da mia figlia a sua figlia!

questa è una lettera che mia figlia ha scritto a sua figlia il 30 di dicembre il giorno del suo quinto compleanno, e giorno in cui ha voluto anche tagliare un p0′ i suoi lunghissimi capelli (come ha la sua mamma) e farsi la frangietta, mi ha commosso ed emozionato e fatto capire come essere madri e figli non è poi così complicato se si riesce a volersi bene e a comunicare!

la mia bambina si è tagliata i capelli.

ci siamo conosciute molto in questo anno, abbiamo messo allo scoperto i nostri punti deboli, abbiamo avuto paura, ci siamo trovate spesso insicure ma ci siamo sentite anche molto libere – anche di amare gli hanson e suonare air piano ovunque – ma sopra ogni cosa ci siamo aiutate.

tu me e io te.

hai conosciuto la solitudine e l’hai ricercata a volte per sentirti più sicura. hai conosciuto la ‘dottoressa delle paure’ che ti aiuta a affrontarle e fartele amiche, proprio come fa con me!
hai conosciuto una scuola nuova, tate nuove e amici nuovi, hai capito che cosa vuol dire affezionarsi a qualcuno e avere paura di perderlo.
credo che sperimentare la fregola che ti regala l’entusiasmo del sentirti sicura e ascoltata sia stata però la tua scoperta più importante di questi mesi lunghi e duri.

stai imparando che la diversità è un valore e che il cambiamento non deve fare paura. sono convinta che tu lo stia trasmettendo anche a me e papà!

sei forte bubi!

la mia bambina si è tagliata i capelli e io non sono mai stata così felice!

buon compleanno amore mio!

memories: mamm’azza!!! ****

Aqaba – agosto – ore 5 – di un mattino qualsiasi
matilde e wi (madre e figlia)
****mamm’azza simpatico nomignolo con cui mi chiama mia figlia ahahahha che sarebbe la contrazione di mamma mi ammazza ( di baci, parole, pensieri)

** mamm’azza perché sei alzata? sono solo le 5

— e tu perché sei qui?

** avevo sete

— io non avevo sete, sto mettendo alcune cose nel borsone, vado al Wadi

** perché non l’hai detto ieri sera?

— di solito non interessa a nessuno quando vado

**hai fatto male io sarei venuta

— ??? ma va

** ecco come sei, sempre svincolata cazzo, e fai quello che ti pare, non te ne
frega una mazza se io volevo venire o no

— wi.. quante volte sono stata al wadi?

** tante

— quante volte mi hai detto: -e basta diventi monotona

**tante

— nam shu beddek? (e adesso cosa vuoi)

** ma beddi walesci, ana beddy ru bas (non voglio niente, voglio solo venire)

— vuoi venire, vuoi venire e la motivazione?

** non me l’hai chiesto per quello voglio venire

— comincio a non seguirti

** e ci credo!! tu non segui, vai sempre avanti, tutte le volte che vai dici
sempre a tutti:- nessuno viene?- con due occhi che dicono “state a casa!!”
adesso che non l’hai chiesto, forse vuoi sul serio che qualcuno venga e
vengo io

— ………………………………………………………………….

** ma cosa c’è mamma al wadi che non puoi trovare qui, che noi non
possiamo darti

— c’è il mio silenzio, ci sono le mie parole, c’è la sabbia rossa
** ………………………………………………………..

— ci sei tu nascosta dietro la tenda che giochi con i sassi, ci sono i tuoi
abbracci, i tuoi baci, ci sono gli occhi del nonno.

**posso venire? devo riprendermi tutto!! o almeno dividerlo con te

— prendi lo zaino, il sacco a pelo l’hatta e due caftan… vuoi una tazza di caffè?

Rebus Sic Stantibus

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