Franklin Carmichael o degli acquerelli

Franklin Carmichael
canadese 1890 – 1945

“Abbiamo tutto ciò con cui costruire idee e tradizioni, non farne uso significherebbe semplicemente buttare via un inestimabile patrimonio di spirito e materiale”.
(Franklin Carmichael)

Franklin Carmichael lavorò come apprendista presso la ditta d’arte commerciale Grip Limited a Toronto nel 1911, mentre studiava di sera all’Ontario College of Art e alla Toronto Technical School. Dal 1913 al 1914 ha studiato ad Anversa, in Belgio, presso l’Academie Royale des Beaux-Arts.
Al suo ritorno, ha iniziato a dipingere nei fine settimana con i colleghi Tom Thomson, JEH MacDonald e Arthur Lismer. Sebbene abbia anche usato colori ad olio, è noto tra i membri del GRUPPO DEI SETTE per il suo uso dell’acquerello nel rappresentare il paesaggio canadese. Durante l’autunno del 1914, si trasferì nello Studio Building dove condivise uno spazio con Thomson durante l’inverno. Ha fatto parte del Gruppo sin dall’inizio e ha esposto con loro in modo coerente dal 1920 al 1932.
Nel 1925, fece il suo primo viaggio con i membri del gruppo quando andò sulla sponda settentrionale del Lago Superiore con Lawren Harris e AY Jackson. Era la prima esperienza di Carmichael nel nord e sarebbe tornato al Lago Superiore nel 1926 e nel 1928. In questo viaggio disegnò con gli acquerelli, piuttosto che con i colori ad olio. Le formazioni nuvolose nell’acquerello Snow Flurries: North Shore of Lake Superior(1930)

contrastano con forme di collina lisce e semplificate blu-verde scuro. Questi assomigliano alle forme arrotondate dei dipinti del Lago Superiore di Harris. Negli anni ’30 Carmichael esplorò i temi dell’industria nell’Ontario settentrionale, in particolare le regioni minerarie e nel 1933 fu membro fondatore del Canadian Group of Painters. Nel 1932 lasciò l’arte commerciale per diventare capo del dipartimento di grafica e arte commerciale presso l’Ontario College of Art.
Carmichael ha prodotto numerose incisioni, incisioni su linoleum e, soprattutto, incisioni su legno nel corso della sua vita. Ha anche lavorato alle illustrazioni di libri per editori canadesi dal 1942 fino alla fine della sua vita.

Scuola di Barbizon o del realismo nel paesaggio

Théodore Rousseau

La Scuola di Barbizon , era una scuola di pittura francese della metà del XIX secolo , e parte di un più ampio movimento europeo verso il naturalismo nell’arte, che ha dato un contributo significativo alla creazione del realismo nella pittura di paesaggio francese . Ispirati dalla ricerca del movimento romantico nel rapporto con la natura, i pittori di Barbizon si sono tuttavia allontanati dal “pittoresco melodrammatico” del romanticismo stabilito dai pittori paesaggisti della tradizione accademica classica, che utilizzava il paesaggio solo come sfondo per l’ allegoria e la narrazione storica. Gli artisti di Barbizon hanno dipinto il paesaggio in termini realistici e per se stessi. Hanno basato la loro arte sulle opere di pittori paesaggisti francesi e olandesi del XVII secolo e inglesi contemporanei, i quali si sono avvicinati al loro soggetto con un’osservazione sensibile e un profondo amore per la natura.
Il nome della scuola è stato preso dal villaggio di Barbizon, ai margini della grande foresta di Fontainebleau vicino a Parigi, dove i dirigenti della scuola, Théodore Rousseau

Jean-François Millet

spinti a lasciare Parigi dalla povertà e dalla mancanza di successo, si stabilirono rispettivamente nel 1846 e nel 1849. Attirarono un vasto seguito di pittori di paesaggi , alcuni andarono a vivere a Barbizon, altri la visitarono solo di rado; quelli del gruppo che diventeranno più importanti erano Charles-François Daubigny

Narcisse-Virgile Diaz de La Peña

Jules Dupré

Charles Jacque

Constant Troyon

Ogni pittore di Barbizon aveva il suo stile e interessi specifici. La visione di Rousseau era malinconica, concentrandosi su vaste distese di paesaggio e alberi incombenti. Le scene dettagliate e ravvicinate di Dupré sono soffuse di presentimenti. Daubigny prediligeva scene di campi rigogliosi e verdeggianti e Diaz dipingeva gli interni della foresta screziati dal sole. Troyon e Jacque dipinsero placide scene che rappresentavano il bestiame. Millet, l’unico grande pittore del gruppo per il quale il paesaggio puro non era importante, realizzò dipinti monumentali di contadini che celebrano la nobiltà della vita umana in sintonia con la natura. Tutti questi artisti, nonostante la loro ispirazione romantica, enfatizzavano gli aspetti semplici e ordinari piuttosto che quelli terrificanti e monumentali della natura. A differenza dei loro contemporanei inglesi, avevano poco interesse per gli effetti superficiali della luce e del colore o per le variazioni atmosferiche. Invece, hanno sottolineato le caratteristiche permanenti, dipingendo in modo solido, forme dettagliate in una gamma limitata di colori. Si preoccupavano anche dell’umore e alteravano le apparenze fisiche per esprimere quello che vedevano come il “carattere” oggettivo del paesaggio.
Dopo aver sofferto per qualche tempo di una totale mancanza di riconoscimento, i pittori di Barbizon iniziarono a guadagnare popolarità verso la metà del secolo. La maggior parte ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dall’Académie des Beaux-Arts e ha iniziato a ricevere prezzi elevati per i loro dipinti; il loro lavoro è stato particolarmente apprezzato alla fine del secolo. Alcuni pittori di Barbizon erano maestri della composizione e della descrizione; altri erano meno competenti. Ma la loro importanza storica è innegabile, poiché come gruppo furono fondamentali per stabilire la pittura di paesaggio pura e oggettiva come un genere legittimo in Francia . Nella primavera del 1829,

Jean-Baptiste-Camille CorotForesta di Fontainebleau

venne a Barbizon per dipingere nella foresta di Fontainebleau , aveva dipinto per la prima volta nella foresta di Chailly nel 1822. Ritornò a Barbizon nell’autunno del 1830 e nell’estate del 1831 , dove realizzò disegni e studi ad olio, da cui trasse un dipinto destinato al Salon del 1830; “Veduta della foresta di Fontainebleau” (ora alla National Gallery di Washington) e, per il salone del 1831, un’altra “Veduta della foresta di Fontainebleau” “. Mentre era lì conobbe i membri della scuola Barbizon

il Guercino o della ‘macchia guercinesca’

Guercino (Giovanni Francesco Barbieri)
italiano (1591 – 1666)

