la gonna a godet (quasi un gioco)

scampanate piroette
giravolte raffinate

una scollata camicetta cremisi
sandali di rossa vernice
da schiava romana a villa Panfili

racconti estasiata di notti infuocate
di amplessi furtivi a dir poco esaustivi
di un giro di valzer col piede sbagliato

d’oro e D’argento, corallo e turchese
ma certo soltanto per pagarci le spese.
la macchina a nolo, il cappello con falda
la faccia dipinta che un poco si squaglia

che vita mondana per quella sottana!!

divertissment un peu fous (fantasmi rotondi, quadrati)

Fantasmi rotondi, quadrati
sorvolano indifferenti
la mia bocca
volando rasenti,
ma distanti
vogliono giocare
con le mie labbra,
potrei addentarli facilmente
ma non voglio
sciogliere quelle delizie
rimando il piacere
al far della sera
quando ad uno ad uno
li spoglierò
delle loro vesti multicolori
li assaggerò con gusto
e li divorerò
leccandomi le dita
per non perdere
l’ultima briciola
di fondente delizia…

“Matilde, deciditi,
la vuoi aprire o no
quella scatola di cioccolatini ?”

divertissment un peu fous (Ne sento l’aroma che non c’è)

Ne sento l’aroma che non c’è,
ad occhi chiusi
nel tentativo vano
di spegnere la sveglia
con mano vagante alla sua ricerca.
Ne sento l’aroma che non c’è,
lavando faccia e i denti
senza sbirciare lo specchio
ogni mattina piu’ veritiero.

Ne sento l’aroma che non c’è,
chiamando la prima volta mia figlia,
sorda ad ogni voce.
Mi assale prepotente
il desiderio di lui
mentre avvito la moka
e accendo il gas.

Il desiderio diventa urgenza
chiamando la seconda volta mia figlia,
sempre piu’ sorda ad ogni voce.

Il fischio !
il fischio !!!!…

Sta salendo
sta venendo in superficie,
nero bollente amaro.

Il suo aroma si sparge
per l’aria qual
essenza preziosa.

Con cura lo verso
nella calda bianca tazzina
che avvicino alla bocca
aperta ad un voluttuoso sorriso.

Un sorso
e poi un altro
e un altro ancora,
scalda il corpo, il cuore, l’anima.

Il sapore amaro, forte
resta per lungo tempo
fino al prossimo amplesso
tra un liquido chiamato caffè
e la mia bocca.

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

4000 Wu Otto

Drink the fuel!

quartopianosenzascensore

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Per come fai il pane so qualcosa di te, per come non lo fai so molto di più. (Nahuél Ceró)

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