era il 1989…

e un amico canadese mi regalo un programma di grafica che allora si chiamava CorelDRAW e che aveva una interfaccia davvero semplice e molto facile da usare, io usavo allora programmi di grafica più complessi e devo dire che trovai molto divertente questa soluzione, sopratutto per nanipolarele foto facendole diventare strane direi! ah ah ne ho conservate alcune di queste manipolazioni, sono tutte foto mie di fiori che diciamo sono state “paciugate”, ora non faccio più queste cose, ma allora mi ero proprio divertita!

le mie manie: le spezie

devo dire che in tutti i miei viaggi e spostameni di casa, ho sempre cercato di mangiare i cibi del posto, non ho mai cercato la pizza al Cairo o gli spaghetti a Dallas, perchè so che benchè quasi simili , mancao gli ingredienti con cui farli sul serio e devo dire che sono stata sempre colpita dal mercato delle spezie che io adoro sia come profumo, sia come gusto e che uso sempr. quelle che a casa mia non amncano mai sono senza dubbio il pepe bianco e nero e rosa, il cumino, lo zenzero, il cardamomo, il coriandolo, l’aneto, la curcuma, il ginepro, la noce moscata , la parica dolce e piccante, il sommaco, lo zafferano, la senape di tutti i tipi, la vaniglia, la cannella, poi ci sono quelle che utilizzo fresche e che coltivo alcune sul terrazzo altre nell’orto in campagna_aglio, alloro, basilico, cappero, cipolla, cerfoglio, dragoncello, ginepro, maggiorana, melissa, erba cipollina, finocchio, origano, prezzemolo, porro, rosmarino, alloro, salvia, santoreggia, scalogno, sedano, timo e poi ci sono le miscele di spezie che mi porto dai paesi dove sono stata o che cerco su internet perchè non sempre le trovo e sono: il baharat che mi porto dalla Giordania e che è davvero una bomba sulla carne e persino sul pesce ed è formato da pimento, pepe nero, chiodo di garofano, cannella, cardamomo, coriandolo, carvi, noce moscata, paprica, menta, lime essicato, zafferano e che deve essere dosata con cura per essere non troppo forte! il cajun , che è un ricordo di New Orlens e con la carne rossa e la selvaggina è favoloso: paprica dolce, cipolla, pepe di cajenna, aglio zenzero, pepe buanco, pepe nero,timo, origano e sale! poi io ho imparato a farmi in casa perchè prima tosto bene tutto e poi lo lavoro nel pestello il garam masala che è compoto da cannella, i semi di cumino, il coriandolo, i baccelli di cardamomo, i chiodi di garofano, i grani di pepe nero e la curcuma, e poi in casa faccio anche il zathar che è veramente una favola sulla pizza al posto dell’origano e sulle bistecche veloci in padella ed è composto da: timo, sesamo e sale, origano, cumino, semi di finocchio, santoreggia, maggiorana, sommacco. e dopo aver messo in un contenitore le varie spezie io con le mani sporche di olio buono di oliva sfrego bene le spezie diverse volte, si conserva per diverso tempo racchiuso in vasetti , poi mi fermo, ma ci mancherebbero tutte quelle molto particolari che sono molto rareda trovare , ma penso di avrvi già stancato ababstanza…. vi lascio alcune immagini dei miei mercati delle spezie ah ah

l’amoroso gioco dei rimandi

vibra l’acqua alle tue carezze oh luna
quando lambisci l’orizzonte
in un sussultar di onde
l’amoroso gioco dei rimandi
infiamma cuori solitari
e languido è il guardare di occhi stanchi

d’eclissi non sarà più tempo
e la marea esonderà
nell’umida nascosta insenatura
a raccogliere il tesoro
di un plenilinio racchiuso dentro il mare

memories: Timbuktu & Timbuctu & Tumbutu

spolverando le memorie sono affiorate sensazioni mai dimenticate, i sogni, le aspettative che avevo nei confronti di un mito che potevo raggiungere e toccare.
nel mio immaginario Timbuktu era la fine del mondo e anche il suo inizio, uno Spazio magico dove era difficile arrivare e che racchiudeva tesori inenarrabili.
il viaggio, la prima volta (40 anni fa) fu per acqua risalendo il fiume, le altre volte invece in aereo da Bamako, (aereo, beh insomma chiamiamolo così) e quando arrivi ti accorgi che sei arrivato in mezzo al nulla, sabbia, sabbia, sabbia, quella sabbia piatta e senza dune dove l’orizzonte è ancora sabbia, ti sembra proprio di essere arrivato al nulla.


poi ti accorgi che ci sono le Moschee fra le piu’ antiche del mondo, sono spoglie al loro interno, sono antiche soltanto, ma quando ci sei entrato cominci a percepire la magia di quei luoghi, anche il nulla, il silenzio hanno un fascino irresistibile lo testimoniano queste splendide foto di un carissimo amico, Dan Heller, che ha fatto molti viaggi con me a Timbuctu.

la luce e i colori sono quelli della terra e di un cielo non sempre azzurro, sembra abbia raccolto dentro di se i colori ocra e li sparga nella luce che filtra fra le fessure.

un luogo per ascoltare e per ascoltarsi

io conosco poco l’Africa profonda, una mia grande lacuna, ho visitato soltanto alcuni paesi e fra questi paesi, quello che mi è rimasto nel cuore per molti motivi è il Mali, povero, assolutamente povero, ha attraversato siccità gravi; e calamità di ogni genere, anche una dittatura che ha stroncato le forze pensanti che aveva all’interno nella piu’ completa indifferenza del nostro Occidente , (così attento ad esportare democrazia dove gli fa comodo).
ho conosciuto nel tempo persone, menti e cuori incredibili, ho conosciuto intelligenze raffinate che si sono prese cura del patrimonio di cultura che il Mali è riuscito a preservare anche al colonialismo francese.
ho conosciuto un mucista straordinario, un musicista che si è ritirato da tempo a lavorare la terra in un villaggio a 20 km da Timbuctu, risponde al nome di Ali Farka Toure e che un altro straordinario uomo di musica ha scoperto e fatto conoscere a tutto il mondo, parlo di Ry Cooder che sempre alla ricerca della musica non manipolata, delle sonorità che si aprono dalla terra e alla terra ritornano . insieme hanno dato origine ad uno dei dischi piu’ incredibili di questi ultimi anni: ” TALKING TIMBUCTU del 1994″. se avete per caso voglia di leggerne e ascoltare qualcosa clikkate sul nome!.
l’architettura di Timbuktu è unica nel suo genere

il dolore è uno spazio vuoto

But sometimes when the night is slow,
the wretched and the meek,
we gather up our hearts and go
a thousand kisses deep
.

Leonard Cohen

il tempo rubato scivola sui fianchi
lascivi delle memorie e nuvole aspre
distendono grigi nel gelo soffiato
da bocche arse e urlanti

–Ritorna se vuoi–

— Ritorna se puoi —

ritornami in mente
nei campi ondulati
di un luglio da mietere al sole
nei prati bagnati
da gocce perlate di fresca rugiada

scendono distese a valle le ombre
di un tramonto d’estate
in file di rossi a foglie sparsi

il dolore è uno spazio vuoto
di desideri ormai cenere