J. W. Goethe dal ” Viaggio in Italia” dice di lui: “””Il Guercino è un pittore intimamente probo, virilmente sano, senza rozzezze; le sue opere si distinguono anzi per gentile grazia morale, per tranquilla e libera grandiosità, e per un che di particolare che consente, all’occhio appena esercitato, di riconoscerle al primo sguardo. La levità, la purezza e la perfezione del suo pennello sono stupefacenti. Per i panneggi usa colori particolarmente belli, con mezze tinte bruno-rossicce, assai ben armonizzanti con l’azzurro che pure predilige. “””

anche se non rispecchia a pieno il modo di far pittura che prediligo, lo amo molto di modesta famiglia, Giovanni Francesco prese il nome di Guercino a causa di uno strabismo congenito. Avendo mostrato sin da bambino una particolare talento per il disegno, fu mandato dal padre a imparare il mestiere a Bastia e poi a Bologna, dove poté studiare le opere dei Carracci. La sua prima maniera tradisce un naturalismo libero da accademismi e caratterizzato da una forte impronta luministica (quella che diverrà poi la famosa ‘macchia guercinesca’) , infatti la sua più importante invenzione, la “macchia guercinesca”, è una tecnica pittorica in base alla quale si giustappongono “macchie” molto uniformi di colori in modo armonico ed equilibrato, ce ne dà un saggio nel “Paesaggio al chiaro di luna”,

e ce ne accorgiamo se osserviamo il modo in cui vengono stesi i colori della campagna, è una pittura nuova, fatta di atmosfere incantevoli e suggestivi chiaroscuri, e il “Paesaggio al chiaro di luna” è anche uno dei primi esempi della pittura di paesaggio, che diventerà una delle principali forme d’arte del Seicento, con moltissimi autori, anche di elevato livello, che si cimenteranno nel rappresentare idilliache campagne, boschi frondosi attraversati da fiumi e ruscelli, borghi marinari, scorci di paesi e città Lo stile pittorico del Guercino, già all’inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall’alto ed espletando la sua sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscuri.
le premesse, lo sviluppo e gli esiti della ricerca figurativa del Guercino, sono affascinanti, nel corso dei primi decenni del Seicento, la sua formazione segue un itinerario oserei dire bizzaro…
sostanzialmente da autodidatta, attraverso le novità della pittura bolognese orecchiate dalla provincia, i resti scintillanti delle collezioni estensi sbirciati a Ferrara, e i ricordi dorati del Correggio “parmense”, i successi conseguiti dai primi,personalissimi saggi di un’autonoma libertà di espressione sono il preludio per un decisivo soggiorno a Roma, compiuto intorno ai trent’anni (1621-23), e poi per una carriera di alto livello passata nello studio paziente e personalissimo di un’espressione formale compiutamente classica e assolutamente cristallina..

Guercino diventa uno dei pittori più celebri del suo tempo: eppure, o per “vezzo” o forse per un’effettiva modestia nel suo modo di essere continua a risiedere nella piccola città natale di Cento dove crea una minuscola ma attiva scuola che si propaga anche in altri centri emiliano-romagnoli….
solo nel 1642, dopo la morte del presunto “rivale” Guido Reni, superati i cinquant’anni,decide di trasferirsi a Bologna per l’ultima fase della sua attività….

la sua è una posizione defilato ma presente, è forse il più giovane della sua generazione ed è anche consapevole della propria indipendenza, .ma nello stesso tempo sa di appartenere a una tradizione artistica ben precisa
segue tutte le fasi fondamentali dell’arte barocca: il recupero della tradizione cinquecentesca dei veneti e di Correggio, l’esplosione di Caravaggio, gli sviluppi in chiave accademica
dell’eclettismo dei bolognesi, il richiamo di un classicismo idealizzato, insomma tutto quello che si racchiude nel barocco
un continuo gioco di slanci e di frenate, di avanguardie e di reazioni che sembrano opporsi in modo incomprensibile, così come a una prima occhiata può apparire insanabile la frattura fra le opere giovanili del Guercino anteriori al viaggio a Roma, e la sua produzione successiva

i biografi antichi e gli studiosi della prima metà del nostro secolo hanno ripetutamente insistito sulle diverse “maniere” del pittore di Cento, dividendo la sua attività in tre periodi.
nel 1920 Matteo Marangoni al quale va comunque attribuito il merito della profonda riscoperta del Guercino ha intitolato un lungo articolo II “vero” Guercino,
per rimarcare lo stacco netto tra il naturalismo spontaneo e vivace delle prime tele e la raffreddata, idealistica eleganza classica dei dipinti posteriori al viaggio a Roma.

tuttavia e non solo a mio giudizio,ma alla luce degli studi successivi, e soprattutto del rapporto fra Guercino e la cultura artistica del Settecento, queste contraddizioni risultano però solo apparenti: tutta l’arte del Guercino è “vera”, vissuta con intensità e partecipazione….
certo, la libera foga chiaroscurale e dinamica della giovinezza si trasforma in un’espressione più calibrata, forse letteraria scandita sul metro di nobili riferimenti classici, fino all’assimilazione del linguaggio colto e rarefatto di Guido Reni
.l’emozione, in Guercino, diventa così stile, ma non perde mai l’energia di un’esperienza umana e artistica vissuta con passione, nel cuore e nell’anima del barocco….
( per una biografia “storica” vi rimando al Web)


I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (quarta parte)

Krohg, Christian; “Albertine”, Kopenhagen, Statens Museum for Kunst.

QUI la prima parte, QUI la seconda parte, QUI la terza parte

Christian Krohg
norvegese 1852 – 1925

è un pittore norvegese molto famoso che si collegò con i pittori di Skagen che su incoraggiamento dell’artista Frits Thaulow visitò spesso
Ritornò a Skagen nel 1882-84 e nel 1888 ed influenzò altri artisti tra cui Anna e Michael Ancher
a me personalmente è molto simpatico, perchè fu anche scrittore, giornalista e naturalista, ebbe svariati interessi e nella sua pittura spesso affiorano
Christian Krohg è nato a Vestre Aker (ora Oslo), Norvegia, era uno dei cinque figli nati da Georg Anton Krohg e Sophie Amalia Holst e nipote di Christian Krohg (1777–1828) che aveva servito come ministro del governo. Suo padre era un impiegato statale, giornalista e scrittore. Sua madre morì quando lui aveva solo 8 anni e la sorella di suo padre si assunse la responsabilità della famiglia e dell’educazione dei bambini. Dal 1861 frequentò la Hartvig Nissen School
Suo padre gli aveva chiesto di intraprendere una carriera legale. Krohg ha studiato legge all’Università di Oslo (allora Christiania ) laureandosi. nel 1873, lo stesso anno in cui morì suo padre. Tra il 1869 e il 1870 aveva studiato anche alla scuola d’arte di Johan Fredrik Eckersberg a Lille Grensen a Christiania. Studiò anche in Germania, prima alla Baden School of Art di Karlsruhe sotto Hans Gude nel 1874. Si formò anche sotto Karl Gussow dal 1875. Ha seguito gli studi alla Königliche Akademie di Berlino dal 1875 al 1878.
Krohg lavorò a Parigi dal 1881 al 1882. Ispirato dalle idee dei realisti , scelse i motivi principalmente dalla vita di tutti i giorni, spesso i suoi lati più oscuri o socialmente inferiori. La prostituzione è il soggetto del suo dipinto Albertine , e

