di me in pochi versi SILLOGE

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La mia libertà ha il colore
del pane e del sale.

Ho visto i faggi alti
con la corteccia d’argento pallida.
Tutte le cose si sbriciolano, fra le loro radici.

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a meraviglia aperti
i tuoi occhi di vento

riflettono i colori
di zenzero e cannella
di menta e eucalipto
rubati sulla spiaggia di Tangeri.

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tu solo puoi aggiungere
cio che desideri al mio tempo
e cancellare ciò che non vuoi

la mia storia scorre nelle tue mani
e straripa dal tuo palmo

amarti troppo è peccato?

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Sei a cena, lo so
con amici, con estranei,
vorrei essere lì
e stringerti la mano sotto il tavolo,

da dolce pensiero
sei diventato dolore violento.

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non dire che il tuo amore
era un anello o un braccialetto,
il tuo amore era un assedio
era audace e testardo,

non era luce di luna
era esplosione di fuoco

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tramontano i riflessi del sole
su gialle acque
che come specchio prezioso
ne trattengono con gioia
gli ultimi battiti.

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percezione differente

paradossale riflesso
di metafore, anafore, similitudini
di figure retoriche
prestate al quotidiano

percezione differente
di un modo identico
di messa in scena
di passato e presente

il dettaglio della scrittura
frantuma il cannocchiale
della nostalgia

rincorre gli anni
della ricordanza
a fare la ruota sulla spiaggia
le gambe e le braccia
aperte, abbandonate,

a trattenere gli ultimi raggi
di un tramonto improbabile
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