ero gli occhi del mondo

mangiando uva
seduta vicino la finestra
della mia casa,

veleggiai
nel suono di campane
ondulanti
nelle nebbie grigie
della città.

mi persi
nelle moltitudini
di quelli che erano
che sono
che saranno
dissolta.

ero gli occhi del mondo
e il mondo aveva la mia faccia.

mistero della vita
che si muove
migrando
senza pausa
in ritmici ritorni
in ricerca
di un altro infinito.

Andrey Allakhverdov o dei ritratti di famosi artisti

Frida Kahlo
Andrey Allakhverdov
armeno/russo 1947

pittore molto particolare che si è “divertito” a ritrarre famosi artisti del XX e XXI secolo, rendendoli molto riconoscibli,, perchè spesso appaiono sulla tela con lo sfondo di qualche loro opera molto famosa.
è molto di moda in questi ultimi anni negli US dove ha fatto moltissime mostre e vendute molte opere per collezioni private
È nato in Unione Sovietica, da una famiglia armena. Dall’età di 14 anni, Andrei era impegnato nel disegno e nella pittura. Ha conseguito una laurea in belle arti presso la Moscow State Art University of Textile and Design. Andrey è membro dell’Unione artistica di Mosca dal 1979 e membro dell’Unione degli artisti sovietici (russi) dal 1988. I dipinti ad olio di Allahverdov sono realizzati in diversi stili, come: neorealismo, surrealismo, espressionismo astratto e si distingue per il uso vivido di colori vivaci.
I dipinti originali di Allahverdov sono stati ripetutamente esposti nell’Unione degli artisti di Mosca nelle sale espositive del ponte Kuznetsk e del Manege, nonché negli iconici hotel e gallerie d’arte Metropol in Russia e all’estero. Le sue opere sono esposte in collezioni private in Russia, Armenia, Germania, Grecia, Giappone, Svizzera e Stati Uniti.

TURNER o delle magiche visioni cromatiche

Joseph Mallord William Turner
inglese 1775 – 1851

ha sempre rappresentato per me, dalla prima volta che l’ho incontrato alla Tate Gallery, qualcosa di difficilmente descrivibile., le senzazioni di ragazza che non riusciva a staccarsi dai suoi quadri, sono identiche, immutate. le emozioni che riempiono i miei pensieri mi appagano e mi gratificano…
Turner a me ha narrato un mondo visionario e magico, dove il colore si amalgama e si confonde tra il cielo e il mare e la terra e dove gli elementi si disperdono in un cromatismo a volte esasperato, perdendo dimensioni e contorni, diventando un tutto con la tela, con i miei occhi, con il mio cuore, con la dimensione del mio dentro
mentre il mio amore per il magico Piero della Francesca è frutto della enorme diversità del mio sentire dal suo, il mio amore per Turner è simbiosi pura, appartenenza alle sue sfumaturem alla sua visionaria immaginazione di un mondo di colori e di luci dove tutto diventa evanescente e si perde in una atmosfera globale, cromatica, luminosa…
molto spesso mi muovo “a pelle”, e per quel che riguarda Turner è vero in maniera assoluta, il mio amore per lui è nato a pelle e a pelle continua ad esistere, i suoi gialli improvvisi e sempre diversi, mescolati con colori scuri o con le tinte di albe improbabili e fantastiche fanno volare la mia fantasia, mi portano nel mondo del sogno come immaginario o visione.. nel quale spesso mi perdo
Turner ha un tipo di visione EMOZIONANTE, nella quale la natura interagisce sull’emozione umana e suscita reazioni passionali.
Caratteristiche della pittura di Turner:
a) i colori sono sentiti come elementi spirituali
b) i colori sono usati con estrema libertà, svincolati dalla forma
c) lo spazio è pieno di luce (pittura a macchia piena di effetti)
d) usa una tecnica mista: mescola tempere con olio ed acquerello e tra uno strato di colore e l’altro stende un velo di vernice trasparente sulla quale ridipinge sopra. Ottiene così delle macchie.
e) Esprime il sublime attraverso forme circolari, roteanti, che sottolineano il dinamismo e la forza della natura.

