accetta la mia pazzia

accetta la mia pazzia
quando mi esce dalle labbra
come melodia ricorrente di
un vecchio violoncello

le cuciture dei segreti
sono sgualcite, smerlate
chiedono l’oscurità della notte,


e il sonno – nere farfalle
colpite da luce improvvisa –

entra a piedi scalzi
nei giardini invisibili
a colorare i vecchi desideri

lampi di occhi a sogni socchiusi

lampi di occhi a sogni socchiusi
scuotono isole di rosso corallo
a invadere acque di raso vestite

pesci guizzano in cerchio
cercando del giono la luce
avvolti in squame di cipria dorata

è donna il sogno al seno allattato
caldo, evapora lento
in gocce di bianchi cristalli
purezza è donna d’amore
di bianco adornata per farsi guardare

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