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Lewis W. Hine o del lavoro minorile

Macon, Georgia, Stati Uniti, Gennaio 1909

Lewis W. Hine
(1874-1940)

è nato a Oshkosh nel Wisconsin e ha studiato sociologia all’Università di Chicago e New York, diventando un insegnante, poi ha usato la fotografia come un mezzo per raccontare le sue “preoccupazioni sociali”

il suo primo lavoro fotografico caratterizzato dalle immagini degli immigrati di da Ellis Island
nel 1908, Hine abbandona il suo posto di insegnante per un lavoro a tempo pieno come fotografo investigativo per il Comitato Nazionale sul Lavoro Minorile, e ha poi condotto una campagna contro lo sfruttamento dei bambini americani

dal 1908 al 1912, Hine ha preso la sua macchina fotografica e ha girato in tutta l’America per fotografare i bambini anche di appena tre anni di età che lavorano per lunghe ore, spesso in condizioni pericolose, in fabbriche, miniere e campi
Hine è stato un fotografo di grande talento che ha guardato i suoi giovani soggetti con l’occhio carico di grande umanità

nel 1909, ha pubblicato il primo di molti saggi fotografici raffiguranti bambini lavoratori a rischio, in queste fotografie, l’essenza della giovinezza sprecata è evidente nei volti tristi e anche arrabbiati, alcune delle sue immagini, come la ragazza nel mulino che si intravede dalla finestra, sono tra le più famose fotografie mai scattate

durante la prima guerra mondiale, ha documentato la situazione dei profughi per la Croce Rossa Americana, successivamente ha documentato la costruzione di l’Empire State Building nel 1930-1931 e appendendosi a testa in giù da una gru per fotografare gli operai

al Museo Getty si può trovare una raccolta delle sue foto!

Lavoro minorile oggi:

Se vivessero tutti in unico Paese, costituirebbero il nono Stato più popoloso al mondo: sono i 152 milioni di minori tra i 5 e i 17 anni, 1 su 10 al mondo, vittime di sfruttamento lavorativo, di cui quasi la metà – 73 milioni – costretti a svolgere lavori duri e pericolosi, che ne mettono a rischio la salute e la sicurezza, con gravi ripercussioni anche dal punto di vista psicologico

Questa terribile piaga non risparmia neanche l’Italia dove, solo negli ultimi due anni, sono stati accertati più di 480 casi di illeciti riguardanti l’occupazione irregolare di bambini e adolescenti, sia italiani che stranieri. Un numero senza dubbio sottostimato a causa della mancanza, nel nostro Paese, di una rilevazione sistematica in grado di definire i contorni del fenomeno. Basti pensare che secondo l’ultima indagine sul lavoro minorile in Italia, diffusa dalla nostra Organizzazione e Associazione Bruno Trentin nel 2013, i minori tra i 7 e i 15 anni coinvolti nel fenomeno erano stimati in 260.000, più di 1 su 20 tra i bambini e gli adolescenti della loro età.

IL LAVORO MINORILE NEL MONDO
Nonostante i progressi significativi compiuti negli ultimi 20 anni, il mondo è ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo di sradicare ogni forma di lavoro minorile entro il 2025, come previsto negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, e in base al trend attuale, in quella data, vi saranno ancora 121 milioni di minori vittime di sfruttamento lavorativo.

Del totale dei minori vittime di sfruttamento lavorativo oggi presenti al mondo, 79 milioni hanno tra i 12 e i 17 anni di età, mentre 73 milioni sono molto piccoli, tra i 5 e gli 11 anni, e quindi ancor più vulnerabili ed esposti al rischio di conseguenze sul loro sviluppo psico-fisico. Quasi la metà del totale (72 milioni) si trova in Africa, con Mali, Nigeria, Guinea Bissau e Ciad che fanno registrare le percentuali più alte di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile. In questi Paesi, infatti, lavora più di 1 bambino su 2; quasi 1 su 3 (29%) se si considera l’area dell’Africa subsahariana dove, rispetto al passato, la lotta al lavoro minorile non soltanto non ha fatto registrare alcun miglioramento ma, al contrario, ha visto un incremento del fenomeno.

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