Buttermere Lake: A Shower

L’opera matura di Turner può essere divisa in tre periodi. Al primo (1800-1820) appartengono scene storiche e mitologiche con colori smorzati, contorni e particolari marcati. I dipinti del secondo periodo (1820-1835) sono caratterizzati da colori più brillanti e dalla diffusione della luce. La pittura di Turner cambiò nuovamente durante il terzo periodo (1835-1845), la cui opera più rappresentativa è Pioggia, vapore e velocità (1844, National Gallery), in cui riuscì a rappresentare la forza della pioggia raffigurando gli oggetti come masse indistinte entro una nebbia luminosa di colore.
Turner , pur essendo apprezzato come disegnatore di paesaggi, nella pittura ad olio suscita molte controversie: nonostante la sua capacità di osservazione della natura i critici ritengono che la sua sia una resa “ad effetto” più che fedele, con immagini molto artificiose ed un primo piano appena accennato. Nonostante il suo manifesto interesse per la tradizione lo si accusa di non tenerla minimamente in considerazione. Ciò che i critici in realtà non comprendevano era la sua ricerca del sublime nella natura, la sua continua tensione verso il raggiungimento di nuovi traguardi nella pittura paesaggistica. Non riuscivano a vedere come l’artista fosse alla ricerca di una nuova unità pittorica: il fatto che non dipingesse il primo piano con la precisione abituale del periodo solo perché non si sarebbe armonizzato con il resto della scena non venne compreso se non da pochi. Per la gran parte rifiutarono di comprendere la sua concezione del paesaggio che aveva cominciato a farsi sempre più astratto e non accettarono la ricerca di effetti ancor più grandiosi.

TEMPESTA DI NEVE Il quadro non piacque ai critici e uno di questi lo definì una massa di saponata e calce. Astrazione e rappresentazione, forma e contenuto, osservazione e visione immaginativa: la difficoltà sta nel raggiungere l’equilibrio tra questi due poli e Turner vi riuscì. L’esito è decisamente astratto, ma si rimane quasi travolti dal dinamismo delle forze della natura, dalla bufera il cui turbine sembra risucchiare la nave in un vortice di distruzione. Le nuvole, che nei dipinti giovanili erano statiche, qui sono sparite e al loro osto appaiono dei banchi di nebbia che spingono l’imbarcazione verso l’accecante luce al centro. Anche le onde con le superfici pigmentate, come quelle del Naufragio, sono sparite, lasciando spazio a masse di acqua che si sollevano. L’immagine è vorticosa e avvolgente, una composizione che supera i limiti dell’arte barocca.
Il paesaggio diventa una cosa sola con le emozioni di chi lo osserva e i confini tra mondo esterno e mondo interiore tendono a scomparire: la natura non è concepita come uno sfondo per l’azione dell’uomo, ma come un’infinita cassa di risonanza per lo sfrenarsi del sentimento.

Turner si era reso conto che “la nostra visione naturale ha la forma di un ovale generico”, superando la tradizionale concezione prospettica della “piramide visiva”. Qui è evidente il senso del “sublime”, ossia della grandiosità delle forze della natura scatenate e dell’infinita piccolezza dell’uomo. Secondo quanto narrò lo stesso Turner,, il quadro nacque dall’impressione ricevuta dal pittore durante una tempesta di mare, per osservare la quale egli si era fatto legare a un albero della nave lasciandosi volutamente investire dalla furia degli elementi. Il paesaggio tradizionale si dissolve in vortici di linee e di luci, che annullano la consistenza degli oggetti rappresentati immergendo lo spettatore all’interno del quadro e facendolo protagonista.

CONTINUA CON I SUOI ACQUERELLI

memories: quei biscotti…

un ricordo di nonna Colomba…

a piccoli passetti attraversa la stanza riempiendola del suo sorriso, allarga le braccia e mi stringe con forza inaspettata in un abbraccio senza fine

nonna, piano mi soffochi

-oh si potrei soffocarti d’amore, tenerezza mia, ma non oggi

spero manco domani! e i biscotti non li fai?