“Albertine”

Krohg ha anche scritto un romanzo sulla scena raffigurata. Il romanzo, Albertine , ha causato uno scandalo quando è stato pubblicato per la prima volta, ed è stato confiscato dalla polizia.
Lo stile di Krohg lo ha reso una figura di spicco nella transizione dal romanticismo al naturalismo .
Ci sono notevoli collezioni d’arte di Christian Krohg nel Museo Nazionale di Arte, Architettura e Design di Oslo e al Museo Skagens in Danimarca.

Thorvald Niss
danese 1842 – 1905

era un paesaggista danese che si interessò all’arte marina dopo essere diventato un membro dei pittori di Skagen
Nato ad Assens , era figlio di Niels Frederik Niss, un imbianchino, e di sua moglie Barbara Kirstine. Quando aveva 18 anni, divenne apprendista pittore a Copenaghen, dove cercò di sviluppare il suo talento artistico la sera. Dal 1861 frequentò la scuola serale presso la Royal Danish Academy e dal 1863 lavorò come decoratore presso la fabbrica di porcellane Royal Copenhagen . Alla fine degli anni ’70 del XIX secolo entrò in contatto con Otto Bache che lo invitò a lavorare nel suo studio dove conobbe le ultime tendenze della pittura francese. All’inizio degli anni ottanta dell’Ottocento era diventato un moderno paesaggista,paragonabile a Christian Zacho e Godfred Christensen
I tratti ampi e i colori forti che ha applicato ai suoi paesaggi autunnali e invernali gli hanno portato un ampio riconoscimento. Nel 1882, il suo Septemberdag i Jægersborg dyrehave gli valse una medaglia d’oro a Vienna e l’anno successivo un paesaggio invernale dei boschi di Folehaven fu acquistato dallo Statens Museum for Kunst , la galleria nazionale danese che gli conferì un più ampio riconoscimento. Grazie ad una borsa di viaggio, nel 1885 si recò in Italia e in Grecia, e nel 1889 a Parigi. Nel 1887, visitò Skagen dove divenne membro della colonia di artisti Lì dipinse il mare, adottando un nuovo approccio all’arte marina con il suo Morgengry (Daybreak) nel 1888 eStrandparti. Grenen nel 1889. Ha continuato a dipingere scene marine altrove,
in particolare del Mediterraneo. Negli anni ’90 dell’Ottocento usò sempre più l’acquaforte per le sue scene marine, alcune con sfumature simboliche.
Dopo aver sofferto per diversi anni di esaurimento nervoso, morì a Frederiksberg

Oscar Gustaf Björck
svedese 1860 – 1929

Nato a Stoccolma, dal 1877 al 1882, Björck fu uno studente di Edvard Perséus all’Accademia, nel 1883, Björck ottenne una borsa di studio di viaggio. Trascorse l’inverno 1883-84 a Parigi. L’inverno successivo, si recò a Monaco di Baviera dove dipinse alcuni ritratti, tra cui un dipinto a figura intera di sua moglie. Nella primavera del 1885 si trasferì a Venezia e, in autunno, a Roma dove dipinse il grande ritratto di Susanna ( Gothenburg Museum of Art )

e Romerska smeder (fabbri romani) ( Washington National Gallery of Art , Washington). Nel 1887, ha completato una serie di dipinti tra cui il Veneziansk saluhall (sala veneziana) ( Nationalmuseum of Sweden) e Lördagsmässa i Markuskyrkan (Messa del sabato nella chiesa di San Marco).
Björck fu incoraggiato ad andare a Skagen nel 1882 da PS Krøyer che aveva incontrato a Parigi e per il quale mostrò grande ammirazione. Si è subito affezionato alla comunità degli artisti lì, in particolare Michael Ancher , sua moglie Anna e Holger Drachmann . Non era solo il paesaggio di Skagen ad attrarlo, ma anche il calore e l’ospitalità degli artisti stessi. Björck trascorse lì diverse estati, completando alcuni dei suoi migliori dipinti sotto l’influenza di Krøyer e del movimento naturalista francese
Dopo soggiorni estivi a Skagen in Danimarca nel 1882, 1883 e 1884, si stabilì finalmente a Stoccolma nel 1888, dove si concentrò sui ritratti. Questi includono molti del re Oscar (tra cui uno al castello di Skokloster , un intero al castello di Drottningholm , uno con corona e mantello nel palazzo di Stoccolma e uno che è stato acquistato dall’imperatore tedesco.

Ha anche dipinto Prins Eugen vid staffliet ( Prince Eugen al cavalletto) (Nationamuseum, 1895); Il principe ereditario Gustaf (Palazzo di Stoccolma, 1900), La moglie dell’artista (a figura intera, 1891, Museo di Göteborg) e il barone Johan Nordenfalk den yngre [sv ] (Royal Academy, 1892). Inoltre, ha completato alcuni paesaggi, un paio di generi e vari dipinti decorativi.
I primi ritratti di Björck furono influenzati da Georg von Rosen e le sue immagini di Skagen riflettevano l’influenza degli artisti danesi, in particolare Peder Severin Krøyer . In molte delle sue opere caratteristiche, ha raffigurato la classe media svedese del suo tempo.

un brano msucale di Paul von Klenau  che ho rubato QUI da Claudio Capriolo

I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (terza parte)

