ritratti di navi per vivere. Dopo la morte del padre, Carl ha continuato la sua attività per un breve periodo e continuò a diversi viaggi con navi della Royal Danish Navy . Colpito dalla grandezza del Oceano Atlantico , un viaggio alla Indie Occidentali danesi ha fatto una particolare impressione su di lui.
Anche prima di iniziare i suoi studi presso la Royal Danish Academy of Art nel 1872, è stato incoraggiato da Holger Drachmann di trascorrere un paio di mesi a Skagen
Ha completato rapidamente dipinti della spiaggia, alcune con barche da pesca o relitti.
Nel 1870, Locher ha proseguito i suoi studi a Parigi, ma ha visitato Skagen ogni volta che è tornato in Danimarca. Alla fine aveva una casa costruita là dove ha vissuto fino alla sua morte.
Come incisore Locher è stato considerato tra i migliori e più produttivo degli artisti danesi; nel 1892, ha dedicato la maggior parte del suo tempo all’arte dell’incisione, e viaggiò – con il sostegno dello Stato danese – a Berlino, dove divenne allievo dellì eccellente incisore in rame Hans Meyer .
Una raccolta completa delle sue stampe che si trova a Skagen Museum .
Supportato da parte dello Stato, ha aperto una scuola di incisione per artisti danesi a Copenaghen , dove ha insegnato fino al 1900.

Lauritz Regner Tuxen
danese 1810 – 1891

Re Cristiano IX di Danimarca con la famiglia

Lauritz Regner Tuxen è cresciuto a Copenhagen , in Danimarca. Era il figlio di Nicolai Elias Tuxen e Bertha Laura Giødvad . Suo padre era un ufficiale di marina e direttore del cantiere navale danese . La pittrice di nature morte e fiorista Nicoline Tuxen era sua sorella maggiore.
Dal 1868 al 1872 studiò alla Royal Danish Academy of Art insieme a Peder Severin Krøyer e ha studiato nello studio parigino di Léon Bonnat durante il 1875-1876 e di nuovo dal 1877-1878.
Visitò per la prima volta Skagen nel 1870, tornando in diverse occasioni. Negli anni 1880 e 1890 viaggiò molto dipingendo ritratti per le famiglie reali europee, tra cui Cristiano IX di Danimarca , la regina Vittoria e la famiglia reale russa
Laurits Tuxen divenne il primo direttore della scuola “Kunstnernes Frie Studieskoler” fondata a Copenaghen nel 1882, su iniziativa di un gruppo di studenti insoddisfatti della Royal Academy of Fine Arts e come reazione agli insegnamenti obsoleti dell’Accademia e e Peder Severin Krøyer uno dei suoi insegnanti.
Nel 1914 compì un viaggio di studio in Grecia per dipingere l’ingresso di Giorgio I di Grecia a Salonicco , per il castello cristiano. Realizza ritratti vivaci e ben caratterizzati, tra cui il suo autoritratto alla Galleria degli Uffizi a Firenze, e ritratti di PS Krøyer , al Museo di Belle Arti di Budapest. Ha anche realizzato ritratti in scultura, incluso un gruppo di ritratti di Krøyer e Michael Ancher . Tuxen ha continuato a dipingere una serie di paesaggi a Skagen e dintorni, ma ha anche completato una serie di dipinti della sua famiglia, degli amici e dei fiori del giardino.
Nel 1886 si sposò con Charlotte Pauline Ursule de Baisieux ,Nel 1901, dopo la morte della prima moglie, sposò Frederikke Kos Treschow
Successivamente ha acquistato la casa di Madam Bendsen a Skagen, , trasformandola in una maestosa residenza estiva.

I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (seconda parte)

QUI la prima parte
ed ora vediamo in dettaglio alcuni di loro cominciando da una donna e non a caso!

Anna Ancher
danese 1859-1935

Anna Kirstine Brøndum Ancher è nata a Skagen, era l’unica dei pittori di Skagen che era effettivamente nata e cresciuta a Skagen, dove suo padre possedeva il Brøndums Hotel dove si imcontravano tutti i pittori. Il talento artistico di Anna Ancher è diventato evidente in tenera età e ha fatto conoscenza con l’arte pittorica attraverso i numerosi artisti che si sono stabiliti per dipingere a Skagen, ha sviluppato molto presto il suo stile ed è stata una pioniera nell’osservare l’interazione di diversi colori alla luce naturale.
ha inoltre studiato disegno a Parigi presso l’atelier diPierre Puvis de Chavannes insieme a Marie Triepcke, che si sarebbe sposata Peder Severin Krøyer, un altro pittore di Skagen e nel 1880 sposò il collega pittore Michael Ancher, che incontrò a Skagen. Hanno avuto una figlia, la figlia Helga Ancher. Nonostante le pressioni della società affinché le donne sposate si dedicassero ai doveri domestici, ha continuato a dipingere dopo il matrimonio.
era considerata una delle grandi artiste pittoriche danesi in virtù delle sue capacità di pittrice e colorista di personaggi.
la sua arte ha trovato la sua espressione nella svolta moderna dell’arte nordica verso una rappresentazione più veritiera della realtà,
preferiva dipingere interni e temi semplici della vita quotidiana degli abitanti di Skagen, in particolare pescatori, donne e bambini. Era intensamente occupata nell’esplorazione della luce e del colore

Michael Ancher
danese 1849-1927

Michael Peter Ancher è nato a Rutsker sull’isola di Bornholm, trascorse un breve periodo presso la scuola d’arte di CV Nielsen come preliminare per entrare a far parte delLa Royal Danish Academy of Art di Copenhagen nel corso dell’anno. Sebbene abbia trascorso un po ‘di tempo all’accademia, se ne andò nel 1875 senza laurearsi.
Uno dei suoi compagni di studio era Karl Madsen che lo invitò a recarsi a Skagen dove incontrò e sposò Anna Ancher che lo introdusse al concetto naturalistico di riproduzione non decorata della realtà e dei suoi colori. Combinando la composizione pittorica della sua giovinezza con gli insegnamenti del naturalismo, Michael Ancher ha creato quella che è stata definita arte figurativa monumentale moderna

Viggo Johansen
danese 1851 – 1935

da ragazzo, Johansen aveva già un talento per il disegno che è stato riconosciuto da Wilhelm Marstrand . Ha studiato all’Accademia Reale Danese di Belle Arti dal 1868 al 1875, specializzandosi in pittura di figura, ma non ha superato l’esame di laurea.
si dice che a Skagen mostrasse lo stesso interesse per suonare Mozart al pianoforte dell’hotel o Gluck all’organo della chiesa come per la pittura. Sposò la cugina di Anna Ancher , Martha Møller nel 1880. Martha servì spesso come modella, ad esempio

fu associato per la prima volta ai pittori di Skagen nel 1875, incoraggiato dai suoi compagni studenti Karl Madsen e Michael Ancher
dal 1885 espone a Parigi; lì fu ispirato da Claude Monet , in particolare nel suo uso del colore
dopo il suo ritorno da Parigi, i suoi dipinti hanno assunto toni più chiari; aveva notato l’assenza del nero nelle opere degli artisti francesi e considerava le sue prime opere troppo oscure al confronto, tuttavia, Johansen è ricordato particolarmente per gli effetti di luce soffusa dei suoi interni, molti dei quali sono stati dipinti dopo la sua visita a Parigi

qui termina la seconda parte!! alla prossima
un brano msucale di Carl Nielsen che ho rubato QUI da Claudio Capriolo