– oggi li facciamo più tardi perché arriva Ermete!

Ermete? e chi è, mai sentito Ermete, magari è un tuo spasimante e me l’hai sempre nascosto!

– sì …
guardo nonna spalancando gli occhi e non posso crederci che quella piccola donna carica d’anni dagli occhi arguti e sorridenti abbia uno spasimante segreto! non c’è più religione, se le nonne hanno lo spasimante e le nipoti no!

– Ermete è il figlio del notaio del Principe, sai quello che aveva la tenuta dell’Ardenga vicino al Taro, giocavamo nell’aia insieme dopo la trebbiatura e mi rubava i baci e i biscotti, ma lui è andato in città a studiare e io a servizio
mi piacevano i suoi occhi neri come la pece e i capelli lucidi che brillavano al sole, ce l’ho sempre avuto nel cuore e nella memoria
ieri è arrivato un pacco con una scatola di biscotti, e un biglietto : “sono sessanta biscotti lo stesso numero degli anni da che ti conservo nel cuore, vogliamo mangiarceli insieme domani? Ermete”
e oggi è domani e io aspetto Ermete, sono sessnt’anni anni che aspetto quei biscotti…

almost night thoughts by matilde

sola come un enigma guardo
spazi, pareti che mi assediano
apro occhi senza ciglia,
sveglia senza luna,
scrivo a te parole amaranto
come inni all’insonnia del cuore
con l’inchiostro rosso del tramonto
a colmare il limite del giorno
e fuori oltre la soglia
soffia il vento d’autunno

sognai di me bambina

all’ombra di un albero
di una città d’erba verde
sul far del crepuscolo
mi sento perdermi in vento

stretta sotto lo scialle di mia madre
sognai di me bambina
di quelle sere impreviste
fatte di passi conosciuti
a ricordare l’incontro delle assenze
nella fantasia di una attesa

lo so , piena di questo scrivo sola
liberata anche dal nulla della finzione
m’immergo nel mio sguardo e mi riconosco

Jakub Schikaneder o delle notti a Praga

Jakub Schikaneder
ceco 1855 – 1924

Jakub Schikaneder era un pittore ceco noto per i suoi morbidi dipinti di paesaggi urbani con stati d’animo molto malinconici e solitari, spesso raffiguranti persone di classi inferiori. La maggior parte delle sue opere sembrano svolgersi in autunno o in inverno, di notte o al tramonto, e sono ambientate nella sua città natale, Praga e sul fiume Moldava. È stato paragonato a John Atkinson Grimshaw.
Schikaneder proveniva dalla famiglia di un impiegato dell’ufficio doganale tedesco. Nonostante le povere origini della famiglia, ha potuto proseguire gli studi, grazie anche all’amore per l’arte della sua famiglia; un antenato era Urban Schikaneder, il fratello maggiore del librettista Emanuel Schikaneder . Dopo aver completato i suoi studi a Praga e Monaco (1871-1879), Schikaneder, insieme a Emanuel Krescenc Liška , fu coinvolto nell’arredamento del palco reale del Teatro Nazionalea Praga; tuttavia, quest’opera andò persa in un incendio nel 1881. Dopo il suo lavoro al Teatro Nazionale, Schikaneder viaggiò attraverso l’Europa, visitando Germania, Inghilterra, Scozia, Paesi Bassi, Svizzera, Italia e Francia. Dal 1891 al 1923 insegnò al Collegio d’Arte di Praga. Schikaneder è stato annoverato tra coloro che ammiravano la Scuola di Monaco della fine del XIX secolo.
Morì nel 1924 e fu sepolto nel cimitero di Vinohrady a Praga

Marie Laurencin o della “Section d’Or” (“Groupe de Puteaux”)

