George Braque tra impressionismo, fauvismo e cubismo

Georges Braque
francese 1882 – 1963

Georges Braque nasce ad Argenteuil-sur-Seine il 13 maggio 1882. Passa la gioventù a Le Havre e frequenta alla sera l’Ecole des Beaux-Arts dal 1897 al 1899. Si trasferisce quindi a Parigi dove studia privatamente con un maestro decoratore ed ottiene il diploma di artigiano nel 1901. Dal 1902 al 1904 dipinge all’Académie Humbert di Parigi, dove incontra Marie Laurencin e Francis Picabia.
Conclusa la fase impressionista, dal 1906 Braque aderisce al fauvismo; dopo un’estate ad Anversa con Othon Friesz, l’anno successivo espone le sue opere fauve al Salon des Indépendants di Parigi. La sua prima personale si tiene a Parigi nel 1908, alla galleria di D-H Kahnweiler. Dal 1909 Braque e Pablo Picasso sviluppano il cubismo e nel 1911 le opere dei due artisti si presentano estremamente simili. Nel 1912 iniziano a inserire nei loro dipinti elementi di collage e sperimentano la tecnica del papier collé. La loro collaborazione artistica dura fino al 1914. Ferito nella prima guerra mondiale, Braque stringe amicizia con Juan Gris dopo la convalescenza, nel 1917.
Dopo la prima guerra mondiale la sua opera diviene più libera e più schematica. La sua fama cresce notevolmente nel 1922, in seguito a un’importante mostra al Salon d’Automne di Parigi. Verso la metà degli anni ’20, Braque cura la scenografia di due balletti di Sergei Diaghilev. Alla fine del decennio si riaccosta a una più realistica interpretazione della natura, sebbene alcuni aspetti del cubismo siano destinati a restare sempre presenti nella sua opera. Nel 1931 Braque esegue le sue prime sculture in gesso e affronta temi della mitologia. La sua prima importante retrospettiva si tiene nel 1933 alla Kunsthalle Basel. Nel 1937 ottiene il primo premio al Carnegie International di Pittsburg.
Braque trascorre a Parigi gli anni della seconda guerra mondiale. I suoi dipinti di quel periodo, per gran parte nature morte e interni d’ambiente, hanno toni più cupi. Oltre a dipingere, Braque esegue litografie, incisioni e sculture. Dalla fine degli anni ’40 si dedica a temi ricorrenti, quali uccelli, ateliers, paesaggi e marine. Nei suoi ultimi anni le precarie condizioni di salute gli impediscono di accettare altre grandi commissioni, anche se continua a dedicarsi alla pittura, alla litografia, e al disegno di gioielli. Muore a Parigi il 31 agosto 1963.

Olive Tree vicino all’Estaque

questo dipinto è un esempio del lavoro di Georges Braque all’interno del movimento fauvista, che è arrivato abbastanza presto nella sua carriera. La maggior parte dei suoi dipinti fauvistierano paesaggi, o paesaggi urbani. Ha catturato porti locali e piccole città, nonché campagne più aperte. Questo pezzo, Olive Tree vicino all’Estaque, è quindi leggermente diverso in quanto focalizza i nostri occhi su un singolo albero in primo piano. A destra si vede una piccola sezione di una casa e centralmente possiamo guardare in lontananza. La combinazione di colori colpisce subito, i toni accesi dominano ogni parte della tela e questo è tipico del mondo audace dei fauvisti. L’olivo stesso si inclina da sinistra, suggerendo anni di sviluppo al mutare delle stagioni e delle condizioni. Il tronco è prevalentemente rosso e rosa, con fogliame poi creato utilizzando tocchi di verde. Questo può non sembrare particolarmente insolito, ma la luminosità non diminuisce, ovunque nella scena.
Il fondo è di un colore dorato, mentre il cielo è di un verde chiaro che ricorda i toni del fogliame dell’albero. Tuttavia, le linee scure vengono utilizzate allo scopo di creare la forma. Definiscono i bordi del tronco e dei rami, nonché i confini della casa e definiscono anche tutti gli alberi più lontani sullo sfondo. Braque ha trovato la campagna come fonte di ispirazione per il suo lavoro e ha trovato ogni sorta di luoghi diversi da cui produrre il lavoro. L’Estaque , a sua volta, è presente in molte occasioni nel suo lavoro fauvista e anche in seguito avrebbe prodotto anche dipinti in stile più cubista di questa regione. Alla fine è passato alla pittura di nature morte, invece, per come poteva facilmente manipolare il contenuto e anche vederlo da diverse angolazioni con poco sforzo.

Raoul Dufy o della luce e del colore

Raoul Dufy
francese 1877 – 1953

vidi al Museo di Arte Moderna di Troyes, vicino Parigi una sua mostra di circa 300 opere pochi anni fa e devo dire che ne fui affascinata, è un pittore i cui quadri non rendono nelle stampe e neppure nelle foto, hanno bisogno di essere visti dal vero per gustare a pieno la bellezza dei colori
pittore unico, uno del più incredibili di tutti i tempi per i suoi stupefacenti blu, verdi, gialli e violacei che sembrano riempire un tessuto,saturarlo, farne un’esplosione d’intensità
il colore risplende sempre nel suo lavoro, la luce si diffonde con una ricchezza, un calore, una vita, incomparabili, tutto è fresco, vivo, allegro come la primavera nella natura o la gioventù nella vita…
JEAN CASSOU..sovrintendente del “Musée National d’Art Moderne” nel 1953di lui così diceva:
” fu un mago e nello stesso tempo un creatore potente, innovatore ed audace che può essere annoverato fra i 4 o 5 artisti che hanno dato il via all’arte moderna …”
i suoi colori non sono tanto i colori della natura, sono i colori della “pittura”, i colori della sua tavolozza che diventano parole, che diventano racconti di luce, perchè il suo colore genera luc
pittore, scenografo e disegnatore francese, fu Influenzato dall’impressionismo di Boudin, si schierò più tardi tra i fauves, ma la sua formazione si svolse in modo irregolare avendo dovuto cominciare a lavorare già a quattordici anni.
l’apprendimento proseguì con insegnanti votati alla tradizione accademica e solo a ventidue anni si iscrisse alla École des Beaux-Arts di Parigi, grazie a una borsa di studio offerta dalla sua città.
nell’ambiente artistico incredibilmente stimolante della Parigi di quegli anni si avvicinò a due anziani patriarchi dell’impressionismo come Monet e Pissarro, ma finalmente nel 1905 lo scandalo dei Fauves gli rivelò una pittura moderna e congeniale, soprattutto in Matisse. Da allora la sua sigla elegantemente decorativa, quasi arabescata, si affermò con successo in una produzione assai vasta, dalla pittura alla grafica, dalle ceramiche ai tessuti, dalle illustrazioni alle scenografie
si libera così del naturalismo di tipo impressionista, ormai superato, e inizia a creare gli straordinari ghirigori dinamici di colore che diventeranno caratteristici della sua pittura, in una trasfigurazione originalissima del vero distillato in intreccio di movimenti guizzanti e senza peso.

potete trovqare QUI una sua buona biografia

Claudio Capriolo nel suo BLOG ha messo un bellissimo post con la musica di Igor’ Stravinskij (1882 - 1971): Double Canon (In Memoriam Raoul Dufy)

GRAZIEEEEE