Peder Severin Krøyer 

QUI la prima parte QUI la seconda parte

Peder Severin Krøyer
norvegese/danese1851 – 1909

Krøyer nacque a Stavanger, in Norvegia da Ellen Cecilie Gjesdal. Fu allevato dalla sorella di Gjesdal, Bertha Cecilie e dal cognato, lo zoologo danese Henrik Nikolai Krøyer, dopo che sua madre fu giudicata inadatta a prendersi cura di lui. Poco dopo Krøyer si trasferì a Copenaghen per vivere con i suoi genitori adottivi. Dopo aver iniziato la sua educazione artistica all’età di nove anni sotto tutela privata, si è iscritto all’Istituto Tecnico di Copenaghen l’anno successivo.
Il suo debutto ufficiale come pittore avvenne nel 1871 a Charlottenborg con il ritratto di un amico, il pittore Frans Schwartz. Ha esposto regolarmente a Charlottenborg per tutta la vita.
Nel 1874 Heinrich Hirschsprung acquistò il suo primo dipinto da Krøyer, stabilendo un mecenatismo di lunga data. La collezione d’arte di Hirschsprung costituisce la base del Museo Hirschsprung di Copenaghen.
Tra il 1877 e il 1881, Krøyer viaggiò molto in Europa, incontrando artisti, studiando arte e sviluppando le sue capacità e prospettive. Rimase a Parigi e studiò sottoLéon Bonnat, e senza dubbio subì l’influenza del contemporaneo impressionisti – Claude Monet, Alfred Sisley, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir e Édouard Manet
Nel 1882 tornò in Danimarca. Ha trascorso giugno-ottobre a Skagen, dipingendo temi della vita locale e rappresentazioni della comunità artistica locale. Continuerà a essere associato allo sviluppo della scena artistica e letteraria di Skagen. Altri artisti a Skagen includevano gli scrittori Holger Drachmann, Georg Brandes e Henrik Pontoppidan
Krøyer divideva il suo tempo tra case in affitto a Skagen durante l’estate, un appartamento invernale a Copenaghen dove lavorava ai suoi grandi ritratti commissionati, e viaggi fuori dal paese.
Durante un viaggio a Parigi nel 1888 incontrò Marie Martha Mathilde Triepcke, che aveva conosciuto a Copenaghen. Si innamorarono e, dopo una vorticosa storia d’amore, si sposarono il 23 luglio 1889 a casa dei suoi genitori in Germania. Marie Krøyer, che era anche una pittrice, fu associata alla comunità di Skagen e dopo il loro matrimonio fu spesso descritta nei dipinti di Krøyer. La coppia ebbe una figlia, una figlia di nome Vibeke, nata nel gennaio 1895. Divorziarono nel 1905 a seguito di una prolungata separazione.
La vista di Krøyer gli è venuta meno gradualmente negli ultimi dieci anni della sua vita fino a diventare completamente cieco. Sempre ottimista, ha dipinto quasi fino alla fine, nonostante gli ostacoli alla salute. In effetti, ha dipinto alcuni dei suoi ultimi capolavori mentre era mezzo cieco, scherzando sul fatto che la vista in un occhio funzionante era migliorata con la perdita dell’altro occhio.

Carl Locher
1851 – 1915

è stato sempre un po’ dimenticato sia dai critici, sia dalle mostre, soltanto negli ultimi anni ne è stta rivalutata l’arte e la bravura
nato a Flensburg nel Schleswig che era allora parte della Danimarca, fin da piccolo ha avuto un interesse per le navi e ha ricevuto la sua prima formazione da suo padre che ha dipinto ritratti di navi per vivere. Dopo la morte del padre, Carl ha continuato la sua attività per un breve periodo e continuò a diversi viaggi con navi della Royal Danish Navy . Colpito dalla grandezza del Oceano Atlantico , un viaggio alla Indie Occidentali danesi ha fatto una particolare impressione su di lui.
Anche prima di iniziare i suoi studi presso la Royal Danish Academy of Art nel 1872, è stato incoraggiato da Holger Drachmann di trascorrere un paio di mesi a Skagen
Ha completato rapidamente dipinti della spiaggia, alcune con barche da pesca o relitti.
Nel 1870, Locher ha proseguito i suoi studi a Parigi, ma ha visitato Skagen ogni volta che è tornato in Danimarca. Alla fine aveva una casa costruita là dove ha vissuto fino alla sua morte.
Come incisore Locher è stato considerato tra i migliori e più produttivo degli artisti danesi; nel 1892, ha dedicato la maggior parte del suo tempo all’arte dell’incisione, e viaggiò – con il sostegno dello Stato danese – a Berlino, dove divenne allievo dellì eccellente incisore in rame Hans Meyer .
Una raccolta completa delle sue stampe che si trova a Skagen Museum .
Supportato da parte dello Stato, ha aperto una scuola di incisione per artisti danesi a Copenaghen , dove ha insegnato fino al 1900.

Lauritz Regner Tuxen
danese 1810 – 1891

Re Cristiano IX di Danimarca con la famiglia

Lauritz Regner Tuxen è cresciuto a Copenhagen , in Danimarca. Era il figlio di Nicolai Elias Tuxen e Bertha Laura Giødvad . Suo padre era un ufficiale di marina e direttore del cantiere navale danese . La pittrice di nature morte e fiorista Nicoline Tuxen era sua sorella maggiore.
Dal 1868 al 1872 studiò alla Royal Danish Academy of Art insieme a Peder Severin Krøyer e ha studiato nello studio parigino di Léon Bonnat durante il 1875-1876 e di nuovo dal 1877-1878.
Visitò per la prima volta Skagen nel 1870, tornando in diverse occasioni. Negli anni 1880 e 1890 viaggiò molto dipingendo ritratti per le famiglie reali europee, tra cui Cristiano IX di Danimarca , la regina Vittoria e la famiglia reale russa
Laurits Tuxen divenne il primo direttore della scuola “Kunstnernes Frie Studieskoler” fondata a Copenaghen nel 1882, su iniziativa di un gruppo di studenti insoddisfatti della Royal Academy of Fine Arts e come reazione agli insegnamenti obsoleti dell’Accademia e e Peder Severin Krøyer uno dei suoi insegnanti.
Nel 1914 compì un viaggio di studio in Grecia per dipingere l’ingresso di Giorgio I di Grecia a Salonicco , per il castello cristiano. Realizza ritratti vivaci e ben caratterizzati, tra cui il suo autoritratto alla Galleria degli Uffizi a Firenze, e ritratti di PS Krøyer , al Museo di Belle Arti di Budapest. Ha anche realizzato ritratti in scultura, incluso un gruppo di ritratti di Krøyer e Michael Ancher . Tuxen ha continuato a dipingere una serie di paesaggi a Skagen e dintorni, ma ha anche completato una serie di dipinti della sua famiglia, degli amici e dei fiori del giardino.
Nel 1886 si sposò con Charlotte Pauline Ursule de Baisieux ,Nel 1901, dopo la morte della prima moglie, sposò Frederikke Kos Treschow
Successivamente ha acquistato la casa di Madam Bendsen a Skagen, , trasformandola in una maestosa residenza estiva.

I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (seconda parte)

QUI la prima parte
ed ora vediamo in dettaglio alcuni di loro cominciando da una donna e non a caso!

