il Guercino o della ‘macchia guercinesca’

Guercino (Giovanni Francesco Barbieri)
italiano (1591 – 1666)

J. W. Goethe dal ” Viaggio in Italia” dice di lui: “””Il Guercino è un pittore intimamente probo, virilmente sano, senza rozzezze; le sue opere si distinguono anzi per gentile grazia morale, per tranquilla e libera grandiosità, e per un che di particolare che consente, all’occhio appena esercitato, di riconoscerle al primo sguardo. La levità, la purezza e la perfezione del suo pennello sono stupefacenti. Per i panneggi usa colori particolarmente belli, con mezze tinte bruno-rossicce, assai ben armonizzanti con l’azzurro che pure predilige. “””

anche se non rispecchia a pieno il modo di far pittura che prediligo, lo amo molto di modesta famiglia, Giovanni Francesco prese il nome di Guercino a causa di uno strabismo congenito. Avendo mostrato sin da bambino una particolare talento per il disegno, fu mandato dal padre a imparare il mestiere a Bastia e poi a Bologna, dove poté studiare le opere dei Carracci. La sua prima maniera tradisce un naturalismo libero da accademismi e caratterizzato da una forte impronta luministica (quella che diverrà poi la famosa ‘macchia guercinesca’) , infatti la sua più importante invenzione, la “macchia guercinesca”, è una tecnica pittorica in base alla quale si giustappongono “macchie” molto uniformi di colori in modo armonico ed equilibrato, ce ne dà un saggio nel “Paesaggio al chiaro di luna”,

e ce ne accorgiamo se osserviamo il modo in cui vengono stesi i colori della campagna, è una pittura nuova, fatta di atmosfere incantevoli e suggestivi chiaroscuri, e il “Paesaggio al chiaro di luna” è anche uno dei primi esempi della pittura di paesaggio, che diventerà una delle principali forme d’arte del Seicento, con moltissimi autori, anche di elevato livello, che si cimenteranno nel rappresentare idilliache campagne, boschi frondosi attraversati da fiumi e ruscelli, borghi marinari, scorci di paesi e città Lo stile pittorico del Guercino, già all’inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall’alto ed espletando la sua sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscuri.
le premesse, lo sviluppo e gli esiti della ricerca figurativa del Guercino, sono affascinanti, nel corso dei primi decenni del Seicento, la sua formazione segue un itinerario oserei dire bizzaro…
sostanzialmente da autodidatta, attraverso le novità della pittura bolognese orecchiate dalla provincia, i resti scintillanti delle collezioni estensi sbirciati a Ferrara, e i ricordi dorati del Correggio “parmense”, i successi conseguiti dai primi,personalissimi saggi di un’autonoma libertà di espressione sono il preludio per un decisivo soggiorno a Roma, compiuto intorno ai trent’anni (1621-23), e poi per una carriera di alto livello passata nello studio paziente e personalissimo di un’espressione formale compiutamente classica e assolutamente cristallina..

Guercino diventa uno dei pittori più celebri del suo tempo: eppure, o per “vezzo” o forse per un’effettiva modestia nel suo modo di essere continua a risiedere nella piccola città natale di Cento dove crea una minuscola ma attiva scuola che si propaga anche in altri centri emiliano-romagnoli….
solo nel 1642, dopo la morte del presunto “rivale” Guido Reni, superati i cinquant’anni,decide di trasferirsi a Bologna per l’ultima fase della sua attività….

la sua è una posizione defilato ma presente, è forse il più giovane della sua generazione ed è anche consapevole della propria indipendenza, .ma nello stesso tempo sa di appartenere a una tradizione artistica ben precisa
segue tutte le fasi fondamentali dell’arte barocca: il recupero della tradizione cinquecentesca dei veneti e di Correggio, l’esplosione di Caravaggio, gli sviluppi in chiave accademica
dell’eclettismo dei bolognesi, il richiamo di un classicismo idealizzato, insomma tutto quello che si racchiude nel barocco
un continuo gioco di slanci e di frenate, di avanguardie e di reazioni che sembrano opporsi in modo incomprensibile, così come a una prima occhiata può apparire insanabile la frattura fra le opere giovanili del Guercino anteriori al viaggio a Roma, e la sua produzione successiva

i biografi antichi e gli studiosi della prima metà del nostro secolo hanno ripetutamente insistito sulle diverse “maniere” del pittore di Cento, dividendo la sua attività in tre periodi.
nel 1920 Matteo Marangoni al quale va comunque attribuito il merito della profonda riscoperta del Guercino ha intitolato un lungo articolo II “vero” Guercino,
per rimarcare lo stacco netto tra il naturalismo spontaneo e vivace delle prime tele e la raffreddata, idealistica eleganza classica dei dipinti posteriori al viaggio a Roma.

tuttavia e non solo a mio giudizio,ma alla luce degli studi successivi, e soprattutto del rapporto fra Guercino e la cultura artistica del Settecento, queste contraddizioni risultano però solo apparenti: tutta l’arte del Guercino è “vera”, vissuta con intensità e partecipazione….
certo, la libera foga chiaroscurale e dinamica della giovinezza si trasforma in un’espressione più calibrata, forse letteraria scandita sul metro di nobili riferimenti classici, fino all’assimilazione del linguaggio colto e rarefatto di Guido Reni
.l’emozione, in Guercino, diventa così stile, ma non perde mai l’energia di un’esperienza umana e artistica vissuta con passione, nel cuore e nell’anima del barocco….
( per una biografia “storica” vi rimando al Web)


Cucinando poesie

Per come fai il pane so qualcosa di te, per come non lo fai so molto di più. (Nahuél Ceró)

L'Occhio Del Cane

Diario Cinico Di Un Vecchio Randagio

Roberto Rizzo

Oltre la velocità della Luce,lo spazio dell'Universo,l'infinitamente Piccolo... Oltre tutto... solo il Pensiero.

London SE4

blog di arte, cultura e tutto quello che (mi) capita a Londra

Fravikings

Racconti di viaggio. Parliamo di città, borghi, natura, lago, montagna, mare, architettura, arte. Travel e Italia sono i miei hashtag.

nondefinitivo

Under Construction

Melina Scalise

Spazio Tadini - giornalista, psicologa

@didiluce photo blog

"Chi evita l'errore elude la vita." C. G. Jung

Mădălina lu' Cafanu

stay calm within the chaos

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito