ero gli occhi del mondo

mangiando uva
seduta vicino la finestra
della mia casa,

veleggiai
nel suono di campane
ondulanti
nelle nebbie grigie
della città.

mi persi
nelle moltitudini
di quelli che erano
che sono
che saranno
dissolta.

ero gli occhi del mondo
e il mondo aveva la mia faccia.

mistero della vita
che si muove
migrando
senza pausa
in ritmici ritorni
in ricerca
di un altro infinito.

almost night thoughts by matilde

sola come un enigma guardo
spazi, pareti che mi assediano
apro occhi senza ciglia,
sveglia senza luna,
scrivo a te parole amaranto
come inni all’insonnia del cuore
con l’inchiostro rosso del tramonto
a colmare il limite del giorno
e fuori oltre la soglia
soffia il vento d’autunno

sognai di me bambina

all’ombra di un albero
di una città d’erba verde
sul far del crepuscolo
mi sento perdermi in vento

stretta sotto lo scialle di mia madre
sognai di me bambina
di quelle sere impreviste
fatte di passi conosciuti
a ricordare l’incontro delle assenze
nella fantasia di una attesa

lo so , piena di questo scrivo sola
liberata anche dal nulla della finzione
m’immergo nel mio sguardo e mi riconosco

Marie Laurencin o della “Section d’Or” (“Groupe de Puteaux”)

Marie Laurencin
francese 1883 – 1956

devo premettere che mi piace molto Marie per come ha trattato il colore, i suoi quadri sono nuvole e hanno un chè di magico che incanta, e sopratutto pur facendo parte di un gruppo di avanguardia ha sempre continuato la sua ricerca personale senza perdere mai di vista il suo obiettivo
divenne una figura importante dell’avanguardia parigina come membro dei Cubisti associati alla “Section d’Or” o “Groupe de Puteaux”*****
Laurencin è nata a Parigi, dove è stata cresciuta da sua madre e dove ha vissuto gran parte della sua vita. A 18 anni studia pittura su porcellana a Sèvres. Poi è tornata a Parigi e ha continuato la sua formazione artistica all’Académie Humbert, dove ha cambiato la sua attenzione verso la pittura ad olio.
durante i primi anni del XX secolo, Laurencin è stata una figura importante nel mondo parigino d’avanguardia. Un membro sia del circolo di Pablo Picasso e sia dei cubisti associati alla Section d’Or, come Jean Metzinger, Albert Gleizes, Robert Delaunay, Henri le Fauconnier e Francis Picabia, ed espone con loro al Salon des Indépendants (1910-1911) e al Salon d’Automne (1911-1912).
È stata sentimentalmente coinvolta con il poeta Guillaume Apollinaire ed è stata spesso identificata come la sua musa ispiratrice. Inoltre, Laurencin aveva legami importanti con il salone dell’ americana e famosa scrittrice Natalie Clifford Barney, con la quale ebbe una relazione
durante la prima guerra mondiale, Laurencin lasciò la Francia per l’esilio in Spagna con il marito di origine tedesca, il barone Otto von Waëtjen, poiché a causa del suo matrimonio aveva automaticamente perso la cittadinanza francese. La coppia ha successivamente vissuto insieme brevemente a Düsseldorf. Dopo aver divorziato nel 1920, è tornata a Parigi, dove ha raggiunto il successo finanziario come artista fino alla depressione economica degli anni ’30. Negli anni ’30 ha lavorato come insegnante d’arte in una scuola privata. Ha vissuto a Parigi fino alla sua morte.
le opere di Laurencin includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe. È conosciuta come una delle poche donne pittrici Cubiste , con Sonia Delaunay, Marie Vorobieffe Franciska Clausen. Mentre il suo lavoro mostra l’influenza di Pablo Picasso e Georges Braque, che era il suo caro amico, ha sviluppato un approccio unico all’astrazione spesso incentrato sulla rappresentazione di gruppi di donne e ritratti femminili.
Il suo lavoro è al di fuori dei confini delle norme del Cubismo, la sua è una ricerca di un’estetica specificamente femminile attraverso il suo uso di colori pastello e forme curvilinee.
Originariamente influenzata dal fauvismo, ha semplificato le sue forme attraverso l’influenza dei pittori cubisti. Dal 1910, la sua tavolozza consisteva principalmente nei toni di grigio, rosa e pastello.
Il suo stile distintivo si è sviluppato al suo ritorno a Parigi negli anni ’20 dopo l’esilio. I colori tenui e i motivi geometrici ereditati dal cubismo sono stati sostituiti da toni chiari e composizioni ondulate. Il suo motivo distintivo è caratterizzato da figure femminili flessuose ed eteree e una tavolozza di tenui colori pastello, che evocano un mondo incantato.
Laurencin ha continuato a esplorare i temi della femminilità e di ciò che considerava modi di rappresentazione femminili fino alla sua morte. Le sue opere includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe.

