Josephine Wall o delle fantasie surreali

Josephine Wall
1947, inglese

vidi per la prima volta dei suoi lavori alla Mall Gallery a Londra alla fine degli anni ’90 e fui colpita dai colori incredibili e con sfumature che sembrano uguali, ma sono sempre diverse…
se devo essere sincera non è un modo di dipingere che mi prenda molto, ma non posso non riconoscerle una grande capacità fantastica
i suoi dipinti si possono definire vicini al mondo “surrealista”, anche se mancano della purezza del disegno che contraddistinse i gradi surrealisti
ci sono tuttavia nelle sue opere dei richiami ad un modo di interpretare il mondo che possono affascinare, per i miei gusti sono troppo ridondanti di cose e di particolari, ma sicuamente piacevoli da guardare…
le cose sue che preferisco sono quelle dove dipinge grandi “mondi” all’interno dei quali racchiude “fette” di vita immaginaria che possono essere anche pate del nostro immaginario
è molto copiata in internet specialmente nei siti che offrono cartoli virtuali legate al mondo “Fantasy”,ma non va dimenticato che è anche una pregievole scultrice
le sue opere sono principalmente influenzati e ispirati da Arthur Rackham , con influenze minori da artisti surrealisti come Magritte e Dalí , e il romanticismo dei preraffaelliti .

le molecole della memoria

atomi impazziti, vaganti
nell’universo della mente,

tentano di ricomporre
le molecole della memoria,

le forze suggestive
e ammiccanti dell’oblio
ne disturbano il lavoro
blandendo con canti seduttivi
i pensieri instabili e vagabondi,

le memorie appiaono
e scompaiono
si velano
e si svelano
nell’eterno gioco del ricordo

accetta la mia pazzia

accetta la mia pazzia
quando mi esce dalle labbra
come melodia ricorrente di
un vecchio violoncello

le cuciture dei segreti
sono sgualcite, smerlate
chiedono l’oscurità della notte,


e il sonno – nere farfalle
colpite da luce improvvisa –

entra a piedi scalzi
nei giardini invisibili
a colorare i vecchi desideri

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