Adrienne Rich,

“”C’è sempre qualcosa nella poesia che non sarà colto, che non può essere descritto, che sopravvive alla nostra ardente attenzione, alle nostre teorie critiche, alle nostre discussioni a notte fonda.” The Guardian, 18 novembre 2006

amo molto questa poetessa da tanti anni e in questi giorni l’editore Crocetti ha ristampato il suo libro “Cartogrfie del silenzio” dopo 20 anni dalla prima pubblicazione, vi lascio una sua emblematica poesia

Una conversazione inizia
con una menzogna. E chiunque
parli la cosiddetta lingua comune avverte
lo spaccarsi dell’iceberg, la deriva
come impotente, come contro
una forza della natura
Una poesia può iniziare
con una menzogna. Ed essere strappata.
Una conversazione segue altre leggi
si ricarica con la propria
falsa energia. Non può essere
strappata. Ci si infiltra nel sangue. Si ripete.
Con la sua punta irreversibile incide
l’isolamento che nega.

Da Cartografie del silenzio, Crocetti Editore (Milano, 2000), traduzione di Maria Luisa Vezzali

La leggo come un invito ad andare oltre le apparenze espresse dalla lingua comune, per cogliere quelle radici condivise nel bosco di uomini, sconosciute talvolta ma non aliene ai poeti, gli unici capaci di coglierle con un linguaggio che risponda ai requisiti di sincerità. Ricerca di queste origini è dunque ricerca di un linguaggio sempre più puro, distillato della verità dei rapporti umani ma anche acquisizione della coscienza di una diversità dei poeti rispetto alla società in cui capita di vivere, dominata da rapporti di potere spesso in rotta di collisione con la libertà di essere quello che si è e che impone, come nel suo caso, scelte dolorose ma necessarie.

memories: Langston Hughes

questi sono i due libri in cui ho incontrato Langston Hughes la prima volta verso i 14 anni, erano due libri molto cari a mia madre e facevano parte della sua biblioteca personale, i miei erano un po’ originali avevano ognuno una sua biblioteca personale e poi una “comunitaria” e poi quando siamo arrivati noi figli anche una per i bimbi, era una casa dove si pranzava a libri e musica ahaha ero giovane e frequentavo il ginnasio al Romagnosi a Parma che è come una istituzione per la città, era molto ben frequentato , ragazze bionde e tipo modelle con poca voglia di studiare, e ragazzi “bene” con nessuna voglia di studiare, ma si sa i babbi importanti contano!,,, io mi sentivo come un pulcino nell’acqua, moretta e per di più con un amore folle per il greco la matematica e la lettura, in questa sconfortevole valle di quasi lacrime arrivò una prof di italiano e latino del tutto strana , meravigliosamente Strana, si chiamava Magi di cognome e io pensai che fosse proprio una zia dei Re Magi ahahah . Ecco lei mi fece sentire viva quasi speciale, ci raccontava i poeti e la letteratura con una passione unica, e sopratutto quando scoprì la mia passione per la lettura e le mie letture, mi ha preso per mano ed introdotto nel mondo della poesia e potei parlare con lei del mio amato Langston Hughes, di come mi sentivo leggendolo e della gioia che provavo nel tradurlo! in terza liceo si ammalò gravemente e a novembre smise di venire a scuola, ma invitò chi di noi voleva ad andarla a trovare e io non me lo feci ripetere ….. furono mesi che non dimenticherò mai,.. di Langston Hughes nei due libri che vedete trovai soltanto alcune poesie e cercai con l’aiuto della Prof altre edizioni di suoi testi anche in inglese e sinceramente leggere le sue poesie con in sottofondo la musica di John Lee Hooker era così gratificante, così esplosivo, così vivo come poche volte mi sono sentita. amo infinitamente leggere, e anche rileggere come i libri di L.Hughes che sono sempre sul mio comodino..leggere mi regala la voglia di conoscere gli altri , altri da me di conoscerne i modi vita e le usanze, mi apre porte verso l’infinito …

Dreams
by Langston Hughes

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly.

Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow

“Sogni”

Aggrappatevi ai sogni
perchè se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non sa più volare

aggrappatevi ai sogni
perchè quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo desolato
congelato dalla neve

Dream Variations
by Langston Hughes

To fling my arms wide
In some place of the sun,
To whirl and to dance
Till the white day is done.
Then rest at cool evening
Beneath a tall tree
While night comes on gently,
Dark like me–
That is my dream!

To fling my arms wide
In the face of the sun,
Dance! Whirl! Whirl!
Till the quick day is done.
Rest at pale evening . . .
A tall, slim tree . . .
Night coming tenderly
Black like me.

“Variazioni di sogno”

Spalancare le braccia
in un luogo di sole,
girare e ballare
finchè il giorno bianco è finito.
E riposare nel fresco della sera
sotto un albero alto
mentre dolce avanza la notte
scura come me
ecco il mio sogno.

Spalancare le braccia
in faccia al sole,
ballare.girare.girare
finchè il giorno veloce è finito
Riposare nella pallida sera
un albero alto,slanciato
la notte che tenera giunge
nera come me.

Harlem
by Langston Hughes

What happens to a dream deferred?

Does it dry up
Like a raising in the sun?
Or fester like a sore –
And then run?
Does it stink like rotten meat?
Or crust and sugar over –
Like a syrupy sweet?

May be it just sags
Like a heavy load.

Or does it explode?

“Harlem”

Che accade di un sogno differito?

Si prosciuga
Come uva al sole?
O suppura come una piaga –
E poi spurga?
Puzza come la carne guasta?
O s’incrosta di zucchero –
Come un dolce allo sciroppo?

Forse cede soltanto
Come un grosso peso.

Oppure esplode?

American Heartbreak
by Langston Hughes

I am the American heartbreak –
Rock on which Freedom
Stumps its toe –
The great mistake
That Jamestown
Made long ago.

“La spina del cuore dell’America”

Io sono la spina nel cuore dell’America –
Sono la pietra su cui la Libertà
Inciampa –
L’errore imperdonabile
Che Jamestown
Ha commesso tanto tempo fa.

My People
by Langston Hughes

The night is beautiful,
So the faces of my people.

The stars are beautiful,
So the eyes of my people

Beautiful, also, is the sun.
Beautiful, also, are the souls of my people.

“La mia gente”

Bella è la notte,
E il volto della mia gente.

Belle le stelle,
E gli occhi della mia gente.

Bello, anche, il sole.
Bella, anche, l’anima della mia gente.