Anna Ancher
danese 1859-1935

Anna Kirstine Brøndum Ancher è nata a Skagen, era l’unica dei pittori di Skagen che era effettivamente nata e cresciuta a Skagen, dove suo padre possedeva il Brøndums Hotel dove si imcontravano tutti i pittori. Il talento artistico di Anna Ancher è diventato evidente in tenera età e ha fatto conoscenza con l’arte pittorica attraverso i numerosi artisti che si sono stabiliti per dipingere a Skagen, ha sviluppato molto presto il suo stile ed è stata una pioniera nell’osservare l’interazione di diversi colori alla luce naturale.
ha inoltre studiato disegno a Parigi presso l’atelier diPierre Puvis de Chavannes insieme a Marie Triepcke, che si sarebbe sposata Peder Severin Krøyer, un altro pittore di Skagen e nel 1880 sposò il collega pittore Michael Ancher, che incontrò a Skagen. Hanno avuto una figlia, la figlia Helga Ancher. Nonostante le pressioni della società affinché le donne sposate si dedicassero ai doveri domestici, ha continuato a dipingere dopo il matrimonio.
era considerata una delle grandi artiste pittoriche danesi in virtù delle sue capacità di pittrice e colorista di personaggi.
la sua arte ha trovato la sua espressione nella svolta moderna dell’arte nordica verso una rappresentazione più veritiera della realtà,
preferiva dipingere interni e temi semplici della vita quotidiana degli abitanti di Skagen, in particolare pescatori, donne e bambini. Era intensamente occupata nell’esplorazione della luce e del colore

Michael Ancher
danese 1849-1927

Michael Peter Ancher è nato a Rutsker sull’isola di Bornholm, trascorse un breve periodo presso la scuola d’arte di CV Nielsen come preliminare per entrare a far parte delLa Royal Danish Academy of Art di Copenhagen nel corso dell’anno. Sebbene abbia trascorso un po ‘di tempo all’accademia, se ne andò nel 1875 senza laurearsi.
Uno dei suoi compagni di studio era Karl Madsen che lo invitò a recarsi a Skagen dove incontrò e sposò Anna Ancher che lo introdusse al concetto naturalistico di riproduzione non decorata della realtà e dei suoi colori. Combinando la composizione pittorica della sua giovinezza con gli insegnamenti del naturalismo, Michael Ancher ha creato quella che è stata definita arte figurativa monumentale moderna

Viggo Johansen
danese 1851 – 1935

da ragazzo, Johansen aveva già un talento per il disegno che è stato riconosciuto da Wilhelm Marstrand . Ha studiato all’Accademia Reale Danese di Belle Arti dal 1868 al 1875, specializzandosi in pittura di figura, ma non ha superato l’esame di laurea.
si dice che a Skagen mostrasse lo stesso interesse per suonare Mozart al pianoforte dell’hotel o Gluck all’organo della chiesa come per la pittura. Sposò la cugina di Anna Ancher , Martha Møller nel 1880. Martha servì spesso come modella, ad esempio

fu associato per la prima volta ai pittori di Skagen nel 1875, incoraggiato dai suoi compagni studenti Karl Madsen e Michael Ancher
dal 1885 espone a Parigi; lì fu ispirato da Claude Monet , in particolare nel suo uso del colore
dopo il suo ritorno da Parigi, i suoi dipinti hanno assunto toni più chiari; aveva notato l’assenza del nero nelle opere degli artisti francesi e considerava le sue prime opere troppo oscure al confronto, tuttavia, Johansen è ricordato particolarmente per gli effetti di luce soffusa dei suoi interni, molti dei quali sono stati dipinti dopo la sua visita a Parigi

qui termina la seconda parte!! alla prossima
un brano msucale di Carl Nielsen che ho rubato QUI da Claudio Capriolo

I Pittori di Skagen o dell’arte scandinava (prima parte)

trovai diversi anni fa sul web, quando era ancora agli albori ( si usava Lycos per la ricerca) per caso la foto di un quadro che ritraeva un gruppo di amici a pranzo e la didascalia diceva “PS Krøyer : Hip, Hip, Evviva! -I pittori di Skagen”

“PS Krøyer : Hip, Hip, Evviva! -I pittori di Skagen”

e mi ha molto incuriosito perchè non sapevo dove fosse quella località e perchè il dipinto mi piaceva r èure il titolo, feci delle ricerche con una certa difficoltà sul web, ma mi aiutai anche con libri d’arte e trovai dei piccoli tesori nascosti ..
era il lontano 1994 e mi si apri un mondo che non conoscevo, non solo di pittori, ma anche di scrittori scandinavi, alcuni dei quali per fortuna tradotti in inglese, è stato per me un bel periodo perchè quella parte d’Europa mi era sconosciuta e poi un po’la girai e le soprese non finirono mai e ora grazie al Blog di Claudio Cpriolo scopro piano piano anche la muisca di quella zona e la cosa mi fa felice, lo scoprire cose nuove mi rende allegra! mia figlia mi dice “mammina cosa hai per le mani di nuovo?” e scoppia a ridere ormai riconosce la mia allegria da scoperta
dicevamo dunque I pittori di Skagen erano un gruppo di artisti scandinavi che si riunirono nel villaggio di Skagen , la parte più settentrionale della Danimarca , dalla fine del 1870 fino all’inizio del secolo
Skagen era una destinazione estiva la cui natura scenica, l’ambiente locale e la comunità sociale attiravano artisti del nord a dipingere en plein air , emulando gli impressionisti francesi, sebbene i membri della colonia di Skagen fossero anche influenzati da movimenti realisti come la scuola di Barbizon e si sono staccati dalle tradizioni piuttosto rigide dell’Accademia reale danese di belle arti e del Royal Swedish Academy of Arts , sposando le ultime tendenze che avevano appreso a Parigi
tra il gruppo c’erano Anna e Michael Ancher , Peder Severin Krøyer , Holger Drachmann , Karl Madsen , Laurits Tuxen , Marie Krøyer , Carl Locher , Viggo Johansen e Thorvald Niss dalla Danimarca, Oscar Björck e Johan Krouthén dalla Svezia, e Christian Krohg e Eilif Peterssen dalla Norvegia. Il gruppo si è riuniva regolarmente al Brøndums Inn

Skagen, nell’estremo nord dello Jutland , era la più grande comunità di pescatori in Danimarca, con più della metà della sua popolazione così impegnata, tra la gente del posto, i pescatori erano di gran lunga il soggetto più comune per i pittori di Skagen
le lunghe spiagge di Skagen sono state sfruttate nei paesaggi del gruppo; , uno dei più noti pittori di Skagen, è stato ispirato dalla luce della sera ” Blue hour “, che faceva sembrare l’acqua e il cielo fondersi otticamente. Questo è catturato in uno dei suoi dipinti più famosi, Summer Evening at Skagen Beach – The Artist and his Wife(1899).

Peder Severin Krøyer -Summer Evening at Skagen Beach – The Artist and his Wife(1899).

