non mi somiglio

oggi leggendo una poesia di una amica sul suo blog , ho ricordato queste parole che scrissi tempo fa

un giorno la bellezza
si stancò di me
e corse fuori
come un’emorragia ad evaporare

non mi somiglio
ma sono nel ricordo
che ho dei miei ricordi

mi fermo a guardare gli anziani
ed è tenerezza
e vedo, la mia bellezza vede

non penso più a chi sono
ora che sono diventata un’altra.
prima di tornare a me
partirò dal nulla
e nulla mi tratterrà dall’essere

almost night thoughts: le età della vita

sono stati giorni di silenzio dal cell e dal computer, in cui ho voluto solo godere della presenza di mio marito, di mia figlia , di suo marito e della loro splendida bimba , la mia adorata nipotina Alya, nulla si è intronmesso nella nostra vicinanza, tranne una video-chiamata con le sorelle e i nipoti per la vigiglia e devo dire che ho avuto tempo e tempo per passare in rassegna la mia età e tutte le tappe che mi hanno condotta fino ad oggi
ho avutà una infanzia molto felice, anche se mia madre per alcuni anni ha insegnato lontana da noi, ma avevamo nonna Colomba che era una forza una sicurezza un rifugio, una certezza e poi mio padre, forse taciturno, forse a volte scontroso, ma con tanto desiderio di farci conoscere le bellezze del mondo, ma anche i grandi problemi legati al sociale
la mia adolescenza è stata un esplodere di desideri , di letture, di colori, di pennelli e di visite a musei, di amicizie importanti che mi seguono anche ora e poi la giovinezza e l’amore per la poesia, per la “lotta” politica , per le ingiustizie, per le manifestazioni, per le petizioni, per tutto quello che mi faceva sentire viva e partecipe della realtà che stavo vivendo e le prime cotte, i viaggi, i lavori di ogni tipo e ovunque per essere il più indipendente possibile anche economicamente, poi verso i 20 anni è arrivato l’amore quello del per sempre, un amore non facile, lui straniero con 6 anni più di me, e già con una carriera avviata che l’avrebbe portato in giro per il mondo e la mia non voglia di legarmi , ma di amare e vivere il nostro amore senza vincoli ufficiali, senza anelli o benedizioni varie, il mio desiderio profondo viscerale di libertà anche in amore
poi la laurea, il lavoro subito a 23 anni e poi in giro per paesi a me sconosciuti, l’imparare una lingua che mai avrei immaginato di conoscere e vivere in realtà a me tanto lontane e cominciare ad amare altri mondi oltre il mio spazio, la mia città, la mia casa,
è stato in quel periodo meraviglioso di scoperta della diversità che ho iniziato a conoscermi e forse a volermi bene, il sentirmi a casa anche a 8000 km da Parma mi ha fatto capire quanto il conoscere, l’accettare gli altri da noi sia fondamentale, mi ha aperto gli occhi e quando è arrivata la mia bimba l’unica cosa che avrei voluto lasciarle era il desiderio di conoscere e di non giudicare mai, ma di ascoltare e riflettere senza lasciarsi fuorviare da mode idee e di dubitare sempre prima di prendere una decisione
conosci te stesso diceva il caro Socrate, ma io aggiungo per conoscere se stessi si deve cercare di ascoltare gli altri e di conoscerli, perchè spesso anche in chi ci è più lontano possiamo trovare un pezzo di noi stessi
ho coltivato dall’adolescenza il piacere dello scrivere “versi” che poi versi non sono, sono solo pensieri ed immagini che arrivano e che mi viene voglia di fermare con la scrittura, come ho coltivato la voglia del colore nelle tele dei vari pittori che ho incontrato nei mie vagabondaggi, e un tempo coi pennelli, ma da molti anni giocando con la grafica digitale, i colori mi riempiono l’anima e allietano i giorni tristi e mi fanno riflettere nei giorni gioiosi, sono come la mia personale forma di autoanalisi!!
ho visto molti paesi e molte raltà, ho incontrato molti volti e alcuni sono diventati parte essenziale della mia vita, ho ascoltato tante storie che sono diventate parte della mia,
ho vissuto dolori grandi che pesano ancora e che mai se ne andranno, ma anche quelli sono vita
quando ho compiuto 60 anni ho deciso di non nascondere più i miei capelli grigi, li ho tagliati corti corti ed ora sono molto orgogliosa della mia splendida chioma bianca e delle mie rughe, che mi raccontano tutti i momenti del mio vivere
ho un carattere non facile, a volte sono molto severa con chi non accetta le proprie responsabilità e se ne fa carico, a volte mi assale la malinconia e allora mi rintano sui miei fogli, ma sono consapevole dei mie difetti e a volte li lascio sfogare un po’ e poi li richiudo nei cassetti!
oggi sono sopratutto nonna , mi sento viva , anzi vivissima con la mia nipotina che il 30 dicembre ha compiuto 5 anni e che come regalo ha voluto una “batteria” già proprio una batteria che suona ormai da 8 mesi assieme al pianoforte! è una bimba rock, vivace e monella e bellissima e con lei vivo una nuova vita direi che ho soltanto 5 anni compiuti il 30 dicembre!

