cerco il fuoco della terra

non danzo sulle mie carte
come un derviscio

cerco il fuoco della terra
quello del cielo
lo lascio a Prometeo,
nessun prodigio dell’invisibile
nè vittima sacra
non vesto il cilicio dei profeti,

fanciullezza, rivoluzione, follia,
a disgregare l’orologio della ragione
a ingoiare giudizi prima della mia nascita,
a spezzare eredità di parole,
voce, reiterata voce a me migrante.

indossi la veste regale di Morfeo

frutto maturo e aspro del tempo
rosso scarlatto dei vicoli segreti
dove germoglia il seme dei pensieri
mutanti in bianchi opachi senza neve

indossi la veste regale di
Morfeo, agrimensore di deserti,
di terre bruciate dai desideri

sorridi a grappoli d’oro
di abiti ricamati con ciprie di seta
mi accarezzi le ciglia socchiuse
e allenti il respiro affannoso

(fantasmi del giorno spalancano
porte di velo leggero
al fluire inesauribile del buio)

aquiloni

“Matilde allenta il filo, sei troppo rigida, rilassa la mano, fa che diventi una cosa sola col filo , ecco così, sì, ancora piu’ dolcemente, brava, ce l’hai fatta!!”
Sento le parole di mio padre nelle orecchie, dolci, carezzevoli,
è il mio primo aquilone, un magico sgangherato aquilone giallo con le code verdi, stenta ad alzarsi, troppa colla e i bastoncini pesanti
ma una folata di vento improvvisa gli ha dato la forza per levarsi, tentennante, leggermente zizzagante, buffo e incerto, ma desideroso di prendere il volo
il mio naso è proteso all’insu’
i miei occhi aperti e meravigliati che quel coso informe davvero si alzi
una felicità grande spontanea assolutamente mia
un desiderio di esprimere la mia gioia
abbandono il filo e batto le mani saltellando.
ma l’aquilone libero fugge lontano sempre piu’ in alto, sempre di piu’
verso il sole, un puntino
e le mie lacrime che scendono senza il mio permesso adagio
i singhiozzi silenziosi, il tirar su col naso e poi un pianto dirotto forte
e le braccia di mio padre, che mi accolgono tenere al caldo, coccolandomi
“Matilde ne costruiremo un altro, gli aquiloni sono fatti per volare via, non puoi trattenerli, sono come le gioie, i sorrisi, a volte non puoi trattenerli, vanno lontano, ma poi altri ne verranno”
i miei pensieri sono spesso aquiloni
volano liberi nell’aria lontano e non riesco piu’ a raggiungerli, scompaiono
ma altri ne ritornano, altri scompaiono

gli aquiloni, il volo verso il sole
verso l’orizzonte, verso l’infinito
vorrei farmi aquilone e provare l’ebrezza del volo libero, del perdermi nel cielo

pensieri senza capo nè coda in una notte lunga senza sonno, ma con tanti sogni

andar per frattali (i miei)

ho sempre amato da quando li ho incontrati i “frattali” e ne ho studiato a lungo le formule,
ai tempi del dos c’era un programma che permetteva di sviluppare le formule o meglio gli algoritmi per realizzare immagini di frattali

ma cosa sono esattamente i frattali?

prima di tutto dovremmo dire che i “frattali ” sono “oggetti” e sono nel contempo anche “forme geometriche” come i trinagoli, i quadrati ecc. che hanno però proprietà diverse e dove trovano applicazione i “frattali”? verrebbe subito da dire nella “realtà” , una realtà che non è solo ordine, ma anche disordine e caos per dirla con Benoit Mandelbrot
“……….Perchè la geometria viene spesso definita fredda e arida? Uno dei motivi è la sua incapacità di descrivere la forma di una nuvola, di una montagna, di una linea costiera, di un albero. Osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono cerchi, ma sono degli oggetti geometricamente molto complessi…”” ed è a questa realtà che i frattali fanno riferimento, una definizione molto tecnica direbbe:


I frattali sono esempi di insiemi di dimensione non intera.o figure geometriche in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta.

Questo significa che ingrandendo la figura si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli. Contrariamente a qualsiasi altra figura geometrica un frattale invece di perdere dettagli quando è ingrandito, si arricchisce di nuovi particolari.

Il termine frattale fu coniato da Mandelbrot e ha origine nel termine latino fractus, poichè la dimensione di un frattale non è intera, come si diceva sopra…
non credo sia il caso di addentrarci in una disquisizione matematica, ma i frattali vengono “costruiti” attraverso “formule matematiche”

io ho cominciato ad conoscere vagamente i Frattali a scuola , quando un professore di matematica molto “suonato” mi ha affascinato con un approccio diverso ad una realtà matematica altamente creativa, anche i numeri possono essere “affascinanti”,

nel 1980, con gli approfondimenti di B. Mandelbrot al centro “T. J. Watson” della IBM e l’uscita del suo libro: (“The fractal geometry of Nature” è del 1982) si è sviluppata la “geometria frattale” e con l’avvento del computer e ancora ai tempi del DOS (mio grande amore!!), era possibile reperire un programmino di nome Fractint col quale era possibile “visualizzare” graficamente le formule matematiche dei frattali, era cioè un generatore di frattali

da allora molti passi avanti sono stati fatti, ora sono in commercio anche FREE molti programmi che hanno già al loro interno le formule matematiche e che quindi generano frattali che poi l’utente può modificare o almeno modificare in parte vedi : colori, dimenzioni, profondità, ricorsività, ma che sono molto spesso uguali fra loro e anche i frattali che si trovano in internet ottenuti con questi programmo ormai “automatici” sono molto simili, perchè le formule che vengono porposte sono sempre le stesse

esiste un programmino che si chiama:FRACTAL EXPLORER che forse rappresenta una via di mezzo fra la formula statica e preconfezionata e la possibilità di costruzione attraverso un editor di formule autonome e originali

io uso ancora delle vecchie formule del tempo del dos, che immetto nell’editor di Fractal Explorer, perchè non mi piace che i miei frattali assomiglino a tutti quelli che viaggiano su internet, mi piace conservare una originalità di fondo!! :)))) quindi di seguito metterò la raccolta di alcuni miei frattatli, le formule sono sempre mie

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

4000 Wu Otto

Drink the fuel!

quartopianosenzascensore

Dura tenersi gli amici, oggigiorno...

endorsum

X e il valore dell'incognita

Cucinando poesie

Per come fai il pane so qualcosa di te, per come non lo fai so molto di più. (Nahuél Ceró)

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... ma senza prendersi troppo sul serio

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