Sebbene i pittori avessero i propri stili individuali senza alcun obbligo di aderire a un approccio o manifestare comune, uno dei loro interessi comuni era dipingere scene delle proprie riunioni sociali, giocare a carte, celebrare o semplicemente mangiare insieme.
I pittori di Skagen iniziarono rapidamente a formare una comunità affiatata mentre le relazioni tra gli artisti e le giovani donne della zona crescevano. nel 1880, Michael Ancher sposò Anna Brøndum della pensione, Viggo Johansen sposò Martha Møller, cugina di Anna, e Karl Madsen sposò Helene Christensen, un’insegnante
la casa in cui si trasferirono gli Anchers nel 1884 divenne un punto focale per la colonia di artisti, soprattutto perché la coppia viveva lì tutto l’anno. quando la loro figlia Helga (la bambina in Hip, Hip, Hurray! ) morì nel 1964, lasciò la casa a una fondazione che presto la trasformò in un museo Johansens ebbe una famiglia numerosa tra il 1881 e il 1886: Ellen Henriette (figlia di Henriette, sorella di Martha, morta durante il parto), Lars, Fritz, Gerda e Bodil. Possono essere visti ballare intorno all’albero di Natale nel dipinto Buon Natale di Johansen .

Viggo Johansen – Buon Natale

Un’altra figura chiave a Skagen, PS Krøyer, sposò Marie Triepcke
dopo essersi innamorata di lei a Parigi nel 1888, figlia di un prospero ingegnere tedesco, si diceva che fosse la donna più bella di Copenaghen

Peder Severin Krøyer – Marie Triepcke

Tuttavia, con il passare degli anni, la salute di Krøyer iniziò a peggiorare e Marie era sempre più insoddisfatta del loro matrimonio. Il matrimonio si concluse infine con un divorzio nel 1905, quando Marie rimase incinta dopo una relazione con il compositore Hugo Alfvén che poi sposò. Krøyer morì a Skagen quattro anni dopo, apparentemente a causa di una malattia mentale.
nel 1901, dopo la morte della sua prima moglie Ursule, Laurits Tuxen sposò Frederikke Treschow, un norvegese, e poco dopo acquistò la casa di Madam Bendsen a Skagen dove prima Viggo e Martha Johansen e poi Marie e PS Krøyer avevano soggiornato negli anni 1880 e la trasformò in una maestosa residenza estiva.
Michael Ancher e Laurits Tuxen morirono nel 1927,Anna Ancher e Viggo Johansen nel 1935
Michael Ancher ha attirato l’attenzione sulle attrazioni della zona quando il suo Will He Round the Point? (1885)

Michael Ancher -Will He Round the Point? (1885)

fu acquistato dal re Cristiano IX . Sposò Anna Brøndum, l’unico membro del gruppo di Skagen, che divenne un’artista donna pioniera in un momento in cui alle donne non era permesso studiare alla Royal Academy di Danimarca. Oggi lo Skagens Museum , fondato nella sala da pranzo del Brøndum’s Hotel nell’ottobre 1908, ospita molte delle loro opere d’arte, circa 1.800 pezzi in totale. Molti dei dipinti sono stati digitalizzati nell’ambito di Google Art Project e sono accessibili online. Continuano ad essere organizzate mostre correlate; nel 2008, l’ Arken Museum of Modern Arta Copenhagen ha presentato “The Skagen Painters — In a New Light”, e nel 2013, il National Museum of Women in the Arts di Washington, DC ha presentato “A World Apart: Anna Ancher and the Skagen Art Colony”.
I principali pittori danesi includevano Karl Madsen, Laurits Tuxen, Marie Krøyer, Carl Locher, Viggo Johansen, Thorvald Niss e, in particolare, Anna e Michael Ancher e Peder Severin Krøyer. C’erano anche pittori dal resto della Scandinavia tra cui Oscar Björck e Johan Krouthén dalla Svezia e Christian Krohg e Eilif Peterssen dalla Norvegia. Gli incontri a Skagen non erano limitati ai pittori. Fanno parte del gruppo anche gli scrittori danesi Georg Brandes , Holger Drachmann e Henrik Pontoppidan e il compositore svedese Hugo Alfvén.
Uìun certo numero di altri artisti si unirono agli Skagen Painters per periodi più brevi. Dalla Danimarca Vilhelm Kyhn, Einar Hein e Frederik Lange, dalla Norvegia Frits Thaulow , Charles Lundh e Wilhelm Peters , dalla Svezia Wilhelm von Gegerfelt e Anna Palm de Rosa , dalla Germania Fritz Stoltenberg e Julius Runge , e dall’Inghilterra Adrian Stokes e il sua moglie di origine austriaca, Marianne Stokes, anche il compositore danese Carl Nielsen e sua moglie Anne Marie , una scultrice, trascorsero le estati a Skagen e alla fine acquistarono una casa estiva lì

qui termina la prima parte!! alla prossima
un brano msucale di Hugo Alfvén che ho rubato QUI da Claudio Capriolo

Hugo Alfvén (1º maggio 1872 - 8 maggio 1960): Aftonen (Sera)

Raoul Dufy o della luce e del colore

Raoul Dufy
francese 1877 – 1953

vidi al Museo di Arte Moderna di Troyes, vicino Parigi una sua mostra di circa 300 opere pochi anni fa e devo dire che ne fui affascinata, è un pittore i cui quadri non rendono nelle stampe e neppure nelle foto, hanno bisogno di essere visti dal vero per gustare a pieno la bellezza dei colori
pittore unico, uno del più incredibili di tutti i tempi per i suoi stupefacenti blu, verdi, gialli e violacei che sembrano riempire un tessuto,saturarlo, farne un’esplosione d’intensità
il colore risplende sempre nel suo lavoro, la luce si diffonde con una ricchezza, un calore, una vita, incomparabili, tutto è fresco, vivo, allegro come la primavera nella natura o la gioventù nella vita…
JEAN CASSOU..sovrintendente del “Musée National d’Art Moderne” nel 1953di lui così diceva:
” fu un mago e nello stesso tempo un creatore potente, innovatore ed audace che può essere annoverato fra i 4 o 5 artisti che hanno dato il via all’arte moderna …”
i suoi colori non sono tanto i colori della natura, sono i colori della “pittura”, i colori della sua tavolozza che diventano parole, che diventano racconti di luce, perchè il suo colore genera luc
pittore, scenografo e disegnatore francese, fu Influenzato dall’impressionismo di Boudin, si schierò più tardi tra i fauves, ma la sua formazione si svolse in modo irregolare avendo dovuto cominciare a lavorare già a quattordici anni.
l’apprendimento proseguì con insegnanti votati alla tradizione accademica e solo a ventidue anni si iscrisse alla École des Beaux-Arts di Parigi, grazie a una borsa di studio offerta dalla sua città.
nell’ambiente artistico incredibilmente stimolante della Parigi di quegli anni si avvicinò a due anziani patriarchi dell’impressionismo come Monet e Pissarro, ma finalmente nel 1905 lo scandalo dei Fauves gli rivelò una pittura moderna e congeniale, soprattutto in Matisse. Da allora la sua sigla elegantemente decorativa, quasi arabescata, si affermò con successo in una produzione assai vasta, dalla pittura alla grafica, dalle ceramiche ai tessuti, dalle illustrazioni alle scenografie
si libera così del naturalismo di tipo impressionista, ormai superato, e inizia a creare gli straordinari ghirigori dinamici di colore che diventeranno caratteristici della sua pittura, in una trasfigurazione originalissima del vero distillato in intreccio di movimenti guizzanti e senza peso.