le mie età in foto non particolarmente belle, ma legate a momenti che ricorderò sempre

BUON ANNO! e le vostre età della vita?

” se io dico parli del giallo, lei parli del giallo e punto!”

poco fa mi sono detta Matilde scrivi qualche cosa. è tanto che non “proseggi”, magari ti riesce anche, ummm a me se devo scrivere in prosa mancano le parole, mi viene in mente il tempo del liceo quando il professor Febbroni in completo grigio scruro con gravatta azzurra mi diceva ironicamente :
” lei signorina sempre fuori strada, prende troppe curve e poi va nel fosso, certo lei signorina scrive bene, magari guida male, deve prendere la patente se le dico che deve parlare del giallo lei non può parlarmi del rosso”
“Professore ma le ricordo che il giallo può avere molte sfumatura e qualcuna tendere verso l’arancio o il rosso leggero, ha presente il tramonto e i suoi colori?!
” se io dico parli del giallo, lei parli del giallo e punto!”
” va bene allora il giallo è giallo, è il colore dei pulcini, della paglia delle galline e del maglione di mia sorella, a me il giallo sta male perchè mi smontisce!”
” esca subito! e torni quando ha smesso di essere inopportumente colorta!”
già questi erani i dialoghi fra me il Prof di latino e italiano, poi finiva che per avere il sei e non essere rimandata restavo in tema , scrivendo cose orripilanti e vecchie come la mia nonna , cioè copiavo pari pari i suoi appunti e lui era felice e mi dava otto! con un commento sul foglio:
” Lo sapevo che prendere appunti quando spiego e saperli quasi a memoria avrebbe portato buoni frutti”
e sì aveva una classe di tutti 8 con tutti temi uguali ai suoi appunti e lui era felice che tutti noi fossimo sulla retta via!
da lì ho capito che la prosa sarebbe stata una gran fatica , il raccontare una storia, il dipanarsi di eventi come facevo se poi andavo fuori strada?
per fortuna in terza liceo arrivò una Prof magica che mi aiutà a capire cosa davvero volevo scrivere ed erano non prose, ma forse quasi versi sì, perchè non ho mai pensato di scrivere versi e poesie, ma solo di essere una “paciugante” che si diverte sempre a farlo come a 18 anni

ero gli occhi del mondo

mangiando uva
seduta vicino la finestra
della mia casa,

veleggiai
nel suono di campane
ondulanti
nelle nebbie grigie
della città.

mi persi
nelle moltitudini
di quelli che erano
che sono
che saranno
dissolta.

ero gli occhi del mondo
e il mondo aveva la mia faccia.

mistero della vita
che si muove
migrando
senza pausa
in ritmici ritorni
in ricerca
di un altro infinito.

un giorno la bellezza

un giorno la bellezza
si stancò di me
e corse fuori
come un’emoragia ad evaporare

non mi somiglio
ma sono nel ricordo
che ho dei miei ricordi

mi fermo a guardare gli anziani
ed è tenerezza
e vedo, la mia bellezza vede

non penso più a chi sono
ora che sono diventata un’altra.
prima di tornare a me
partirò dal nulla
e nulla mi tratterrà dall’essere

e scese la notte sotto il marmo e la neve

soffi feroci d’azzurro
riavvolgono costanti le nubi
la montagna configge il picco
propaggine del suolo nel firmamento
di verso in verso il do, re, mi , mi fa sostare

ed il sorriso?

fioccano squame lucenti di ossa di stelle
negli occhi altrui venati di scaglie lucenti
l’oscurità sta sotto l’esuberanza celeste
foglia antica di tenebrosa densità

è questo il nulla?

il caos di una effimera eternità
soffia nell’assoluto di libertà
dove si annulla l’indecenza del giudizio
che eliminato dalla scena della coscienza
ritorna nell’angosciante rivelazione dell’essere
e scese la notte sotto il marmo e la neve