Mary Cassat o delle donne

Mary Cassat
1844 – 1926

diciamo subito che Mary Cassat assieme a Berthe Morrisot hanno un posto speciale nei miei pensieri e nel mio cuore.e non solo perchè sono donne, ma perchè hanno cercato di interpretare con un tocco in piu’ quella che consideravano “importante”, infischiandosene spesso dei giudizi degli “uomini”
Mary, famosissima negli S.U.. in Europa e particolarmente in italia non è amatissima, è stata spesso liquidata come “quella che dipinge mamme e bambini” se non addirittura si parla di lei solo come l’amante di Degas
trovo invece che Mary, ( concordo pienamente con quanto dice Katia Ricci nel libro molto bello “Mary Cassatt – Da Pittsburgh a Parigi”) “…attraverso i suoi ritratti di bambini, sviluppi una sua particolare riflessione sull’infanzia che ne mette in evidenza la modernità. I “suoi” bambini reclamano una loro autonoma soggettività, espressa attraverso sguardi consapevoli e indagatori, mai leziosi…”
sì., ne sono ampiamene convinta. si legge in quei bimbi qualcosa che va oltre l’essere piacevoli. .arriva cioè fin dentro, il suo famoso quadro “Bambina in una poltrona blu” del 1878

Bambina in una poltrona blu

che Katia Ricci cita come esempio. è emblematio. ci mostra una bimba scomposta che cerca un suo spazio e che sembra non riuscire a trovarlo. forse una rappresentazione troppo avanti per quel tempo. il dipinto infatti fu rifiutato a diverse mostre e non ebbbe molta fortuna
.il tema della madre è legato a quello dei figli, dove gnuno ha una sua personalità, non c’è confusione di ruoli o di percezione, è il primo momento della relazione che poi ci porteremo dietro con gli anni
Mary dipinse spesso sua madre e la dipinse ntenta a lavori “non femmnili”, tipo leggere il giornale

la madre di Mary legge il giornale

quasi a volere dare alle donne anche una dimensione che superasse quella familiare, .in questo si differenzia da Berthe Morrisot, perchè cerca di andare oltre e di rappresentare donne come protagoniste della vita

Mary Cassat
di Francesca Santucci

Mary Cassatt, donna caparbia ed ostinata, intellettualmente curiosa, grande viaggiatrice, amica di Degas e di Mallarmè, fu una delle poche pittrici del movimento impressionista. Americana, figlia di un banchiere di Pittsburgh, nacque a Philadelphia nel 1844 e morì a Mesnil-Theribus nel 1926. Appassionata di pittura, arrivò a Parigi quando aveva trent’anni per studiare Arte e qui si unì agli Impressionisti, che fino ad allora tra le loro fila avevano annoverato una sola pittrice: Berthe Morisot. I suoi primi ritratti furono esposti al Salone ufficiale nel 1872 e nel 1874 conobbe Degas (che così commentò l’incontro: C’è qualcuno che la pensa come me) che le chiese di esporre il suo lavoro alla quarta mostra dell’Impressionismo, proposta che Mary accettò entusiasta. La Cassatt e Degas, di dieci anni più anziano di lei, legati da reciproca ammirazione, divennero subito amici intimi e, secondo i contemporanei, intrecciarono pure una relazione amorosa, anche se nessun cenno è arrivato del loro legame, tranne l’affermazione del pittore: Avrei potuto sposarla, ma non avrei mai potuto fare l’amore con lei.
In tutta la sua carriera la Cassatt dipinse esclusivamente l’universo femminile, eseguendo quadri familiari, con madri e nonni con figli e nipotini e, in linea con l’interesse dei pittori ottocenteschi, e soprattutto degli Impressionisti, che amarono ritrarre i bambini in modo spontaneo e naturale, fu anche una sensibile ritrattista di bambini. Nel quadro sono lievemente china sul ricamo, completamente assorbita dal lavoro. La pezza di seta si vede soltanto da sotto e le mie mani si scompongono in una serie di pennellate rapide-rosa carico, bianco, blu, grigiastro-Ora capisco che la pittura di Mary crea una sorta di memoria. Che mi abbiano conosciuto o meno, lei proporrà al mondo un mio ricorda. E mi raffigura come una donna che ha realizzato i suoi desideri. Chi così si esprimeva era il centro dell’ universo femminile pittorico di Mary, la sua modella preferita, la sorella e confidente Lydia, detta Liddy, maggiore di sette anni, nubile, segnata dal rimpianto di un amore perduto, morta a soli 45 anni per una malattia ai reni, ritratta anche sofferente. La vita delle due sorelle procedette insieme, fino alla fine Lydia posò per Mary, anche quando riusciva a malapena a camminare, e fu proprio con il ritratto di Lydia che beve il tè che Mary partecipò alla quarta esposizione degli impressionisti. Fisso le ombre intorno agli occhi della donna (i miei occhi) il colore pallido della sua bocca (la mia bocca), le labbra imbronciate. Capisco come Mary vede lei (me)…forse non quello che riconosce, ma quello che sa. Ha scoperto la mia malattia. E’ sempre Lydia che scrive, commentando il quadro che la ritrae fragile mentre lavora ad uncinetto, con la testa seminascosta da una cuffietta di pizzo bianco, espressione mirabile delle capacità artistiche della sorella che fino alla fine, anche nel quadro Lydia seduta al telaio, del 1881, cinque mesi prima della morte, seppe cogliere così intensamente i suoi diversi stati d’animo.
Mary Cassatt fu, naturalmente, influenzata dall’Impressionismo, eppure conservò sempre un suo stile personale, tanto che i quadri che la resero famosa all’epoca ancora oggi sono conosciuti in tutto il mondo

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