potete trovqare QUI una sua buona biografia

Claudio Capriolo nel suo BLOG ha messo un bellissimo post con la musica di Igor’ Stravinskij (1882 - 1971): Double Canon (In Memoriam Raoul Dufy)

GRAZIEEEEE

Marie Bracquemond o del bisogno di libertà

Marie Bracquemond
francese 1840- 1916

era una Impressionista , che fu descritta retrospettivamente da Henri Focillon nel 1928 come uno dei “les trois grandes dames” dell’Impressionismo Berthe Morisot e Mary Cassatt. Lasua frequente omissione dai libri sugli artisti è talvolta attribuita agli sforzi di suo marito, Félix Bracquemond. Félix rispettava i talenti di sua moglie come artista, ma era in disaccordo con grande con il suo adattamento alle tecniche impressioniste, in particolare per il suo uso del colore.
È nata Marie Anne Caroline Quivoron ad Argenton-en-Landunvez, vicino a Brest, in Bretagna. Non godeva della stessa educazione o carriera delle altre famose impressioniste donne -Cassatt, Morisot, Gonzalès. Era la figlia di un matrimonio combinato infelice. Suo padre, un capitano di mare, è morto poco dopo la sua nascita. Sua madre Aline Hyacinthe Marie Pasquiou si risposò rapidamente con Émile Langlois, e da allora in poi condussero un’esistenza instabile, trasferendosi dalla Bretagna al Giura, in Svizzera e nel Limosino, prima di stabilirsi a Étampes, a sud di Parigi. Aveva una sorella, Louise, nata nel 1849 mentre la sua famiglia viveva vicino a Ussel (dipartimento Corrèze nel Limosino) nell’antica abbazia Notre-Dame de Bonnaigue.
Ha iniziato le lezioni di pittura nella sua adolescenza sotto la guida di M. Auguste Vassort, “un vecchio pittore che ora restaurava dipinti e dava lezioni alle giovani donne della città”. Ha progredito a tal punto che nel 1857 ha presentato al Salon un dipinto di sua madre, sorella e vecchia insegnante nello studio, che è stato accettato. Successivamente è stata presentata al pittore Ingres che la consigliò e la presentò a due dei suoi studenti, Flandrin e Signol. Come studentessa nello studio privato parigino di Ingres, scrisse che: “La severità di Monsieur Ingres mi spaventava … perché dubitava del coraggio e della perseveranza di una donna nel campo della pittura … Assegnava a loro solo la pittura di fiori, di frutti, di nature morte, di ritratti e discene di genere “. Il critico Philippe Burty l’ha definita “una delle allieve più intelligenti dello studio di Ingres”. In seguito lasciò lo studio di Ingres e iniziò a ricevere commissioni per il suo lavoro, tra cui uno dalla corte dell’Imperatrice Eugenia per un dipinto di Cervantes in prigione. Ciò evidentemente piacque, perché le fu poi chiesto dal conte de Nieuwerkerke, direttore generale dei musei francesi, di fare importanti copie al Louvre.
fu mentre copiava Old Masters al Louvre che fu vista da Félix Bracquemond che si innamorò di lei. Il suo amico, il critico Eugène Montrosier, organizzò un’incontro e da allora lei e Félix furono inseparabili, furono fidanzati per due anni prima di sposarsi il 5 agosto 1869, nonostante l’opposizione di sua madre.
Félix e Marie Bracquemond hanno lavorato insieme nello studio Haviland ad Auteuil dove suo marito era diventato direttore artistico. Ha progettato piatti per servizi da tavola ed eseguito grandi pannelli di piastrelle raffiguranti le Muse, che sono state mostrate all’Esposizione Universale del 1878.
Iniziò a far accettare regolarmente dipinti per il Salon dal 1864, gli sforzi del marito per insegnarle l’incisione furono solo un successo qualificato. Nondimeno ha prodotto nove incisioni che sono state mostrate alla seconda mostra della Society of Painter-Etchers alle Galeries Durand-Ruel nel 1890. Suo marito l’ha introdotta ai nuovi media e agli artisti che ammirava, così come i maestri più anziani come Chardin . Era particolarmente attratta dal pittore belga Alfred Stevens. Tra il 1887 e il 1890, sotto l’influenza degli impressionisti, lo stile di Bracquemond iniziò a cambiare. Le sue tele si ingrandirono e i suoi colori si intensificarono. Si trasferì fuori casa (parte di un movimento che divenne noto come plein air ) e, con disgusto del marito, Monet e Degas divennero i suoi mentori
Molte delle sue opere più famose sono state dipinte all’aperto, soprattutto nel suo giardino a Sèvres. Uno dei suoi ultimi dipinti è stato The Artist’s Son and Sister in the Garden a Sèvres . Bracquemond partecipò alle mostre impressioniste del 1879, 1880 e 1886.
Nel 1879 e nel 1880, alcuni dei suoi disegni furono pubblicati su La Vie Moderne . Nel 1881 espone cinque opere alla Dudley Gallery di Londra .
Nel 1886, Félix Bracquemond incontrò Gauguin tramite Sisley e portò a casa l’artista impoverito. Gauguin ha avuto un’influenza decisiva su Marie Bracquemond e, in particolare, le ha insegnato come preparare la sua tela per ottenere i toni intensi che ora desiderava a differenza di molti dei suoi contemporanei impressionisti, Bracquemond ha dedicato molti sforzi alla pianificazione dei suoi pezzi. Anche se molte delle sue opere hanno un’atmosfera spontanea, si è preparata in modo tradizionale attraverso schizzi e disegni
Sebbene sia stata messa in ombra dal suo famoso marito, il lavoro della solitaria Marie Bracquemond è considerato più vicino agli ideali dell’impressionismo. Secondo il loro figlio Pierre, Félix Bracquemond era spesso risentito con la moglie, rifiutando bruscamente la sua critica del suo lavoro e rifiutandosi di mostrare i suoi dipinti ai visitatori. Nel 1890, Marie Bracquemond, sfinita dai continui attriti domestici e scoraggiata dalla mancanza di interesse per il suo lavoro, abbandonò la sua pittura ad eccezione di poche opere private.
È rimasta una strenua difensore dell’Impressionismo per tutta la vita, anche quando non dipingeva attivamente. In difesa dello stile a uno dei tanti attacchi del marito alla sua arte, ha detto:

“L’impressionismo ha prodotto non solo un modo nuovo, ma anche on modo diverso do guardare le cose. È come se tutto in una volta una finestra si aprisse e il sole e l’aria entrassero nella tua casa a torrenti “.