Marie Laurencin
francese 1883 – 1956

devo premettere che mi piace molto Marie per come ha trattato il colore, i suoi quadri sono nuvole e hanno un chè di magico che incanta, e sopratutto pur facendo parte di un gruppo di avanguardia ha sempre continuato la sua ricerca personale senza perdere mai di vista il suo obiettivo
divenne una figura importante dell’avanguardia parigina come membro dei Cubisti associati alla “Section d’Or” o “Groupe de Puteaux”*****
Laurencin è nata a Parigi, dove è stata cresciuta da sua madre e dove ha vissuto gran parte della sua vita. A 18 anni studia pittura su porcellana a Sèvres. Poi è tornata a Parigi e ha continuato la sua formazione artistica all’Académie Humbert, dove ha cambiato la sua attenzione verso la pittura ad olio.
durante i primi anni del XX secolo, Laurencin è stata una figura importante nel mondo parigino d’avanguardia. Un membro sia del circolo di Pablo Picasso e sia dei cubisti associati alla Section d’Or, come Jean Metzinger, Albert Gleizes, Robert Delaunay, Henri le Fauconnier e Francis Picabia, ed espone con loro al Salon des Indépendants (1910-1911) e al Salon d’Automne (1911-1912).
È stata sentimentalmente coinvolta con il poeta Guillaume Apollinaire ed è stata spesso identificata come la sua musa ispiratrice. Inoltre, Laurencin aveva legami importanti con il salone dell’ americana e famosa scrittrice Natalie Clifford Barney, con la quale ebbe una relazione
durante la prima guerra mondiale, Laurencin lasciò la Francia per l’esilio in Spagna con il marito di origine tedesca, il barone Otto von Waëtjen, poiché a causa del suo matrimonio aveva automaticamente perso la cittadinanza francese. La coppia ha successivamente vissuto insieme brevemente a Düsseldorf. Dopo aver divorziato nel 1920, è tornata a Parigi, dove ha raggiunto il successo finanziario come artista fino alla depressione economica degli anni ’30. Negli anni ’30 ha lavorato come insegnante d’arte in una scuola privata. Ha vissuto a Parigi fino alla sua morte.
le opere di Laurencin includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe. È conosciuta come una delle poche donne pittrici Cubiste , con Sonia Delaunay, Marie Vorobieffe Franciska Clausen. Mentre il suo lavoro mostra l’influenza di Pablo Picasso e Georges Braque, che era il suo caro amico, ha sviluppato un approccio unico all’astrazione spesso incentrato sulla rappresentazione di gruppi di donne e ritratti femminili.
Il suo lavoro è al di fuori dei confini delle norme del Cubismo, la sua è una ricerca di un’estetica specificamente femminile attraverso il suo uso di colori pastello e forme curvilinee.
Originariamente influenzata dal fauvismo, ha semplificato le sue forme attraverso l’influenza dei pittori cubisti. Dal 1910, la sua tavolozza consisteva principalmente nei toni di grigio, rosa e pastello.
Il suo stile distintivo si è sviluppato al suo ritorno a Parigi negli anni ’20 dopo l’esilio. I colori tenui e i motivi geometrici ereditati dal cubismo sono stati sostituiti da toni chiari e composizioni ondulate. Il suo motivo distintivo è caratterizzato da figure femminili flessuose ed eteree e una tavolozza di tenui colori pastello, che evocano un mondo incantato.
Laurencin ha continuato a esplorare i temi della femminilità e di ciò che considerava modi di rappresentazione femminili fino alla sua morte. Le sue opere includono dipinti, acquerelli, disegni e stampe.

*****La Section d’Or nota anche come Groupe de Puteaux , fu un’associazione di pittori e critici d’arte associati ad un ramo del cubismo noto come orfismo (un termine coniato dal poeta francese Guillaume Apollinaire). Con sede nel sobborgo parigino di Puteaux, fu attiva dal 1912 a circa il 1914, arrivando alla ribalta sulla scia della loro partecipazione al controverso Salon des Indépendants nella primavera del 1911.