a lati opposti

a lati opposti seduti
guardammo dentro la sera
nel riflesso di un mare
fragoroso e scuro

la mano intenta ad accarezzare
fuggevole neri capelli
da umido silenzio attraversati

percorremmo tempi
appesi ad asciugare
come sogni annodati ad esili corde

lontane sirene squamate d’azzurro
a fluire guizzavano
rimescolando incosapevolmente
le acqua nere di un mare nemico

— prendimi, raggiungimi–

a lati opposti
di uno stesso specchio
lontane sirene squamate di rosso
a fluire guizzavano

i miei più segreti desideri

gli odori del mare, inconfondibili e penetranti, affiorano prepotenti alle mie narici,si spargono sui miei vestiti, lasciando nell’aria un sentore di salmastro
pungente e dolce ad un tempo,trasformando il mio corpo in quello antico e voluttuoso di una magica sirena

Avessi parole che non possiedo,
Avessi aggettivi che non conosco,
Avessi verbi che ho dimenticato,
potrei dire, raccontare, evocare
quelle squame nascoste, recondite,
vellutate, morbide, aspre,
dentro cui si annidano

i miei più segreti desideri

così liberi, volerebbero nell’aria
come aquiloni a cui è stato reciso il filo.

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