Morì a Parigi il 17 gennaio 1916 ed è stata inclusa nella mostra del 2018 Women in Paris 1850-1900

Mary Cassat o delle donne

Mary Cassat
1844 – 1926

diciamo subito che Mary Cassat assieme a Berthe Morrisot hanno un posto speciale nei miei pensieri e nel mio cuore.e non solo perchè sono donne, ma perchè hanno cercato di interpretare con un tocco in piu’ quella che consideravano “importante”, infischiandosene spesso dei giudizi degli “uomini”
Mary, famosissima negli S.U.. in Europa e particolarmente in italia non è amatissima, è stata spesso liquidata come “quella che dipinge mamme e bambini” se non addirittura si parla di lei solo come l’amante di Degas
trovo invece che Mary, ( concordo pienamente con quanto dice Katia Ricci nel libro molto bello “Mary Cassatt – Da Pittsburgh a Parigi”) “…attraverso i suoi ritratti di bambini, sviluppi una sua particolare riflessione sull’infanzia che ne mette in evidenza la modernità. I “suoi” bambini reclamano una loro autonoma soggettività, espressa attraverso sguardi consapevoli e indagatori, mai leziosi…”
sì., ne sono ampiamene convinta. si legge in quei bimbi qualcosa che va oltre l’essere piacevoli. .arriva cioè fin dentro, il suo famoso quadro “Bambina in una poltrona blu” del 1878

Bambina in una poltrona blu

che Katia Ricci cita come esempio. è emblematio. ci mostra una bimba scomposta che cerca un suo spazio e che sembra non riuscire a trovarlo. forse una rappresentazione troppo avanti per quel tempo. il dipinto infatti fu rifiutato a diverse mostre e non ebbbe molta fortuna
.il tema della madre è legato a quello dei figli, dove gnuno ha una sua personalità, non c’è confusione di ruoli o di percezione, è il primo momento della relazione che poi ci porteremo dietro con gli anni
Mary dipinse spesso sua madre e la dipinse ntenta a lavori “non femmnili”, tipo leggere il giornale

la madre di Mary legge il giornale

quasi a volere dare alle donne anche una dimensione che superasse quella familiare, .in questo si differenzia da Berthe Morrisot, perchè cerca di andare oltre e di rappresentare donne come protagoniste della vita

Mary Cassat
di Francesca Santucci

Mary Cassatt, donna caparbia ed ostinata, intellettualmente curiosa, grande viaggiatrice, amica di Degas e di Mallarmè, fu una delle poche pittrici del movimento impressionista. Americana, figlia di un banchiere di Pittsburgh, nacque a Philadelphia nel 1844 e morì a Mesnil-Theribus nel 1926. Appassionata di pittura, arrivò a Parigi quando aveva trent’anni per studiare Arte e qui si unì agli Impressionisti, che fino ad allora tra le loro fila avevano annoverato una sola pittrice: Berthe Morisot. I suoi primi ritratti furono esposti al Salone ufficiale nel 1872 e nel 1874 conobbe Degas (che così commentò l’incontro: C’è qualcuno che la pensa come me) che le chiese di esporre il suo lavoro alla quarta mostra dell’Impressionismo, proposta che Mary accettò entusiasta. La Cassatt e Degas, di dieci anni più anziano di lei, legati da reciproca ammirazione, divennero subito amici intimi e, secondo i contemporanei, intrecciarono pure una relazione amorosa, anche se nessun cenno è arrivato del loro legame, tranne l’affermazione del pittore: Avrei potuto sposarla, ma non avrei mai potuto fare l’amore con lei.
In tutta la sua carriera la Cassatt dipinse esclusivamente l’universo femminile, eseguendo quadri familiari, con madri e nonni con figli e nipotini e, in linea con l’interesse dei pittori ottocenteschi, e soprattutto degli Impressionisti, che amarono ritrarre i bambini in modo spontaneo e naturale, fu anche una sensibile ritrattista di bambini. Nel quadro sono lievemente china sul ricamo, completamente assorbita dal lavoro. La pezza di seta si vede soltanto da sotto e le mie mani si scompongono in una serie di pennellate rapide-rosa carico, bianco, blu, grigiastro-Ora capisco che la pittura di Mary crea una sorta di memoria. Che mi abbiano conosciuto o meno, lei proporrà al mondo un mio ricorda. E mi raffigura come una donna che ha realizzato i suoi desideri. Chi così si esprimeva era il centro dell’ universo femminile pittorico di Mary, la sua modella preferita, la sorella e confidente Lydia, detta Liddy, maggiore di sette anni, nubile, segnata dal rimpianto di un amore perduto, morta a soli 45 anni per una malattia ai reni, ritratta anche sofferente. La vita delle due sorelle procedette insieme, fino alla fine Lydia posò per Mary, anche quando riusciva a malapena a camminare, e fu proprio con il ritratto di Lydia che beve il tè che Mary partecipò alla quarta esposizione degli impressionisti. Fisso le ombre intorno agli occhi della donna (i miei occhi) il colore pallido della sua bocca (la mia bocca), le labbra imbronciate. Capisco come Mary vede lei (me)…forse non quello che riconosce, ma quello che sa. Ha scoperto la mia malattia. E’ sempre Lydia che scrive, commentando il quadro che la ritrae fragile mentre lavora ad uncinetto, con la testa seminascosta da una cuffietta di pizzo bianco, espressione mirabile delle capacità artistiche della sorella che fino alla fine, anche nel quadro Lydia seduta al telaio, del 1881, cinque mesi prima della morte, seppe cogliere così intensamente i suoi diversi stati d’animo.
Mary Cassatt fu, naturalmente, influenzata dall’Impressionismo, eppure conservò sempre un suo stile personale, tanto che i quadri che la resero famosa all’epoca ancora oggi sono conosciuti in tutto il mondo

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

4000 Wu Otto

Drink the fuel!

quartopianosenzascensore

Dura tenersi gli amici, oggigiorno...

endorsum

X e il valore dell'incognita

Cucinando poesie

Per come fai il pane so qualcosa di te, per come non lo fai so molto di più. (Nahuél Ceró)

Nonsolocinema

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... ma senza prendersi troppo sul serio

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