Gustave Caillebotte, un impressionista quasi sconosciuto

Gustave Caillebotte
francese 1848 – 1894

Nacque da una ricca famiglia di industriali tessili e Inizialmente segue gli studi giuridici, diplomandosi nel 1870, ma l’amore per la pittura lo porta ad iscriversi all’Ecole des Beaux-Arts, dopo aver brillantemente superato il concorso di ammissione nel 1873. Alla morte del padre, nel 1874, eredita un notevole patrimonio che gli permette di dedicarsi a tempo pieno alla pittura. In questo periodo conosce Edgar Degas e Claude Monet, che lo presentano agli altri impressionisti; nel 1876, su invito di Pierre-Auguste Renoir, partecipa alla seconda mostra degli impressionisti. Il realismo dei soggetti trattati, soprattutto paesaggi urbani e rurali e scene di vita operaia, unito al senso vivo del colore e della luce tipico dell’impressionismo, sarà una costante di tutta la sua produzione artistica
Caillebotte è ricordato non solo come artista, ma anche come mecenate: la sua ricchezza personale gli permette infatti di acquistare opere di impressionisti e di finanziarne la terza esposizione, nel 1877. Come finanziatore e organizzatore partecipa anche alle edizioni del 1879, 1880, 1882 e alla trasferta a New York nel 1885.ù
Dopo il 1882 tenta inutilmente di tenere unito il gruppo impressionista, allora diviso da profonde lacerazioni e gelosie, ma, visti vani i suoi sforzi e deluso dal comportamento di alcuni, decide di abbandonare momentaneamente la pittura per dedicarsi alla navigazione da diporto e al giardinaggio.
A questo scopo si stabilisce a Gennevilliers, di fronte ad Argenteuil, dove acquista una casa in riva alla Senna; tuttavia, nella calma della campagna francese, il suo amore per la pittura rinasce e nel 1888 partecipa al Salon des XX di Bruxelles, recependo in parte le nuove tendenze neoimpressioniste
Muore a Gennevilliers dopo una breve malattia, il 21 febbraio 1894, a soli 46 anni.
Nel testamento dona la sua intera collezione, sessantacinque dipinti suoi e dei più grandi impressionisti, alla stato francese, a condizione che siano esposti prima al Museo del Luxembourg di Parigi, il museo d’arte moderna di allora, e poi al Louvre, Il fratello Martial e Pierre-Auguste Renoir, esecutori testamentari, devono superare l’opposizione dei pittori ufficiali dell’Accademia, che ottusamente pretendono di sceglierne alcuni e di scartarne altri: alla fine ne saranno accettati solo trentotto… che sciocchi!!
ho sempre pensato che il suo lavoro come i suoi quadri fossero poco considerati, ha sempre fatto parte dei “minori” fra gli impressionisti come anche Maufra, ma secondo me a torto, il suo modo di dipingere profondamente disprezzato in un primo tempo anche da Zola per le sue caratteristiche di “verismo” è invece la sua forza, sempre a mio avviso, perchè le sue non sono “fotografie” della realtà, ma interpretazioni della raltà e lo si recepisce soprattutto attraverso l’uso sapientissimo ed elegante che fa della prospettiva

Autore: Nonna Pitilla

Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!

25 pensieri riguardo “Gustave Caillebotte, un impressionista quasi sconosciuto”

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