like a Jazz “squeeze me”

La tua voce
Dentro la mia mente
Dentro il mio cuore

Accarezza il mio collo
Dondola sui miei fianch
i

Sei maledettamente caro con me,
ho solo bisogno di te,
c’è qualcosa in te
alla quale non resisto

stringimi, stringimi ancora
e baciami un poco, ancora.
Stringimi, stringimi ancora

Non smettere , ancora

Su , prendimi sulle ginocchia
Stringimi, stringimi ancora
Ho voglia di te
Non voglio che te

i miei più segreti desideri

gli odori del mare, inconfondibili e penetranti, affiorano prepotenti alle mie narici,si spargono sui miei vestiti, lasciando nell’aria un sentore di salmastro
pungente e dolce ad un tempo,trasformando il mio corpo in quello antico e voluttuoso di una magica sirena

Avessi parole che non possiedo,
Avessi aggettivi che non conosco,
Avessi verbi che ho dimenticato,
potrei dire, raccontare, evocare
quelle squame nascoste, recondite,
vellutate, morbide, aspre,
dentro cui si annidano

i miei più segreti desideri

così liberi, volerebbero nell’aria
come aquiloni a cui è stato reciso il filo.

in sguardi orlati a sbieco

il silenzio cieco ruba il tempo
in sguardi orlati a sbieco

della prossima vita
i sussurri tengono la penna
/come manico di coltello/
inchiostro di fumo verga
tristezze di tempi lenti
/come gli anni delle vergini/

oltrepassare la porta del viaggio
è attraversare il muro dell’addio
i bagagli pesanti accalcati
su vagoni merci in tratte solitarie

ora è buio, l’aria è un colibrì
che vola senza fiati
/a rincorrere la mia ombra
che affonda nella memoria/

2 agosto 1980 Bologna

polvere di falsi trionfi,
teschi avvolti nell’oblio
inascoltati spettri
di abissi cosmici
a modellare piaghe infette
da sangue lasciato
sui selciati piangenti

giovani occhi serrati
in violenze non volute
in dolori non risolti
scarpe macchiate
dal silenzio dello spirito
appese all’ombra delle parole

un lungo viaggio freddo
senza preghiere per i morti,
a misurare inutili confini

labbra bagnate di rugiada
non berranno il sogno dalle mani
di un cielo muto e lontano

Buon compleanno vecchio mio!

allora , siamo qui a raccontarci la vita un altro anno, ti ricordi, era il giorno del tuo compleaano, noi davvero giovanissimi, allegri e felici, con il mondo in mano, e tu che nemmeno sapevi dire bene il mio nome! le telefonate a cui favevo rispondere da mia madre, perchè volevo conquistare il mondo e non un ragazzo, ma tu insistevi, e hai vinto! sono passati 45 anni, e siamo ancora qui, a festeggiare il tuo compleanno , non più giovani d’età, ma di cuore sì eccome!

Auguri vecchio mio!

ti ho incontrato
in un viaggio notturno
ai limiti del deserto sabbioso
ho sentito il tuo bacio
come soffio leggero
che diventa uragano

Il suono di te mischiato
al sapore della tua bocca
è ancora qui, dall’ultima volta

—————————

giunta è la notte!!
lascia che andiamo
verso il sogno

il buio invita
a musica e canti
la gioia invade
la tua pelle
come rugiada

la luna ospite
al nostro banchetto
beve nettare di rosa

vieni, la terra
sarà morbido cuscino
per te raccolto
fra le mie braccia

beviamo coppe di rugiada
ascoltando il suono dell’oud

Come cielo d’Irlanda

Stranissimo pomeriggio, di quelli che ricordi, che ti prendono dentro, che vorresti fosse finito prima ancora di essere cominciato.
Mi ricorda i pomeriggi di aprile in Irlanda, un cielo cupo, nuvoloni all’orizzonte e onde alte che si infrangono contro i massi del molo vecchio di Dublino, la pioggia che ti bagna fin nelle ossa e poi
All’improvviso il cielo si apre e comincia ad intravedersi un piccolo pallido sole, un vento leggero si alza, diventa forte, importante e spazza in un attimo le nuvole, lasciandoti attonita e felice davanti ad un azzurro limpido, terso, restano solo gli spruzzi delle onde che bagnano la tua giacca e i tuoi capelli.
Ecco il pomeriggio di oggi è cominciato con nuvoloni densi e pioggia che mi hanno costretto a indossare l’impermeabile, non mi piace molto indossare l’impermeabile, è vero mi ripara dalla pioggia, ma mi rende goffa, maldestra, ma poi si è alzato il vento, anzi forti venti liberatori, dai nomi esotici, i nomi degli affetti, degli amici e le nuvole se ne sono andate, il cielo è tornato limpido e finalmente ho potuto togliere l’impermeabile.
Se potessi correrei con loro a piedi scalzi nei campi di erica resi magici dalla pioggia appena passata.

(ieri o forse domani)

percezione differente

paradossale riflesso
di metafore, anafore, similitudini
di figure retoriche
prestate al quotidiano

percezione differente
di un modo identico
di messa in scena
di passato e presente

il dettaglio della scrittura
frantuma il cannocchiale
della nostalgia

rincorre gli anni
della ricordanza
a fare la ruota sulla spiaggia
le gambe e le braccia
aperte, abbandonate,

a trattenere gli ultimi raggi
di un tramonto improbabile
.

Ricordi francesi: pour les jours de vent sec

come già vi ho raccontato ho ritrovato dei vecchi quaderni di quando ero giovane giovane e mi dilettavo a scrivere in lingua francese, ma anche inglese (vi proporro anche quelle ah ah) e mi piace rileggerle e condividerle, sono ingenue e leggere come è giusto che sia!

Les petites gouttes de pluie
se brisent
sur mon visage

désaltèrent ma bouche
deviennent larmes dans mes yeux…

je les sens s’insinuer lentement
dans le cours de mes pensées

plonger dans les profondeurs
cachées de mon coeur

mouiller les feuilles légères
et les pousses de mon amour

devenir cristaux précieux
lumineux et fragiles
à conserver
pour les jours de vent sec

quand les lèvres brûlées
par le soleil aveuglant
pourront s’y apaiser
..

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Piccole gocce di pioggia
si frantumano
sul mio viso

dissetano la mia bocca
diventano lacrime nei miei occhi…

le sento insinuarsi lentamente
lungo il corso dei miei pensieri

tuffarsi nelle profondità
nascoste del mio cuore

bagnare le foglie leggere
e i germogli del mio amore

diventare cristalli preziosi
luminosi e fragili
da conservare
per i giorni del vento secco

quando le labbra arse
dal sole accecante
potranno di esse godere…