*****La Section d’Or nota anche come Groupe de Puteaux , fu un’associazione di pittori e critici d’arte associati ad un ramo del cubismo noto come orfismo (un termine coniato dal poeta francese Guillaume Apollinaire). Con sede nel sobborgo parigino di Puteaux, fu attiva dal 1912 a circa il 1914, arrivando alla ribalta sulla scia della loro partecipazione al controverso Salon des Indépendants nella primavera del 1911.

un giorno la bellezza

un giorno la bellezza
si stancò di me
e corse fuori
come un’emoragia ad evaporare

non mi somiglio
ma sono nel ricordo
che ho dei miei ricordi

mi fermo a guardare gli anziani
ed è tenerezza
e vedo, la mia bellezza vede

non penso più a chi sono
ora che sono diventata un’altra.
prima di tornare a me
partirò dal nulla
e nulla mi tratterrà dall’essere

e scese la notte sotto il marmo e la neve

soffi feroci d’azzurro
riavvolgono costanti le nubi
la montagna configge il picco
propaggine del suolo nel firmamento
di verso in verso il do, re, mi , mi fa sostare

ed il sorriso?

fioccano squame lucenti di ossa di stelle
negli occhi altrui venati di scaglie lucenti
l’oscurità sta sotto l’esuberanza celeste
foglia antica di tenebrosa densità

è questo il nulla?

il caos di una effimera eternità
soffia nell’assoluto di libertà
dove si annulla l’indecenza del giudizio
che eliminato dalla scena della coscienza
ritorna nell’angosciante rivelazione dell’essere
e scese la notte sotto il marmo e la neve

memories: Pina Bausch o dell’arte danzata

“è danza, è teatro, o è semplicemente vita. Amore, libertà, lotta, desiderio, gioia, disperazione, unione, bellezza, forza.” Pina Bausch

sono ormai passati 11 anni da che Pina Bausch ci ha lasciato, ma devo dire che la sua mancanza la sente molto e nello stesso tempo la sua arte continua a farmi sognare, il suo modo di comunicare è sempre stato affidato quasi interamente al linguaggio del corpo, dei corpi, fatti essi stessi della stessa materia dei sogni, capaci di muoversi in palcoscenico commuovendo, ferendo, sconvolgendo e penetrando la sensibilità dello spettatore, strappando a ciascuno la maschera dal viso e lasciando venir fuori, come da un cratere in eruzione, frustrazioni, delusioni, sogni, tutto il mondo intimo che ognuno di noi porta segretamente dentro se stesso…
il suo era un Teatro Danza e in molti ancora fanno fatica a comprenderlo è per sua natura concettuale e le frequenti dinamiche degli attori/danzatori, a differenza della danza pura, non sempre seguono delle figure precise e coordinate. Spesso gli attori si ha l’impressione che corrano nello spazio senza un apparente significato o recitino con il corpo riproducendo sempre gli stessi movimenti. a volte i ballerini puri non riescono ad apprezzare questo tipo di lavoro pur essendoci un grande rispetto e il riconoscimento del talento dell’artista, ma esiste una sorta di mancata empatia con il genere di spettacolo che Pina presenta, a volte alcuni critici hanno critto che non apprezzano quel tipo di danza ed è forse qui l’errore, non è solo danza , è comunicazione è danza fusa con il teatro.
io l’ho vista danzare con la sua compagnia molte volte, veniva in tempi lontani molto volentieri a Parma e collaborava con la Compagnia del Collettivo di Teatro Due, e veramnte quello che succedeva in scena mi arrivava con una forza travolgente e sono emozioni che non si dimenticano, la danza la musica ti entrano dentro e ti smuocono qualcosa che non pensavi ti appartenesse e di questo io sarò sempre grata a Pina Bausch e anche alla danza in generale…
vorrei lasciarvi alcune sue parole…


“””…..Fin dall’infanzia la danza è stata per me un mezzo di espressione molto importante. Con la danza potevo esprimere tutte quelle emozioni che non sapevo dire a parole. Sono talmente tanti i differenti stati d’animo, tante le sfumature e le tonalità che si possono esprimere attraverso la danza. Ed è questo ciò che conta: si deve conservare la ricchezza, non limitarla, si devono rendere visibili e percepibili tutte le diverse sfumature…..””


“”—La fantastica possibilità che abbiamo in scena è che ci è permesso compiere azioni che nella vita normale non si possono e non si devono fare. Con questo cerco di capire da dove vengono certe emozioni. Le contraddizioni sono importanti. Tutto deve essere osservato, non si può escludere nulla.
Solo così possiamo intuire in che tempo viviamo. La realtà è molto più vasta di quanto siamo in grado di comprendere. Talvolta possiamo chiarire qualcosa soltanto confrontandoci con ciò che non sappiamo. E talvolta le domande che ci poniamo conducono a esperienze che sono molto più antiche, che non appartengono soltanto alla nostra cultura, al qui e ora. È come se ritornasse a noi una conoscenza che da sempre ci appartiene, ma della quale non siamo più consapevoli e contemporanei.
Ci fa ricordare qualcosa che è comune a tutti noi. Questo ci da grande forza e speranza…..”””